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Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-06112


Atto n. 4-06112

Pubblicato il 14 luglio 2016, nella seduta n. 660

ARACRI - Ai Ministri del lavoro e delle politiche sociali e della difesa. -

Premesso che:

l'allegato B del decreto ministeriale 11 maggio 2015, n. 82, recante "Regolamento per la definizione dei criteri per l'accertamento dell'idoneità delle imprese ai fini dell'iscrizione all'albo delle imprese specializzate in bonifiche da ordigni esplosivi residuati bellici, ai sensi dell'articolo 1, comma 2, della legge 1° ottobre 2012, n. 177", riporta la seguente specifica: "Il personale tecnico deve essere un operatore tecnico subacqueo (O.T.S.) qualificato ai sensi del decreto ministeriale 13 gennaio 1979, pubblicato nella Gazzetta ufficiale 16 febbraio, n. 47, nonché in possesso di brevetto B.C.M. rilasciato previo superamento di apposito corso tenuto a cura del Ministero della difesa secondo quanto previsto dal decreto del Ministro della difesa del 21 ottobre 2003" per quanto concerne la figura dell'operatore che svolge attività, soltanto, all'interno delle aree portuali;

a tali propositi, la legislazione nazionale non ha avuto un'evoluzione normativa omogenea nella materia dal 1982 ad oggi, malgrado diversi disegni di legge siano stati presentati in entrambi i rami del Parlamento senza mai concludere il proprio iter parlamentare;

è stata promulgata dal presidente della Regione Siciliana la legge regionale 21 aprile 2016, n. 7, recante "Disciplina dei contenuti formativi per l'esercizio delle attività della subacquea industriale", pubblicata sulla Gazzetta ufficiale regionale il 29 aprile successivo, della quale, nella riunione del Consiglio dei ministri n. 121 del 20 giugno 2016 si è deliberata la non impugnativa, sebbene all'articolo 1, comma 2, definisca come "Sommozzatori e lavoratori subacquei" (nomenclatura e classificazione delle unità professionali ISTAT 62160) coloro che "eseguono, in immersione, attività lavorative subacquee anche in via non esclusiva o in modo non continuativo, operando in acque marittime inshore ed offshore o interne", fuori dall'ambito portuale, e all'articolo 3, comma 5, specifichi che "I titoli rilasciati al termine dei percorsi formativi sono soggetti alle procedure e modalità di registrazione e vidimazione previste a livello generale per le attività di formazione professionale ai sensi della vigente disciplina e sono riconoscibili ai sensi della direttiva 2005/36/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 7 settembre 2005 sull'intero territorio comunitario";

inoltre, all'articolo 2, comma 1, stabilisce dei percorsi formativi articolati "in tre livelli di qualificazione": di primo livello (inshore diver) o "sommozzatore", di secondo livello (offshore air diver) detto anche di categoria "TOP UP" e di terzo livello (offshore sat diver), detto anche di categoria "altofondalista" (saturazione), all'articolo 4, comma 4, prevede un repertorio telematico con un'iscrizione che avviene secondo numerazione progressiva individuale e il rilascio all'iscritto di una card nominativa corredata dei dati integrali di iscrizione valida per le attività svolte in ambito inshore, offshore o nelle acquee interne, e all'articolo 3, comma 2, indica livelli di addestramento per attività non in ambito portuale (nettamente superiori a quelli previsti per coloro che sono iscritti al registro sommozzatori, di cui al decreto ministeriale 13 gennaio 1979, come OTS) con profondità fino ai 30 metri, dai 30 ai 50 metri e oltre i 50 metri secondo il livello di addestramento conseguito;

il decreto ministeriale, invece, sancisce l'iscrizione al registro sommozzatori in servizio locale solo per gli operatori che prestano servizio all'interno dei porti, senza un preciso limite di profondità, essendo quest'ultima, nella maggioranza dei casi, circoscritta in pochi metri: esso appare, quindi, inadeguato a definire competenze e sicurezza dei lavoratori stessi, se devono svolgere mansioni di carattere superiore, cioè attività fuori dall'ambito portuale;

da notizie in possesso dell'interrogante, l'attuale formulazione dell'allegato B citato non offre le garanzie relative alla sicurezza dei lavoratori già previste dal decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, recante il testo unico in materia di sicurezza sul lavoro, ed in particolare dagli articoli 18, comma 1, lettera e), 36, comma 1, lettera a), e 37, comma 3;

tale formazione, che deve ricevere un lavoratore che effettui un'attività subacquea per eseguire bonifiche da ordigni esplosivi o da residuati bellici, affinché si ottemperino i requisiti previsti dal decreto legislativo n 81 del 2008, non può fare riferimento al decreto ministeriale 13 gennaio 1979 che, all'art. 2 specifica "I sommozzatori in servizio locale esercitano la loro attività entro l'ambito del porto", ma alla legge regionale siciliana n. 7 del 2016 all'interno della quale vengono definiti i livelli di addestramento e di qualifica, con percorsi formativi minimi, che garantiscono ai lavoratori un idoneo livello di esperienza volto alla tutela sia del datore di lavoro in quanto gli garantisce un livello "minimo" di competenza affinché possa operare in sicurezza, sia alle istituzioni che attualmente espongono i lavoratori del settore a gravi rischi in base all'attuale formulazione dell'allegato B del decreto ministeriale 11 maggio 2015, n. 82;

di conseguenza, attualmente, soltanto i lavoratori iscritti al repertorio telematico gestito dall'Assessorato per il lavoro della Regione Siciliana e in possesso della card del "commercial diver italiano" possono essere considerati idonei per effettuare un tipo di attività fuori dalle aree portuali;

l'interrogante, con precedente atto di sindacato ispettivo 4-05973, che non ha ancora ricevuto risposta, aveva già denunciato l'annosa problematica dei sommozzatori e lavoratori subacquei dopo l'emanazione di una legge regionale succedanea alla normativa nazionale;

a giudizio dell'interrogante, la situazione creatasi in seguito alla promulgazione della legge regionale e la non impugnativa deliberata dal Consiglio dei ministri ha creato numerosi squilibri che andrebbero sanati con l'emanazione di un provvedimento legislativo nazionale consono, da un lato, a riconoscere diritti, doveri e compiti dei lavoratori e, dall'altro, a tutelare i datori di lavoro da possibili incidenti che si verificano svolgendo tali attività usuranti,

si chiede di sapere quali orientamenti i Ministri in indirizzo intendano esprimere in riferimento a quanto esposto e, conseguentemente, quali iniziative vogliano intraprendere, nell'ambito delle proprie competenze, per porre rimedio alla questione che vede coinvolti i sommozzatori e lavoratori subacquei, a causa del vuoto legislativo inerente alle attività da questi svolte.