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Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-06079


Atto n. 4-06079

Pubblicato il 12 luglio 2016, nella seduta n. 658

STEFANO - Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. -

Premesso che:

la società Nuova Siet, con sede a Taranto, era una società di trasporti che si occupava, dal 1971, di lavori di movimentazione stradale e dei trasporti per conto dell'Italsider;

nel febbraio 1999, il gruppo Riva ha acquistato questa azienda, privandola negli anni successivi di commesse e appalti, tanto da giungere al licenziamento di tutti i 300 lavoratori, per riassumerli, il giorno successivo, in una nuova azienda "interna" all'Ilva;

il gruppo Riva ha proposto quindi ai lavoratori della Nuova Siet di rientrare in azienda sulla base di nuovi contratti al ribasso rispetto a quelli precedenti, fino alla riduzione dei salari del 50 per cento, e costringendoli ad accettare condizioni estremamente inique, dequalificando di fatto le mansioni esercitate precedentemente dai lavoratori, ma obbligandoli a svolgere le stesse attività svolte prima dell'assorbimento e, quindi, non riconoscendo loro lo status giuridico, che avevano maturato fino a quel momento;

il gruppo Riva si è fatto quindi riconoscere i benefici contributivi previsti per le aziende che assumono lavoratori in lista di mobilità e, contrariamente, ha ottenuto dai lavoratori le stesse prestazioni, pagandole di meno: l'Inps si è costituito, quindi, parte civile, poiché, alla luce delle condizioni poste dal gruppo Riva ai lavoratori della Nuova Siet, è stato presentato un esposto da parte dell'organizzazione sindacale SLAI Cobas presso la Procura della Repubblica di Taranto;

la Procura di Taranto ha chiesto il rinvio a giudizio dei vertici del gruppo Riva, con l'accusa di truffa ai danni dell'Inps, estorsione e tentata estorsione nei confronti dei dipendenti dell'azienda passata al gruppo siderurgico Riva;

il 20 marzo 2007, in primo grado, il Tribunale di Taranto ha condannato a 4 anni di reclusione il presidente del gruppo, Emilio Riva, suo figlio Claudio Riva, e Italo Biagiotti, ed a un anno e 2 mesi di reclusione Giovanni Perona della Nuova Siet;

i condannati, nell'anno 2009, sono ricorsi in appello ottenendo la sentenza di assoluzione;

nell'anno 2011, la seconda sezione penale della Corte di cassazione di Roma ha annullato senza rinvio la sentenza di assoluzione della Corte d'appello nei confronti di Emilio e Claudio Riva, accusati di truffa ai danni dell'Inps, estorsione e tentata estorsione nei confronti dei dipendenti dell'ex azienda Nuova Siet;

i giudici, decretando la prescrizione del reato (riqualificato in truffa aggravata e continuata), hanno al contempo riconosciuto il diritto dei lavoratori al risarcimento del danno e hanno rimesso gli atti al giudice del lavoro;

per effetto della sentenza della Corte di cassazione, all'Inps è stato riconosciuto il danno della mancata contribuzione previdenziale e, di conseguenza, l'istituto ha emesso cartelle esattoriali per diversi milioni di euro nei confronti del gruppo Riva;

il presidente della Corte d'appello di Lecce, sezione distaccata di Taranto, dopo 4 anni di dibattimento, ha riconosciuto la competenza della causa alla sezione civile della stessa Corte d'appello;

dopo oltre 18 anni di percorsi giudiziari, i lavoratori della Nuova Siet sono ancora in attesa di un giudizio definitivo,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti illustrati;

se valuti che sia possibile adottare iniziative, per quanto di competenza, affinché l'Inps, nelle more del recupero dei contributi previdenziali richiesti mediante le cartelle esattoriali nei confronti del gruppo Riva, possa imputare e riconoscere ai lavoratori della Nuova Siet coinvolti i contributi previdenziali mai versati.