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Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 1-00588


Atto n. 1-00588

Pubblicato il 7 giugno 2016, nella seduta n. 637
Esame concluso nella seduta n. 643 dell'Assemblea (22/06/2016)

URAS , DE PETRIS , STEFANO , DE CRISTOFARO , BAROZZINO , CERVELLINI , MUSSINI , PETRAGLIA

Il Senato,

premesso che:

appare utile, per contrastare efficacemente i fenomeni di corruzione verso gli operatori, i funzionari, e i dirigenti della pubblica amministrazione, introdurre misure di riorganizzazione del sistema di funzionamento delle stazioni appaltanti finalizzate a ridurre il loro numero e la loro specializzazione, con l'obiettivo di contenere la spesa pubblica;

dall'entrata in vigore della riforma del Titolo V della Costituzione nel 2001, a causa della modifica, da parte di alcune Regioni, delle forme di controllo sugli atti amministrativi, e, in particolare, con l'eliminazione dell'intervento preventivo della Corte dei conti, al fine, condivisibile, di snellire i procedimenti amministrativi, si è assistito al sostanziale smantellamento del sistema di controllo preventivo di legittimità sugli atti amministrativi, che ha condotto, da una parte, ad un incremento esponenziale dei contenziosi amministrativi e civili, e dall'altro, ad un aumento del fenomeno corruttivo in danno agli amministratori pubblici;

considerato inoltre che:

l'aumento del contenzioso sugli atti amministrativi appare favorito da un sistema che, senza controlli forti, favorisce l'immissione nell'ordinamento di atti illegittimi che vengono fatalmente impugnati, creando ulteriori effetti a cascata, quali la paralisi dell'attività amministrativa e ingenti spese giudiziarie;

l'ipotesi che maggiori spazi di autonomia agli enti locali e un controllo di verifica della gestione complessiva avrebbero responsabilizzato maggiormente gli amministratori locali e magari ridotto la corruzione si è rivelata inesatta. L'ultimo rapporto della Corte dei conti è allarmante: la corruzione nelle amministrazioni è aumentata, nel corso del 2011, di oltre il 30 per cento;

la mancanza di controlli preventivi sugli atti degli enti territoriali che, comunque, rassicurino gli amministratori della bontà del loro operato, più che attendere un eventuale responso di un giudice molti anni dopo, crea un effetto non voluto: molta più cautela, dilatazione dei tempi procedurali e, talvolta, nel dubbio, decisione di non adottare l'atto;

ritenuto che:

le preoccupazioni espresse, in più occasioni, dalla Corte dei conti, nelle sue varie articolazioni, dalla Sezione giurisdizionale e Procura, alla Sezione di controllo, oltre che dalla Procura generale, consigliano, per quelle Regioni che abbiano scelto altre forme di controllo, la reintroduzione immediata di attività di controllo preventivo di legittimità degli atti;

nell'ambito della materia degli appalti pubblici, è di cocente attualità la necessità di introdurre efficaci strumenti di controllo preventivo sul provvedimento di bando di gara e sull'atto di aggiudicazione, che siano in grado di evitare paralisi amministrative e limitare la spesa pubblica dovuta alla produzione di atti affetti da vizi di legittimità, e, allo stesso tempo, consentano di assicurare la semplificazione e la trasparenza dell'azione amministrativa secondo criteri di efficienza ed efficacia;

ritenuto inoltre che tale attività di controllo faciliterebbe i compiti affidati agli organismi preposti all'anticorruzione,

impegna il Governo:

1) a riferire al Senato con cadenza semestrale sulle iniziative adottate, o che intenda adottare, anche in raccordo con Regioni ed enti locali, per contrastare il fenomeno della corruzione nell'ambito delle procedure di gara relative a contratti e appalti pubblici;

2) a valutare se, nell'ambito delle predette iniziative, ritenga di dover agire per reintrodurre un sistema efficace di controlli preventivi di legittimità sugli atti amministrativi delle pubbliche amministrazioni.