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Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-05763


Atto n. 4-05763

Pubblicato il 10 maggio 2016, nella seduta n. 622

URAS , STEFANO , CERVELLINI , MUSSINI , VACCIANO , SIMEONI , MOLINARI , FUCKSIA , DE PIETRO - Al Ministro della difesa. -

Premesso che:

la Sardegna ospita il 61 per cento delle servitù militari italiane, e i 3 più grandi poligoni d'Europa;

si tratta, in particolare, dell'ex base La Maddalena, di due siti per il poligono interforze di Salto di Quirra, della base militare di capo Frasca, dell'aeroporto militare Decimomannu, della base militare di capo Teulada, dell'ex base missilistica degli Stati Uniti di monte Limbara, della base militare Sinis-Cabras, della base militare di Tavolara, della base militare Santu Lussurgiu, della base aerea Elmas, del poligono interforze di Salto di Quirra, della base capo Frasca-Decimommannu, del poligono interforze di Salto di Quirra, della base militare Santo Stefano-La Maddalena;

tutti questi territori sono riconosciuti come di altissimo pregio ambientale e di grande prospettiva economico-turistica in un quadro di rigorosa ecosostenibilità, e che come tali andrebbero salvaguardate, valorizzate e utilizzate;

appare necessario progettare soluzioni di significativa riduzione della presenza militare in Sardegna, prendendo atto del mantenimento dei necessari punti di difesa ed addestramento, ma rilanciando l'estrema necessità di una nuova attenzione all'ecosostenibilità delle attività militari e di adeguati interventi di bonifica e risanamento ambientale degli spazi di esercitazione, finalizzati alla salvaguardia della salute di tutti gli operatori civili e militari, delle popolazioni e anche dell'intero patrimonio ambientale, culturale e storico-archeologico della Sardegna;

essendosi dimostrato, ad oggi, non perseguibile con successo lo smantellamento dei poligoni militari attivi, non appare pensabile che la Sardegna non sia destinataria di adeguati investimenti di compensazione a carico del sistema della difesa nazionale ed europea e Nato, come quelli previsti per lo sviluppo delle attività informatiche, di cyber controllo e di operazioni belliche simulate e dei relativi addestramenti, operando con un diretto coinvolgimento delle università;

è, quindi, necessario predisporre, di intesa con la Regione e le autonomie locali sarde, un piano di razionalizzazione ed ottimizzazione della presenza militare in Sardegna, in un quadro certo di riduzione della presenza;

in tale quadro, appare importante considerare la questione relativa alla caserma di Prato sardo a Nuoro. Si tratta, infatti, di una nuova caserma, sorta in seguito all'accordo di programma datato 1997 tra Comune, Regione e Ministero della difesa;

la costruzione della nuova caserma, che ha richiesto oltre 18 anni di lavoro, colloca la struttura in periferia ed è volta a sostituire la vecchia area "dell'artiglieria", che si trova nel centro della città di Nuoro, e che verrà riutilizzata come parco urbano;

in tale sito, di oltre 4 ettari, sono previsti strutture operative e uffici, alloggi, auditorium, mensa e officina, e dovrebbero essere ospitati 250 militari della brigata Sassari, reparto da sempre riconosciuto e positivamente inserito nell'ambito dell'intera comunità regionale, anche in considerazione delle ricadute economiche e in funzione dei servizi di vigilanza più volte svolti anche in funzione di prevenzione e protezione civile (incendi e calamità naturali);

preoccupa che la struttura militare possa essere utilizzata per funzioni differenti da quelle previste e non concordate con Regione e autonomie locali interessate, con evidente ed inaccettabile spreco di denaro pubblico;

preoccupa inoltre che si pensi ad un suo eventuale utilizzo ai fini dell'accoglienza dei migranti, costringendo i richiedenti asilo in un ambito esterno agli abitati, quasi a volere ripetere inaccettabili forme di isolamento ed apartheid, o peggio improprie forme di sostanziale ghettizzazione,

si chiede di conoscere:

se il Ministro in indirizzo intenda mantenere, anche nell'ambito del processo di riduzione e razionalizzazione della presenza militare in Sardegna, la nuova caserma di Prato sardo per le originarie funzioni, assegnando a tale struttura un reparto della brigata Sassari;

a che punto sia la predisposizione dell'accordo tra Stato e Regione per la rideterminazione della presenza militare in Sardegna.