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Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 3-02732


Atto n. 3-02732

Pubblicato il 5 aprile 2016, nella seduta n. 603
Trasformato

STEFANO - Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali. -

Premesso che:

il settore del vivaismo viticolo salentino, con la decisione di esecuzione (UE) n. 2015/789 del 18 maggio 2015, relativa alle misure per impedire l'introduzione e la diffusione nell'Unione della "Xylella fastidiosa", ha subito il severo e stringente blocco di qualsiasi sua attività, essendo stata inserita la pianta della vite nell'allegato 1, «Elenco delle piante notoriamente sensibili agli isolati europei e non europei dell'organismo specificato ("piante specificate")»;

dal settembre 2015 le risultanze scientifiche dei test di patogenicità condotti per 12 mesi dal CNR di Bari riferivano, comunque, della non trasmissibilità del patogeno da quarantena Xylella f. ceppo CO.DI.RO. alla vitis vinifera;

l'Unione europea ha provveduto, nel successivo mese di novembre, alla rimozione del blocco al commercio delle barbatelle provenienti dalle zone colpite, ma, per il principio della precauzionalità, la Commissione stessa ha imposto il trattamento in acqua calda di tutto il materiale vivaistico salentino, secondo lo stesso protocollo messo a punto per il controllo del fitoplasma della flavescenza dorata (45 minuti a 50 gradi centigradi) e sotto lo stretto controllo delle autorità fitosanitarie;

questa procedura vessa, sotto molteplici e gravi profili, l'attività degli operatori di questo settore, costretti ad attivare ulteriori procedure straordinarie, dispendiose, sia sotto l'aspetto economico, che sotto l'aspetto dei tempi di lavorazione delle stesse piante;

in data 29 marzo 2016, l'EFSA (European food safety authority) ha pubblicato lo studio delle indagini condotte per suo conto dal Centro nazionale delle ricerche, in base alle quali la causa dell'epidemia fitosanitaria, che sta provocando il disseccamento degli olivi salentini, è attribuita al batterio della Xylella fastidiosa;

questo ultimo studio, che ha sottoposto a sperimentazione altre colture mediterranee oltre all'olivo, tra le quali la vite, riporta che gli agrumi, la vite e il leccio non soccombono al ceppo pugliese del batterio;

gli esperimenti condotti sul campo hanno dimostrato, infatti, che nessuna pianta di agrumi, vite o leccio è risultata positiva alla Xylella fastidiosa, dopo esposizione alla sputacchina (philaenus spumarius) infetta. Analogamente, le piante di agrumi, vite e leccio non si sono infettate in modo sistemico, né hanno sviluppato sintomi sospetti se inoculate sperimentalmente,

si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga urgente assumere, nel più breve tempo possibile, tutte le iniziative, in ambito sia comunitario che nazionale, atte a far cessare l'obbligo della procedura straordinaria di trattamento in acqua calda delle barbatelle, permettendo in tal modo alle attività viti-vivaistiche, che insistono nelle zone interessate dalla presenza del batterio Xylella fastidiosa, di superare questo ultroneo, dispendioso e per giunta a parere dell'interrogante inutile aggravio nel processo produttivo.