ePub

Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 3-02646


Atto n. 3-02646

Pubblicato il 3 marzo 2016, nella seduta n. 586

STEFANO - Ai Ministri per gli affari regionali e le autonomie e per la semplificazione e la pubblica amministrazione. -

Premesso che:

il comma 529 dell'art. 1 della legge n. 147 del 2013 (legge di stabilità per il 2014) consente alle sole Regioni di procedere alla stabilizzazione del personale precario che abbia maturato 36 mesi di anzianità al 31 dicembre 2013, termine differito al 31 dicembre 2015 dal comma 776 dell'art. 1 della legge n. 208 del 2015 (legge di stabilità per il 2016);

con la legge regionale n. 47 del 2014, la Regione Puglia ha recepito quanto disposto dal suddetto comma 529, tentando di fornire una risposta al precariato non esclusivamente regionale, e con l'art. 4 della stessa legge, anche degli enti e amministrazioni territoriali con funzioni strumentali ad essa;

tale provvedimento normativo è stato successivamente impugnato dal Governo, che ha ritenuto che alcune disposizioni in materia di stabilizzazione del personale fossero in contrasto con i principi stabiliti dalla legislazione statale;

il 25 febbraio 2016, con sentenza n. 37, la Corte costituzionale si è espressa nel merito, considerando incostituzionale il suddetto articolo 4 della legge regionale n. 47 del 2014, che estendeva anche «alle agenzie regionali, agli enti, all'Autorità di bacino e alle società in house della Regione Puglia» quanto previsto dalla disciplina statale sulla stabilizzazione del personale precario;

sembra pertanto rimanere oscura la logica del legislatore nazionale in tale merito, dal momento che consente, di fatto, una sanatoria per il solo personale precario regionale, non considerando le altre amministrazioni pubbliche, che, come ad esempio l'ARPA, si avvalgono di personale a tempo determinato per l'espletamento di attività istituzionali;

il reclutamento di personale con procedure straordinarie ed eccezionali, atto a superare il precariato e a porre rimedio alle situazioni irregolari determinatesi a seguito del ricorso improprio ai contratti di lavoro flessibile per esigenze legate al fabbisogno ordinario, dovrebbe basarsi non sull'appartenenza ad una specifica pubblica amministrazione, ma sui requisiti essenziali posseduti dagli lavoratori;

i dipendenti a tempo determinato dell'ARPA Puglia sono stati tutti assunti a seguito di selezioni di evidenza pubblica, sono previsti nella dotazione organica dell'Agenzia, hanno ampiamente maturato i 36 mesi di servizio e svolgono attività quasi esclusivamente di carattere istituzionale, tra le quali le funzioni di monitoraggio e controllo ambientale necessarie per la tutela del territorio pugliese, affidate loro dalla stessa amministrazione regionale;

la Corte di giustizia dell'Unione europea ha già ammonito il legislatore italiano per l'abuso di personale a tempo determinato e ha disposto, con la "sentenza Mascolo" del 26 novembre 2014, la conversione del contratto della ricorrente da tempo determinato a tempo indeterminato,

si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non intenda attivarsi per quanto di competenza al fine di riconsiderare le linee della normativa riportata, alla luce anche degli obiettivi più volte dichiarati propri della riforma del "Jobs Act", di cui al decreto-legge n. 34 del 2014, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 78 del 2014, nonché della legge n. 183 del 2014.