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Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 3-02645


Atto n. 3-02645 (in Commissione)

Pubblicato il 3 marzo 2016, nella seduta n. 586
Svolto nella seduta n. 204 della 9ª Commissione (21/09/2016)

STEFANO - Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali. -

Premesso che:

la "Cantina sperimentale" di Barletta è una realtà che vanta la propria istituzione nel marzo 1879 e si è resa protagonista, nel corso di più di un secolo di attività, per lo sviluppo della vitivinicoltura nella città di Barletta, nonché nell'ambito territoriale appulo-lucano e meridionale, con riflessi positivi anche in ambito nazionale.;

nell'agosto 2007, con la ristrutturazione del CRA (Centro ricerca per l'enologia), la Sezione operativa periferica di Barletta dell'Istituto sperimentale per l'enologia ha cessato di esistere come struttura autonoma ed è stata annessa, quale cantina sperimentale, all'unità di ricerca per l'uva da tavola e la vitivinicoltura in ambiente mediterraneo di Turi, che afferisce al Dipartimento di trasformazione e valorizzazione dei prodotti agro-industriali del CRA;

è stata data notizia all'interrogante dell'esecuzione dei decreti emessi dal commissario straordinario del Consiglio per la ricerca in agricoltura e l'analisi dell'economia agraria che prevedono la chiusura di questo centro sperimentale;

l'amministrazione comunale di Barletta ha più volte lamentato il mancato coinvolgimento su tale determinazione, nonostante la reiterata manifestazione di totale disponibilità a recuperare strutture che potessero essere utilizzate per continuare a sostenere la riorganizzazione e ristrutturazione dell'ente stesso, avviando anche possibili progetti di ricerca finanziabili a livello comunitario;

sempre più forte è la protesta e lo stato di allarme delle associazioni produttive operanti in quella che è una realtà agricola che sostiene buona parte dell'economia locale,

si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non intenda rivedere l'indirizzo e la determinazione assunta in ragione di soluzioni più ponderate, nel rispetto e salvaguardia di quello che rimane un patrimonio per l'economia e la vocazione del territorio di Barletta.