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Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 2-00353


Atto n. 2-00353

Pubblicato il 16 febbraio 2016, nella seduta n. 578

URAS , DE PETRIS , BAROZZINO , CERVELLINI , DE CRISTOFARO , PETRAGLIA , STEFANO , VACCIANO , BIGNAMI , DE PIETRO , FUCKSIA , BOCCHINO , MUSSINI - Ai Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, dell'economia e delle finanze e delle infrastrutture e dei trasporti. -

Premesso che:

con il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 21 settembre 2007 recante la «dichiarazione di "Grande Evento" relativa alla Presidenza italiana del G8 nell'anno 2009» venne stabilito di svolgere vertice G8 nell'isola di La Maddalena con il dichiarato intento di rilanciare in chiave turistica l'economia del nord della Sardegna ed in particolare dell'arcipelago de La Maddalena, all'indomani dello smantellamento della base navale americana;

per la realizzazione dei 27.000 metri quadri di edifici previsti dal progetto sono stati stanziati circa 327 milioni di euro di denaro pubblico dei quali almeno 100 milioni ottenuti utilizzando le risorse finanziarie del Fondo per le aree sottoutilizzate e assegnati agli appaltatori mediante le procedure semplificate previste dal Dipartimento della protezione civile per il G8;

dopo un anno dall'inizio dei lavori, incuranti delle importanti ricadute economiche e strutturali che questa decisione avrebbe comportato sull'economia del territorio maddalenino, l'art. 17 del decreto-legge n. 39 del 2009, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 77 del 2009, ha disposto di spostare il vertice G8 a L'Aquila, senza peraltro individuare un percorso progettuale alternativo ma egualmente efficace rispetto agli obiettivi originariamente perseguiti;

nonostante, infatti, le ampie rassicurazioni offerte dal Governo dell'epoca circa il completamento e la riqualificazione delle opere in corso di realizzazione e programmate nell'isola di La Maddalena, ad oggi, tutte le strutture edificate, prime fra tutte quelle che sorgono in luogo dell'ex arsenale e dell'ex ospedale militare versano in uno stato di totale abbandono e subiscono progressivamente lesioni delle parti edilizie di rilevante gravità tali da porre a rischio la stabilità di intere costruzioni;

la mancata bonifica delle aree a mare prospicienti l'area dell'ex arsenale ha reso inutilizzabile, tra l'altro, quello che nel progetto iniziale avrebbe dovuto essere un hotel extra lusso 5 stelle con tanto di porto turistico annesso, per cui sono stati spesi, secondo i dati della protezione civile, ben 118.946.000 euro (48.400.000 per la ristrutturazione dell'arsenale in albergo, 23.436.000 per la realizzazione di servizi connessi, 41.610.000 per l'adeguamento del bacino dell'arsenale in porto turistico e 5.500.000 euro per il piano di caratterizzazione e la prima bonifica ambientale);

nel maggio 2011 i Carabinieri del NOE di Sassari, su disposizione della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Tempio Pausania, hanno posto sotto sequestro preventivo i 60.000 metri quadri di specchi acquei e fondali prospicienti l'ex arsenale per verificarne lo stato di inquinamento successivo ad una prima bonifica. La perizia commissionata dalla Procura di Tempio Pausania ha accertato che dai 6 ettari contaminati individuati inizialmente ed oggetto di una prima bonifica, proprio a causa della grave imperizia che ha caratterizzato le operazioni di bonifica, si è passati a ben 12 ettari contaminati, che andranno adeguatamente bonificati prima di poter rendere utilizzabile l'area, con costi stimati intorno ai 10 milioni di euro che si aggiungono ai costi della prima bonifica, per un totale stimato di circa 15,5 milioni di euro;

considerato che:

la base di gara per l'assegnazione della gestione dell'ex arsenale prevedeva una quota minima una tantum di 40 milioni di euro e la proposta di un canone annuale di concessione destinato alla Regione Sardegna. Unica partecipante e aggiudicataria della gara è stata la Mita Resort Srl del gruppo Marcegaglia, con il pagamento una tantum di 41 milioni di euro e un canone annuale di circa 60.000 euro. Questo a fronte dei quasi 500.000 euro annui di IMU pagati dalla Regione autonoma della Sardegna quale proprietario dell'area;

stante l'inerzia di Stato e Regione nell'adoperarsi celermente per bonificare lo specchio d'acqua antistante all'ex arsenale e consentire l'utilizzo della struttura, la Mita Resort ha chiesto ed ottenuto la risoluzione della convenzione di gestione della struttura per inadempienza dello Stato. Inoltre, il Tribunale civile di Cagliari ha stabilito che lo Stato paghi alla società un risarcimento pari a 39.438.000 euro per i mancati guadagni;

appare evidente come lo stato di abbandono in cui versa tutta l'area assoggettata al progetto edificatorio per il vertice G8 mai realizzato a La Maddalena abbia generato e continui a generare un ingente danno alla finanza pubblica, tale da compromettere irreversibilmente l'utilizzo e la valorizzazione economica del compendio dell'ex arsenale militare, realizzato con ingentissime risorse pubbliche, e di conseguenza affossare lo sviluppo economico di un territorio e una comunità fortemente danneggiata nelle sue possibilità di sviluppo, a suo tempo già frenato dalla presenza di servitù militari;

si ritiene altresì che la persistenza delle condizioni, attestata delle analisi effettuate dall'ARPAS di Sassari su mandato della Procura di Tempio Pausania, comunicate il 12 novembre 2012, circa la presenza di agenti inquinanti, costituisca un pericolo per la salute pubblica oltre ad un'emergenza ambientale, anche in considerazione del fatto che tutto l'arcipelago di La Maddalena rientra nel parco nazionale omonimo ed è sito di importanza comunitaria (direttiva 92/43/CEE),

si chiede di sapere:

se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dell'esistenza di procedimenti giudiziari in relazione alla realizzazione delle opere, al loro utilizzo, nonché in relazione agli interventi di bonifica dello specchio di mare antistante all'ex arsenale;

quali siano, nel dettaglio, i costi che lo Stato ha affrontato complessivamente per la realizzazione e la messa in funzione delle strutture previste nel progetto ideato per il vertice G8 del 2009 e se su tale spesa pubblica, poi di fatto risultata ad oggi priva di ogni utile ricaduta, siano in corso verifiche e valutazioni da parte dei competenti organi di controllo;

quali rischi ambientali permangano, per il territorio e per la salute della popolazione di La Maddalena, a causa della mancata operazione di bonifica;

quali siano le ragioni che hanno impedito e impediscono gli interventi di bonifica, e di chi siano le responsabilità;

che stima sia stata fatta dei danni subiti ad oggi alla finanza pubblica, statale, regionale e locale; e quale la stima delle negative ricadute economico-sociali subite dalla comunità maddalenina e più in generale dai territori galluresi;

che cosa intendano fare per porre fine alla situazione attuale e per riconsegnare alle amministrazioni locali e regionale sarde il patrimonio risanato di strutture ricettive e civili dell'area dell'ex arsenale e di quelle connesse, tramite le forme consentite dalla legge e in particolare quelle individuate dall'art. 14 dello statuto speciale della Regione. Questo ai fini del necessario rilancio della attività economica e produttiva dell'arcipelago, per costruire un nuovo progetto di sviluppo fondato sulla tutela e valorizzazione del paesaggio e dell'ambiente.