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Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-05240


Atto n. 4-05240

Pubblicato il 9 febbraio 2016, nella seduta n. 574
Risposta pubblicata

SCALIA , MOSCARDELLI , STEFANO , DALLA ZUANNA , BENCINI , CONTE , ORELLANA , ROMANI Maurizio , SPILABOTTE , IDEM , VALDINOSI , LUCHERINI , CUCCA , COMPAGNONE , MORGONI , BORIOLI , PUPPATO , FUCKSIA , BOCCHINO - Ai Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e delle politiche agricole alimentari e forestali. -

Premesso che, a quanto risulta agli interroganti:

i dati sull'utilizzo di suolo non edificato in Italia sono allarmanti;

secondo l'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA), in media vengono consumati più di 8 metri quadrati di territorio al secondo; ogni 5 mesi, viene cementificata una superficie pari a quella del comune di Napoli e ogni anno una superficie pari alla somma di quelle di Milano e Firenze;

si tratta di una situazione emergenziale, che comporta l'impermealizzazione di porzioni sempre più consistenti del territorio, con conseguente negativo impatto anche sull'assetto idrogeologico;

il fenomeno si è sviluppato particolarmente in corrispondenza delle pianure del Paese (innanzitutto quella Padana) delle fasce costiere, delle aree vulcaniche laziali e campane;

in definitiva, i dati rimandano l'immagine di un Paese che ha cessato quasi del tutto di provvedere alla necessaria manutenzione dei sistemi montani e che continua, piuttosto, a sovraurbanizzare le aree di pianura, incrementando inopinatamente il livello del rischio e le dimensioni di un debito pubblico territoriale che costituisce una preoccupante ipoteca sulle reali possibilità di ripresa economica e sviluppo sostenibile;

il Governo appare consapevole della gravità di tale situazione, e ha presentato un disegno di legge finalizzato a contenere il consumo del suolo, perseguendo, coerentemente con le indicazioni formulate dalla Commissione europea, il traguardo dell'azzeramento del consumo del suolo da raggiungere entro il 2050; numerosi sono, inoltre, i disegni di legge di iniziativa parlamentare, compendiati nel testo unificato all'esame della competente commissione della Camera dei deputati; senonché la definizione in via legislativa del problema impone tempi lunghi, dettati sia dall'iter legislativo da completare, sia dall'adozione degli strumenti di attuazione e dall'adeguamento dei piani territoriali ed urbanistici alle prescrizioni che saranno fissate;

è invece già vigente, oltre che in molte leggi regionali, nella stessa legge statale il principio del contenimento del suolo non edificato. Infatti, l'art. 6, comma 2, della legge n. 10 del 2013, che detta norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani, dispone che "ai fini del risparmio del suolo e della salvaguardia delle aree comunali non urbanizzate, i comuni possono: a) prevedere particolari misure di vantaggio volte a favorire il riuso e la riorganizzazione degli insediamenti residenziali e produttivi esistenti, rispetto alla concessione di aree non urbanizzate ai fini dei suddetti insediamenti; b) prevedere opportuni strumenti e interventi per la conservazione e il ripristino del paesaggio rurale e forestale non urbanizzato di competenza dell'amministrazione comunale";

le modalità di attuazione di tali disposizioni devono essere definite dal Governo, d'intesa con la Conferenza unificata (art. 6, comma 3). Infine, il comma 4 prevede che "i comuni e le province, in base a sistemi di contabilità ambientale, da definire previe intese con le regioni, danno annualmente conto, nei rispettivi siti internet, del contenimento o della riduzione delle aree urbanizzate e dell'acquisizione e sistemazione delle aree destinate a verde pubblico dalla strumentazione urbanistica vigente";

considerato che:

la legge n. 10 del 2013 lascia agli attori istituzionali un ampio margine di apprezzamento circa la portata di politiche di contenimento del consumo del suolo e le forme e gli strumenti per dare attuazione a tali politiche dovranno essere individuate dal Governo, d'intesa con la Conferenza unificata, ai sensi dell'art. 6 comma 3;

sarebbe, quindi, concreta la possibilità di intervenire celermente ai fini dell'adozione di misure di contenimento del consumo del suolo, se solo il Governo desse attuazione al menzionato comma 3,

si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo intendano dare piena attuazione al comma 3 dell'articolo 6 della legge n. 10 del 2013, al fine di mettere in atto un'immediata ed efficace politica di contenimento del consumo del suolo, in attesa del completamento dell'iter legislativo, già avviato in Parlamento, per la complessiva riorganizzazione della materia.