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Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 3-02552


Atto n. 3-02552

Pubblicato il 3 febbraio 2016, nella seduta n. 571

FASIOLO , PUPPATO , SOLLO , PEZZOPANE , DALLA ZUANNA , VALDINOSI - Ai Ministri dello sviluppo economico e dell'economia e delle finanze. -

Premesso che:

Rai Way SpA è la società italiana proprietaria delle infrastrutture e degli impianti per la trasmissione e diffusione televisiva e radiofonica della Rai;

è presente capillarmente su tutto il territorio nazionale disponendo di una sede centrale a Roma, 23 sedi territoriali e oltre 2.300 siti dislocati sul territorio italiano;

l'importo del canone ordinario (uso domestico) è stato ridotto per il 2016 a 100 euro, diviso in rate addebitate nella bolletta elettrica a partire dal mese di luglio, con l'auspicabile risultato di incidere sensibilmente sull'alta percentuale di evasione dell'imposta;

considerato che:

numerosi sindaci e amministratori italiani hanno segnalato, dopo il passaggio al segnale digitale terrestre, le costanti e crescenti difficoltà di accesso al servizio televisivo da parte di singoli e famiglie residenti nelle zone montane, in particolare nei borghi delle aree interne, più difficilmente raggiungibili;

l'Unione nazionale Comuni Comunità enti montani (Uncem) ha svolto negli ultimi anni numerose azioni a difesa degli utenti residenti nelle "terre alte", al fine di assicurare loro parità di trattamento e di servizio rispetto a chi risiede nelle aree urbane;

numerosi enti territoriali, in primis le Comunità montane e le Unioni montane, in diverse regioni italiane, negli ultimi 10 anni, hanno acquistato e gestiscono direttamente, con notevoli costi, impianti di diverse dimensioni e potenza per assicurare la trasmissione del segnale televisivo anche nelle valli più interne e nelle zone d'ombra non raggiunte dal segnale delle torri gestite da Rai Way;

tenuto conto che:

all'obbligo al pagamento dell'imposta del canore Rai deve corrispondere la reale possibilità di fruizione del servizio radiotelevisivo, garantendo la ricezione di tutti i canali in chiaro, in particolare quelli del servizio pubblico;

nelle aree montane italiane, alpine e appenniniche, resta elevato il digital divide che ha la sua prima fonte nelle difficoltà di ricezione del segnale televisivo e radiofonico;

migliaia di cittadini residenti in aree montane o vallate, non raggiunte da un segnale sufficiente per la ricezione in chiaro delle trasmissioni televisive diffuse sulla piattaforma del digitale terreste, hanno dovuto provvedere, a proprie spese, all'acquisto di un decoder satellitare e all'installazione dell'antenna parabolica per un importo complessivo di circa 250 euro,

si chiede di sapere:

quale sia la valutazione in merito alla necessità di attuare interventi di indirizzo nei confronti del concessionario unico del servizio pubblico radiotelevisivo, socio di maggioranza assoluta di Rai Way SpA, al fine di: avviare un completo monitoraggio su tutto il territorio italiano relativo alla ricezione del segnale televisivo, coinvolgendo nel monitoraggio le Regioni, le Unioni di Comuni, le associazioni di enti locali quali Anci e Uncem; impegnare Rai Way nel potenziamento delle infrastrutture per la trasmissione del segnale televisivo in particolare nelle aree montane e più interne del Paese; attivare un tavolo interministeriale relativo alle strategie per la risoluzione del divario digitale, secondo quanto previsto dall'Agenda digitale nazionale; impegnare la Rai nel rafforzamento e nell'ampliamento dell'informazione locale e regionale, riattivando e potenziando trasmissioni quali, a titolo esemplificativo, Tgr Montagne e Ambiente Italia;

se, nelle more dell'attuazione degli interventi richiesti, i Ministri in indirizzo intendano attivarsi, per quanto di competenza, al fine di riconoscere una riduzione del canone di abbonamento al servizio radiotelevisivo per quei cittadini che risiedono in comuni non raggiunti o raggiunti solo parzialmente dal segnale diffuso dagli impianti di proprietà di Rai Way SpA.