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Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 3-02465


Atto n. 3-02465 (in Commissione)

Pubblicato il 22 dicembre 2015, nella seduta n. 556
Svolto nella seduta n. 169 della 9ª Commissione (15/03/2016)

PUPPATO , ALBANO , RUTA , PIGNEDOLI , DALLA TOR , STEFANO , VALENTINI , BERTUZZI , DE PIN , FASIOLO - Ai Ministri delle politiche agricole alimentari e forestali, dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e della salute. -

Premesso che:

negli ultimi anni, dopo un netto declino avvenuto alla fine del secolo scorso, si è assistito in Italia ad un rilancio della filiera agro-industriale della sericoltura. Pur restando alla Cina una posizione di sostanziale monopolio della produzione di seta greggia, il peggioramento della sua qualità e la drastica diminuzione delle quantità prodotte a causa essenzialmente del grave inquinamento del territorio e dell'abbandono delle campagne a seguito del forte processo di industrializzazione unito alla competizione delle colture alimentari nei confronti della bachicoltura, la domanda proveniente dall'industria tessile europea ha determinato un nuovo interesse nello sviluppo della gelsi-bachicoltura, in Italia come in altri Paesi europei, determinando un aumento della produzione europea;

come evidenziato dal CREA (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l'analisi dell'economia agraria) nel corso dell'audizione tenutasi presso la 9a Commissione permanente (Agricoltura e produzione agroalimentare) del Senato il 28 aprile 2015, la crescente richiesta di seta greggia di qualità da parte dell'industria serica italiana (che da sola consuma più dell'80 per cento del totale della seta importata in Europa), francese, svizzera e britannica, assieme ai progressi compiuti nelle attività di ricerca ed innovazione connesse alla gelsi-bachicoltura, l'hanno resa un'attività agricola ad alta potenzialità di sviluppo, con i connessi processi agroindustriali derivati;

l'Italia è ulteriormente favorita in questa via sia per la presenza della più importante industria serica a livello europeo, sia dalle buone conoscenze tecniche, risalenti ed acquisite, sia per la presenza di un patrimonio di risorse genetiche sia di baco da seta che di gelso (la banca di germoplasma che conserva circa 190 razze di baco da seta e 60 cultivar di gelso esistente a Padova);

è da sottolineare, in ogni caso, che la gelsi-bachicoltura può essere praticata esclusivamente in aree non inquinate e soprattutto non contaminate dall'uso massiccio di pesticidi; per questi motivi, dovrebbe essere primario interesse delle istituzioni interessate al nuovo sviluppo della filiera garantire il corretto uso di insetticidi in agricoltura e procedere al divieto di utilizzazione di sostanze che danneggiano un'attività agroindustriale in crescita e con ottime potenzialità di sviluppo, anche occupazionale;

considerato che:

è stata avanzata dalla società Syngenta la richiesta di nuova registrazione dell'insetticida Insegar presso il Ministero della salute, a seguito della valutazione effettuata a livello europeo per il reinserimento della sostanza attiva in esso contenuta (fenoxycarb) nell'allegato I (elenco delle sostanze attive autorizzate ad essere incorporate nei prodotti fitosanitari) della direttiva 91/414/CEE del Consiglio, del 15 luglio 1991, relativa all'immissione in commercio dei prodotti fitosanitari;

di fatto, Insegar è autorizzato, oltre che in Italia, anche in altri Paesi europei (tra cui Francia, Grecia, Spagna), e negli stessi è in corso il processo di nuova registrazione;

il fenoxycarb è un regolatore di crescita degli insetti, utilizzato per la lotta ai lepidotteri nocivi alle colture; esso, tuttavia, ha effetti estremamente dannosi per il baco da seta, dal momento che ne altera l'equilibrio ormonale e ne impedisce l'imbozzolamento;

proprio per tali motivi, l'utilizzo di Insegar era stato progressivamente vietato, sul territorio italiano, anche a seguito degli enormi danni provocati alla bachicoltura italiana, che è stata, nel corso degli anni '90, praticamente azzerata anche e soprattutto a causa dell'utilizzo del fitofarmaco; Insegar ha d'altronde conseguenze più generali dal punto di vista ambientale sull'entomofauna selvatica, come evidenziato dal CREA, avendo causato la scomparsa di alcune specie di lepidotteri dal Nord Italia;

considerato altresì che:

la modificazione nella formulazione dell'insetticida (da polvere bagnabile a granuli idrodisperdibili), seppure possa risultare in un miglioramento della sicurezza per la salute dell'utilizzatore, non produrrà effetti diversi sulla "deriva" del prodotto medesimo, con conseguenze estremamente pesanti su bachi da seta e api, dal momento che le quantità cui esso è attivo sui bachi da seta risultano nell'ordine di picogrammi;

la Syngenta, interpellata dal CREA in merito alla questione, non ha ritenuto di produrre evidenze scientifiche che potessero garantire un impatto attenuato rispetto al passato su ambiente e bachicoltura; al contrario, in parte avallando le preoccupazioni, ha proposto di condividere le misure di mitigazione decise dalle autorità competenti per gestire il rischio a livello territoriale;

la passata esperienza dell'utilizzo di Insegar sul territorio italiano sta a dimostrare, tuttavia, la difficoltà di mettere in atto misure di mitigazione veramente efficaci, dato l'effetto del fenoxycarb sui lepidotteri anche a dosi infinitesimali;

considerato infine che:

l'eventuale autorizzazione alla ripresa dell'utilizzo di Insegar sul territorio italiano deve essere valutata, al di là del piano prettamente formale, sulla base dell'impatto dell'insetticida non solo sull'ambiente e su alcune specie di entomofauna presenti sul territorio italiano (con particolare attenzione al baco da seta) ma anche sul danno potenziale ad un settore economico attualmente in crescita, con conseguenze sugli investimenti che industria ed agricoltura stanno mettendo in atto;

è estremamente urgente, in sede di valutazione dell'eventuale nuova registrazione di Insegar, effettuare un'approfondita valutazione del rischio, ambientale, economico e sociale, derivante da una nuova diffusione sul territorio nazionale,

si chiede di sapere:

se il Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali e il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare siano al corrente della richiesta di riregistrazione dell'insetticida Insegar attualmente in itinere presso il Ministero della salute;

quali urgenti azioni i Ministri intendano porre in atto al fine di garantire che, nel processo di nuova registrazione, siano tenuti nella debita considerazione le conseguenze dannose del suo utilizzo su un'attività agroindustriale in crescita e con ottime potenzialità di sviluppo e i pesanti effetti di inquinamento del pesticida su aree estremamente più ampie di quelle in cui viene direttamente impiegato Insegar;

se il Ministero della salute, nel corso del processo di nuova registrazione, stia tenendo in debito conto sia quanto avvenuto nel settore della gelsi-bachicoltura prima del divieto di utilizzo sul territorio nazionale, sia quanto esposto circa i rischi derivanti dal ritorno al suo utilizzo in mancanza di risolutive modifiche nella composizione dell'insetticida tali da garantire per il futuro;

in caso di esito positivo del processo di riregistrazione, quali misure di mitigazione e contenimento i Ministri in indirizzo intendano imporre, anche al fine di fornire maggiori garanzie a coloro che hanno investito nel settore.