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Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 3-02444


Atto n. 3-02444 (in Commissione)

Pubblicato il 15 dicembre 2015, nella seduta n. 553

BERTOROTTA , MANGILI , SERRA , MORRA , SANTANGELO , MORONESE , PAGLINI , DONNO , TAVERNA , AIROLA - Al Ministro dell'interno. -

Premesso che:

il Cara (centro di accoglienza per richiedenti asilo) di Mineo (Catania) è stato coinvolto nell'indagine della Procura di Roma su "Mafia capitale" che vede politici e dirigenti del centro implicati nelle indagini relative al versante siciliano dell'inchiesta;

si apprende, da una visura camerale effettuata per conoscere dettagli sulle attività, cariche e qualifiche relative al consorzio Nuovo Cara Mineo consorzio di cooperative sociali, società cooperativa sociale, con sede legale a Mineo, contrada Cucinella sn, che la società cooperativa sia stata costituita in data 26 settembre 2014 e che le cariche aziendali risultano essere ricoperte dai signori Cosimo Zurlo, nella qualità di presidente del consiglio di amministrazione, nonché consigliere; Rocco Ferraro, nella qualità di vice presidente del consiglio di amministrazione, nonché consigliere; Camillo Aceto nella qualità di consigliere; Antonino Novello, nella qualità di consigliere ed infine Roberto Roccuzzo, nella qualità di consigliere, tutti in carica dalla stessa data;

risulta agli interroganti che il consorzio si ispira ai principi della mutualità, della solidarietà sociale, del rispetto della persona, principi che sono alla base della cooperazione mondiale ed in rapporto ad essi agisce. Il consorzio opera senza fine di lucro con strumenti imprenditoriali per l'interesse generale della comunità alla promozione umana e all'integrazione sociale dei cittadini; incrementa le capacità di rispondere ai bisogni dei territori e di promuovere processi di inclusione sociale, creazione di capitale sociale, distribuzione più equa delle opportunità. Il consorzio è luogo di condivisione, scambio e confronto tra soggetti che hanno scelto di svolgere una parte significativa della propria azione di impresa in modo integrato con altri soggetti di imprenditorialità sociale. Principi costitutivi del consorzio sono: la ricerca e la promozione di innovazione imprenditoriale e organizzativa; l'integrazione delle risorse umane, economiche e di know how dei soci per meglio rispondere ai bisogni dei territori e agli interessi della collettività; la creazione e il consolidamento dei legami fiduciari e del capitale sociale sia tra i soci che nella collettività; i processi di qualità. Il consorzio si riconosce come parte del movimento cooperativo e opera attivamente per definirne gli orientamenti etici, strategici e organizzativi. Il consorzio può operare anche con terzi. Il consorzio, per poter curare nel miglior modo gli interessi dei soci e lo sviluppo socio economico e culturale delle comunità, deve cooperare attivamente con altri enti cooperativi, altre imprese ed imprese sociali e organismi del terzo settore, su scala locale, nazionale e internazionale; il consorzio persegue un orientamento imprenditoriale teso al coordinamento e all'integrazione con altre cooperative sociali, allo sviluppo delle esperienze consortili e dei consorzi territoriali. Il consorzio realizza l'organizzazione comune istituita dalle imprese associate per la gestione dei servizi relativi al funzionamento ed alla gestione del Cara di Mineo, nonché quant'altro necessario al fine di migliorare l'efficienza gestionale-amministrativa e la qualità del servizio erogato presso il centro di accoglienza e specificamente servizio di gestione amministrativi e di minuta assistenza, servizio di assistenza generica alla persona, servizio di pulizia e igiene ambientale, la fornitura di effetti letterecci, compresi i materassi e prodotti per l'igiene personale e dell'alloggio. È in facoltà del consorzio di noleggiare tutte le attrezzature anche dalle imprese consorziate, con pagamento a prezzo di mercato corrente, previo rilascio di regolare fattura;

considerato che, per quanto risulta agli interroganti:

si apprende da notizie di stampa pubblicata su "la Repubblica" del 12 giugno 2015 che Cosimo Zurlo è ancora amministratore delegato della "Casa della solidarietà", mentre in precedenza è stato «dipendente della società Auxilium, il 9.2.2010, veniva deferito all'autorità giudiziaria di Bari per inadempimento di contratti di pubbliche forniture e frode nelle pubbliche forniture, in concorso con Pietro Chiorazzo», mentre su Camillo Aceto si specifica: «arrestato nel 2003 poiché ritenuto responsabile di turbata libertà degli incanti, frode nelle pubbliche forniture, associazione per delinquere, falsità materiale, falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico, uso di atto falso, frode nell'esercizio del commercio, vendita di alimenti non genuini»;

inoltre, nell'articolo "L'affare profughi" pubblicato sul notiziario on line "primonumero" in data 30 ottobre 2015 si afferma che «Camillo Aceto è un molisano, e precisamente di Guglionesi. Era finito nei guai nel 2003 per lo scandalo delle mense di Bari, scandalo che aveva visto al centro di una frode alimentare di grandi proporzioni proprio la cooperativa La Cascina, vicina a Comunione e Liberazione e al suo braccio economico della Compagnia delle Opere. Camillo Aceto, che lavora a Bari dove infatti Senis Hospes ha il suo cuore amministrativo, era stato condannato nel 2011 a un anno e sei mesi. All'epoca era vicepresidente della Cascina e responsabile dell'ufficio amministrativo della società. (…) E in Molise sono diverse le indiscrezioni che riferiscono che fossero proprio La Cascina e la sua sorellina meno nota Senis le candidate principali a strappare l'appalto per il centro di san Giuliano di Puglia. Se quell'affare è saltato, ne restano in piedi altri, che fruttano alla Senis circa nove milioni di euro al mese. Alcuni affari molto grandi, come i due Cara di Foggia e Mineo, gestiti in associazione temporanea di impresa con altre società che comunque fanno parte, a ricostruire i rapporti societari, della stessa "famiglia", sempre legata alla Cascina di Comunione e Liberazione, la stessa che al Meeting di Rimini del 2014, raccontano ancora i due inviati di Repubblica, "prima dello scoppio del grande scandalo romano e prima anche dell'inchiesta Grandi appalti che ha portato alle dimissioni di Lupi" aveva uno stand che "era una delle attrazioni principali: enorme, come grandissimi erano anche i cartelloni e i totem pubblicitari che indicavano tutte le aziende controllate dal gruppo. Sorpresa: tra i loghi c'era anche quello della Senis. Così come, su alcuni opuscoli pubblicitari (di cui pubblichiamo la foto), le due società erano insieme nello stesso annuncio: in grande Cascina, sotto, in piccolo appunto Senis"»;

quanto a Rocco Ferraro, organi di stampa ("sudpress" del 22 giugno 2015) riferiscono stretti legami con il dimissionario presidente del Sol Calatino, Paolo Ragusa, ed invero si legge con riferimento alla gestione del servizio di Manutenzione del verde pubblico e Manutenzione delle strade comunali esterne una particolare notizia che riporta: «ci pare interessante rilevare il fatto che il comune di Mineo riesca ad invitare ad un appalto tre ditte che hanno praticamente gli stessi dirigenti e di cui due sono addirittura praticamente fuse tra loro. (…) E chi è l'Amministratore Unico della coop. San Francesco? Quel Rocco Ferraro che ha appena sostituito Paolo Ragusa alla presidenza di Sol Calatino e che è anche liquidatore della coop. Alba. Paolo Ragusa, tra l'altro, è presidente dell'altra invitata ed aggiudicataria di altro affidamento, la CCREA di cui è vice presidente lo "schifato" consigliere comunale Giuseppe Agrippino Biazzo. Paolo Ragusa è stato anche responsabile tecnico e presidente del CdA della cooperativa Alba, il cui liquidatore è sempre Rocco Ferraro. Sempre Paolo Ragusa risulta anche Responsabile tecnico dell'altra cooperativa invitata, la Nuova Alba che ha acquisito nel 2013 la cooperativa Alba il cui liquidatore, ripetiamo per i distratti, è Rocco Ferraro. Ma quindi, è una nostra suggestione o sono sempre e soltanto gli stessi soggetti ad essere invitati e tutti collegati tra loro?»;

considerato inoltre che, con riferimento al signor Antonino Novello, "sudpress" del 13 gennaio 2014 precisa che «Novello, invece, presiede un'altra coop etnea - La Città del Sole - socia di Sisifo ed anch'essa coinvolta nella stessa inchiesta sui servizi sociali. Parrinello e Novello sono sotto processo per i reati di truffa e turbativa d'asta. Novello è consigliere di Sanicoop, altra società etnea di cui Sisifo detiene il 30%. Sanicoop ha come soci anche MediCare, La Città del Sole, Prevenzione e Salute e Astrea ed al cui vertice si trova un altro consigliere di Sisifo: Domenico Arena, che è anche fra i consiglieri di Lampedusaccoglienza». Mentre sul consigliere Roberto Roccuzzo, afferma: «Un altro consigliere di Sisifo è Roberto Roccuzzo, "coordinatore delle gare" "l'uomo forte - si legge in rete - delle attività in favore degli immigrati ed in tale veste è consigliere del Consorzio Lampedusaccoglienza e ad della società consortile Cara Mineo". Roccuzzo è di Ragusa, città dove gestisce la cooperativa MediCare, "potentissimo socio di Sisifo in quel territorio"»,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti;

se intenda sollecitare, nell'ambito delle proprie competenze, un'attività di monitoraggio e di verifica, per il tramite del Prefetto, in relazione alla preoccupante situazione, nonché sull'opinabile composizione societaria del consorzio Nuovo Cara Mineo.