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Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-04514


Atto n. 4-04514

Pubblicato il 16 settembre 2015, nella seduta n. 505

STEFANO - Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. -

Premesso che:

la società "Ferrovie del Sud Est" è la più grande ferrovia in concessione di trasporto pubblico locale operante nella regione Puglia, preposta a garantire collegamenti tra il capoluogo di Regione e gran parte della sua provincia, alle province di Brindisi, Lecce e Taranto;

tale ferrovia si sviluppa in circa 474 chilometri, costituendo, dopo Ferrovie dello Stato (cui è interconnessa), la più estesa rete ferroviaria italiana, attraversando le 4 province meridionali della Puglia, collegando 85 Comuni del loro circondario e rappresentando, nel comprensorio a sud di Lecce, l'unico vettore su rotaia;

circa 12 milioni di chilometri annui sono solitamente assicurati anche con il contributo del vettore automobilistico, nella gran parte integrativo e/o sostitutivo del vettore ferroviario, a servizio di oltre 130 Comuni, da Bari fino a Gagliano del Capo;

per decenni le Ferrovie del Sud Est hanno pertanto garantito la mobilità in Puglia di lavoratori, studenti e anche merci;

da tempo, ormai, tale servizio di trasporto pubblico registra disservizi giornalieri e l'utilizzo di un parco mezzi inadeguato e oramai vicino al collasso;

alcuni investimenti ed impieghi di denaro pubblico sarebbero stati effettuati a parere dell'interrogante senza apparente attenzione nei riguardi dei necessari criteri tecnici, causando, nei fatti, una dotazione di mezzi rotabili insufficiente a garantire il trasporto e portando la società ad una esposizione debitoria che ammonta a circa 240 milioni. A titolo esemplificativo, si riportano qui di seguito alcuni casi, che sono attualmente anche oggetto di inchiesta giudiziaria:

acquisto di numero 25 carrozze ferroviarie tipo "Siberling" per 22,9 milioni di euro e 3 GTW "Stadler" per 6 milioni di euro, non rispondenti però alle caratteristiche tecniche delle linee ferroviarie e pertanto in gran parte inutilizzate. Tali macchine, infatti, sarebbero state parcheggiate inizialmente nella stazione di Bari Sud-Est, poi, in seguito ad un servizio televisivo, sono state "allontanate" nelle stazioni di Martina-Franca, Nardò e Gallipoli;

acquisto di 27 treni ATR-220 "Pesa" per 93 milioni di euro, che registrano continue deformazioni delle sale, perché incompatibili con l'armamento esistente, comportando così ingenti costi di riparazione aggiuntivi rispetto a quelli programmati. A gravare ulteriormente sulle casse della società, è intervenuta anche la scelta operata dalla società stessa di esternalizzare le operazioni di manutenzione, nonostante la presenza di personale interno qualificato per svolgere tali funzioni;

costruzione di una nuova officina ferroviaria a Lecce, per una spesa di circa 1.200.000 euro, che nella pratica rimane inutilizzabile per la maggior parte dei treni in esercizio, poiché il carrello ivi realizzato è troppo corto e le altezze delle buche troppo basse per garantire le lavorazioni nel rispetto dell'ergonomia dei lavoratori;

parcheggi di scambio realizzati nelle stazioni di Capurso, Triggiano e Noicattaro costati 6.000.000 euro e sostanzialmente inutilizzati;

le mancate forniture dei pezzi di ricambio per treni e autobus da parte delle imprese fornitrici causano frequentemente il fermo di diversi mezzi di trazione e, di riflesso, l'impiego di mezzi non conformi agli standard di sicurezza (motori isolati, mancanza di climatizzazione, eccetera) e molto spesso lo sfruttamento delle rimanenti macchine oltre ogni limite consentito, con grave pregiudizio alla sicurezza degli utenti e del personale, come risulta da una recente inchiesta pubblicata sul quotidiano "la Repubblica", dove si riporta come, nelle ultime settimane, siano tornate a viaggiare littorine costruite negli anni '60;

ulteriori e numerose lamentele e disagi si sarebbero verificati nei mesi di luglio e agosto 2015, in ragione della scelta di sopprimere o sostituire con autobus insufficienti le corse ferroviarie dirette nelle località turistiche più gettonate, così come di non effettuare il servizio di trasporto su rotaia nei giorni festivi;

è in corso una politica di riduzione del numero delle biglietterie come delle stazioni (Galatina e Copertino ad esempio), sostituendo le prime con punti vendita spesso lontani o con distributori automatici di ticket molto spesso oggetto di scasso e furti;

la reiterazione dei disservizi starebbe portando di fatto gli agenti front-line (capitreno, macchinisti e autisti) ad essere oggetto di lamentele da parte dell'utenza sempre più esausta e indispettita verso le Ferrovie del Sud Est, ragione per la quale non mancano denunce di aggressione subite dagli stessi;

l'ex presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, avrebbe sollecitato più volte, senza risultato, il cambio di management al Ministero in indirizzo, che è unico azionista di questa società;

la Regione Puglia, al fine di risolvere i disservizi citati, aveva anche proposto un piano di assorbimento o acquisto della società in oggetto, previa analisi e visione dei conti della stessa, a cui Ferrovie del Sud Est però non avrebbe mai acconsentito, lasciando adeguatamente sospettare un possibile interesse da parte di tale società a mantenere in essere la situazione attuale,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza della grave situazione in cui versa la società Ferrovie del Sud Est, nonché dei notevoli disservizi e disagi a cui sono sottoposti ormai regolarmente gli utenti della Puglia;

se non ritenga necessario assumere adeguate iniziative volte a garantire un servizio in linea con gli standard di un Paese civile e conforme a quanto previsto dal diritto alla mobilità.