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Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-04170


Atto n. 4-04170

Pubblicato il 24 giugno 2015, nella seduta n. 472

STEFANO - Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali. -

Premesso che:

il consorzio per la valorizzazione e la tutela dell'olio extravergine di oliva DOP Terra di Bari è stato costituito ai sensi del regolamento (CE) n. 2081/92 e della legge 21 dicembre 1999, n. 526, allo scopo di promuovere, valorizzare e tutelare gli interessi generali della denominazione di origine protetta "Terra di Bari", territorio olivetato nazionale, dove si ottiene la maggiore quantità di olio extravergine di oliva di qualità;

sino alla campagna 2008/2009 erano iscritti nel sistema di controllo della DOP Terra di Bari 625 produttori olivicoli, sulla cui produzione di olive il consorzio, avendo raggiunto e superato la percentuale del 66 per cento prevista dall'articolo 3, del decreto ministeriale n. 61414 del 12 aprile 2000, ha potuto avanzare richiesta per il riconoscimento giuridico al Ministero;

tale riconoscimento è stato ottenuto con decreto ministeriale del 17 settembre 2009;

con l'introduzione del regolamento (CE) n. 73/2009, e specificatamente con quanto dispone l'articolo 68 che prevede il premio di 1 euro per chilogrammo di olio certificato, si è verificata una esponenziale adesione di produttori al sistema di controllo della DOP Terra di Bari, a cui però ha corrisposto solo in minima parte una contestuale adesione degli stessi produttori al consorzio;

da tale situazione è scaturita per il consorzio la perdita del riconoscimento giuridico nell'anno 2013, perché non è riuscito a mantenere la percentuale di rappresentatività prevista dal decreto menzionato;

il consorzio Terra di Bari riferisce che nelle quattro annualità in cui è stato erogato il premio, solo una parte dell'olio ottenuto dalle olive convalidate è stato certificato (circa il 45 per cento di tutto l'olio prodotto nelle quattro campagne), per cui la gran parte dell'olio prodotto, pur non essendo stato sottoposto a certificazione, ha beneficiato del premio previsto;

l'immissione nel mercato di una massiccia quantità di olio "potenzialmente DOP" ha prodotto di fatto un disvalore ed una banalizzazione dell'olio certificato DOP che, negli anni antecedenti all'entrata in vigore del citato regolamento, era riuscito ad attestarsi ad un prezzo di mercato superiore di un 15 per cento rispetto al prezzo dell'olio extravergine convenzionale;

il decreto ministeriale n. 6513 del 18 novembre 2014, che recepisce il regolamento (UE) n. 1307/2013, prevede che il premio accoppiato è concedibile sulle superfici olivetate dei produttori che sono presenti nei sistemi di controllo delle produzioni di qualità ai sensi del regolamento (UE) n. 1151/2012 (DOP e IGP),

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo non intenda provvedere ad individuare ulteriori parametri di valutazione maggiormente selettivi e stringenti per il conseguimento del premio, oltre quindi all'attuale richiesta di mera iscrizione ai sistemi di controllo degli oli DOP e IGP;

se non ritenga urgente e non più rinviabile emanare una circolare applicativa per chiarire i termini relativi all'erogazione dei premi;

se non ritenga necessario effettuare una revisione dei decreti ministeriali n. 61414 e n. 61413, al fine di scongiurare la perdita del riconoscimento giuridico ad altri consorzi di tutela del comparto olio DOP e IGP;

se non intenda prevedere l'introduzione della misura secondo la quale le olive certificate, sul cui quantitativo si calcola oggi la percentuale prevista dai decreti "De Castro", siano solo quelle da cui si ottiene l'olio extravergine di oliva DOP realmente certificato, consentendo in tal modo ai consorzi interessati, sia l'ottenimento del riconoscimento giuridico, che il suo mantenimento.