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Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n░ 4-03876


Atto n. 4-03876

Pubblicato il 29 aprile 2015, nella seduta n. 439

PETRAGLIA , DE PETRIS , BAROZZINO , CERVELLINI , DE CRISTOFARO , STEFANO , URAS - Ai Ministri del lavoro e delle politiche sociali, dell'economia e delle finanze e per la semplificazione e la pubblica amministrazione. -

Premesso che a quanto risulta agli interroganti:

sono emersi gravi problemi nella erogazione della prestazione cosiddetta "Una Tantum" rivolta ai collaboratori coordinati e continuativi di cui all'articolo 61, comma 1, del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, iscritti in via esclusiva alla gestione separata presso l'INPS;

tale indennitÓ, introdotta in via sperimentale con l'art. 19, comma 2, del decreto-legge n. 185 del 2008, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 2 del 2009, con le integrazioni dell'art. 7-ter del decreto-legge n. 5 del 2009, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 33 del 2009, successivamente modificata dalla legge finanziaria per il 2010 (legge n. 191 del 2009) ed infine ridefinita dalla legge n. 92 del 2012 e dalla legge di stabilitÓ per il 2013 (legge n. 228 del 2012), ad oggi riassorbita nella DIS-COLL (di cui al decreto legislativo n. 22 del 2015), intesa ad estendere la tutela della disoccupazione ai parasubordinati, ha largamente mostrato fin dalla sua introduzione scarsa efficacia a causa dei requisiti restrittivi previsti dalla normativa;

a fronte di un ammontare di risorse stanziate pari a 200.000.000 euro e a cui vanno ad aggiungersi sulla base di quanto disposto dall'articolo 2, comma 56 della legge 28 giugno 2012, n. 92, 60.000.000 euro in ragione d'anno per gli anni 2013, 2014 e 2015, risulta da dati INPS che al 31 marzo 2013 le risorse finanziarie residue erano pari a 126.079.838,24 euro per un ammontare di risorse erogate nel periodo 2009- 2012 pari ad 73.920.161,76 euro. In pratica al 31 marzo 2013 risultava che su 70.016 domande acquisite, solo 26.587 erano quelle liquidate (il 37 per cento del totale);

considerato che:

tale indennitÓ una tantum escludeva in modo inspiegabile i collaboratori coordinati e continuativi che operano nel pubblico impiego a vario titolo, oltre che le figure ad essi assimilabili quali assegnisti di ricerca e dottorandi di ricerca o i collaboratori coordinati e continuativi delle scuole che partecipano a progetti regionali. Su queste figure lavorative si Ŕ determinata una iniziale incertezza normativa e amministrativa in merito alla loro esclusione tant'Ŕ che diverse sedi INPS territoriali hanno operato negli anni passati in modo differente e contraddittorio e solo nel 2013 (circolare n. 38 del 14 marzo 2013) l'istituto previdenziale ha tenuto a precisare esplicitamente l'esclusione di questi lavoratori;

ci˛ ha prodotto la paradossale situazione per cui alcune sedi territoriali dell'INPS hanno avanzato nei mesi passati richiesta di restituzione delle somme erogate negli anni 2009/2010 ad assegnisti di ricerca e collaboratori delle pubbliche amministrazioni. ╚ opportuno chiarire che si tratta di prestazioni di ammontare medio di 4.000 euro, erogate dalle stesse sedi INPS che ne hanno poi richiesto la restituzione a soggetti che in molto casi si trovano tuttora senza lavoro;

a novembre 2014, a seguito della mobilitazione dei soggetti interessati, l'INPS ha sospeso e bloccato le richieste di restituzione delle indennitÓ erogate rimettendo la questione ai Ministeri competenti;

negli ultimi giorni, nonostante il blocco disposto dall'INPS, la sede territoriale INPS di Cosenza ha inviato solleciti di pagamento agli interessati, reiterando la richiesta di restituzione delle indennitÓ una tantum erogate in precedenza, minacciando di attivare le agenzie di riscossione competenti,

si chiede di sapere:

se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza di quanto esposto;

quali iniziative urgenti si intendano attivare per sollevare i soggetti interessati dall'onere insostenibile di restituire somme derivanti da una prestazione sociale negata a causa di una normativa a giudizio degli interroganti iniqua, contraddittoria e lacunosa, fermo restando che l'accordo di una mera rateizzazione delle somme percepite rappresenta in ogni caso una condizione non sostenibile da persone che in questa fase non necessariamente dispongono di un reddito;

quali iniziative di competenza, anche normative, si intendano mettere in atto per riconoscere in via strutturale e definitiva il diritto alla protezione dalla disoccupazione involontaria per tutti coloro che, pur essendo assimilati dal punto di vista previdenziale e contrattuale ai collaboratori coordinati e continuativi, ne rimangono a tutt'oggi esclusi, perchÚ non contemplati neanche dalla DIS-COLL.