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Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-03851


Atto n. 4-03851

Pubblicato il 28 aprile 2015, nella seduta n. 437

STEFANO - Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca. -

Premesso che:

l'articolo 33 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, recante "Legge-quadro per l'assistenza, l'integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate" prevede che il lavoratore che assiste persona con handicap in situazione di gravità abbia il diritto non solo di fruire dei permessi mensili retribuiti di cui al comma 3 del citato articolo, ma anche di scegliere "ove possibile, la sede di lavoro più vicina al domicilio della persona da assistere" e non possa essere trasferito senza il suo consenso ad altra sede;

a quanto risulta all'interrogante una recente pronuncia del giudice del lavoro Lecce (sentenza 9 aprile 2015, n. 1326) ha affermato che la citata norma non vieta la possibilità di successione di persona nell'assistenza di familiare disabile, purché il beneficiario sia un solo soggetto; in tal senso, non sarebbe quindi contestata la possibilità che un lavoratore possa assicurare al portatore di handicap grave l'assistenza richiesta dalla legge, così sostituendosi ad altro familiare che, avendo cessato di prestare assistenza al primo, abbia perso tutti i connessi benefici, tra cui l'assegnazione agevolata della sede di servizio;

come si evince anche dalla citata pronuncia del tribunale di Lecce, l'eventuale subentro di un lavoratore all'altro nella prestazione dell'assistenza, non può prescindere dalla perdita, da parte del lavoratore originario, dei connessi benefici, tra i quali l'assegnazione agevolata della sede di lavoro più vicina al domicilio della persona da assistere, beneficio che è strettamente ed imprescindibilmente connesso con la prestazione assistenziale;

risulterebbe all'interrogante che alcune amministrazioni pubbliche dipendenti dal Ministero dell'istruzione, università e ricerca, in contrasto con i principi esposti, non provvedano a ripristinare, in caso di cessazione della prestazione assistenziale, la situazione originaria dei lavoratori assegnati alle sedi agevolate, i quali quindi si troverebbero ad usufruire indebitamente di benefici per i quali è decaduta la sottesa motivazione giuridica,

si chiede di sapere

se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di situazioni nelle quali alcune amministrazioni pubbliche dipendenti dal suo dicastero risultino inerti nell'ottemperanza ai principi di cui in premessa;

quali provvedimenti di propria competenza, in caso di positivo riscontro, intenda adottare nei confronti delle suddette amministrazioni.