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Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 1-00258 Testo 4


Atto n. 1-00258 (Testo 4)

(Riformulazione del n. 1-00258)

Pubblicato il 15 aprile 2015, nella seduta n. 430
Esame concluso nella seduta n. 442 dell'Assemblea (05/05/2015)

AMATI , ALICATA , BONDI , BONFRISCO , CIRINNA' , COCIANCICH , DE CRISTOFARO , DE PETRIS , FISSORE , GRANAIOLA , LIUZZI , MATTESINI , MAZZONI , MERLONI , PETRAGLIA , PEZZOPANE , PUPPATO , REPETTI , SCHIFANI , SILVESTRO , SPILABOTTE , VALENTINI

Il Senato,

premesso che:

in tema di benessere animale, è ormai completamente avvenuta una profonda trasformazione culturale, a livello nazionale ed europeo, e il riconoscimento degli animali come esseri senzienti, sancito dal Trattato di Lisbona, ne è la dimostrazione più importante;

nel corso dell'ultimo decennio, nell'opinione pubblica si è avuta una crescita costante della preoccupazione per la tutela degli animali. Secondo i dati dell'Eurobarometro, l'82 per cento dei cittadini europei ritiene che la tutela dei diritti degli animali sia un dovere, indipendentemente dai costi che potrebbe comportare;

alcuni parziali ma importanti miglioramenti sono stati raggiunti negli ultimi anni; due esempi sono rappresentati dal divieto, dal 2012, delle gabbie di batteria per le galline ovaiole e delle gabbie di gestazione per le scrofe dal 2013;

l'Unione europea ha poi inserito a pieno titolo le tematiche di benessere animale sia negli obiettivi dei fondi strutturali, sia in quelli dei programmi di ricerca, per arrivare alla Relazione della Commissione europea (COM/2009/584 def.) concernente le opzioni per un'etichettatura relativa al benessere animale e l'istituzione di una rete europea di centri di riferimento per la protezione e il benessere degli animale;

dal marzo 2013 è entrato in vigore in tutta la UE il divieto totale di produrre e commercializzare cosmetici e ingredienti per cosmetici testati sugli animali;

a livello nazionale, la legge n. 189 del 2014, recante "Disposizioni concernenti il divieto di maltrattamento degli animali, nonché di impiego degli stessi in combattimenti clandestini o competizioni non autorizzate", interessa tutte le categorie di animali, da quelli da allevamento, a quelli d'affezione, da pelliccia, animali selvatici, animali degli zoo, degli spettacoli equestri e simili;

il tema del benessere animale comprende elementi etici, ambientali, sociali ed economici che rendono necessario adottare un approccio olistico e integrato, volto al miglioramento degli standard e al rafforzamento delle strategie internazionali in materia, come auspicato anche dalle conclusioni del Consiglio dell'Unione europea agricoltura e pesca del 18 giugno del 2012;

già il regolamento (CE) n. 73/2009, recante Norme comuni relative al sostegno agli agricoltori nell'ambito della PAC, recentemente sostituito dai due regolamenti (UE) n. 1307/2013 e n. 1306/2013, prevedeva, agli articoli 4 e 6 e negli allegati II e III, condizionalità che vincolavano il pagamento di premi agli agricoltori alla qualità ambientale. Il benessere animale era uno dei criteri di gestione obbligatori, nel quale venivano definite soglie minime di partenza. Ciò rappresentava allo stesso tempo una politica di volontario miglioramento, esplicitata in parte nei programmi di sviluppo rurale (misura specifica per benessere animale) ed in parte nelle politiche di indirizzo dell'Unione europea relative alla sicurezza alimentare ed al benessere animale. D'altronde, nel nuovo Regolamento (UE) n. 1306/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio del 17 dicembre 2013, sul finanziamento, sulla gestione e sul monitoraggio della politica agricola comune e che abroga i regolamenti del Consiglio (CEE) n. 352/78, (CE) n. 165/94, (CE) n. 2799/98, (CE) n. 814/2000, (CE) n. 1290/2005 e (CE) n. 485/2008, gli articoli 91, 93 e 94 riprendono le medesime regole di condizionalità e i medesimi obblighi in materia di buone condizione agronomiche ed ambientali, e l'allegato II specifica tra i criteri di gestione obbligatori il benessere degli animali;

le imprese hanno un controllo sulle loro filiere e sono, quindi, in grado di influenzare positivamente le condizioni di vita di decine di migliaia e, nel caso di grandi aziende, milioni di animali;

nell'orientare le proprie scelte di consumo, i cittadini hanno il diritto di essere adeguatamente informati sugli standard di benessere degli animali garantiti lungo tutta la filiera produttiva; d'altronde, l'informazione relativa al benessere degli animali nella filiera produttiva è parte integrante delle misure finalizzate a garantirne la tutela;

la trasparenza delle filiere produttive è un requisito fondamentale per garantire che norme e standard nazionali ed europei vengano rispettati;

ritenuto che Expo 2015, incentrato sui temi dell'alimentazione e della nutrizione, rappresenta oggi una cruciale occasione per promuovere ulteriori progressi in materia di benessere animale, superando la concezione dell'animale "inteso esclusivamente come mezzo per il soddisfacimento di interessi e bisogni umani", e proponendo dunque una valutazione complessivamente più lungimirante, anche al fine di favorire un più ampio "vantaggio per la società nel suo complesso, compreso quello del mondo produttivo, nel rispetto della salute umana, del benessere degli animali e della sostenibilità ambientale", come sottolinea lo stesso Comitato Nazionale di Bioetica, nel suo Parere del 2012 in materia di "Alimentazione umana e benessere animale",

impegna il Governo:

1) a dare piena attuazione al riconoscimento degli animali come "esseri senzienti", sostenendo, nelle opportune sedi europee e nazionali, il processo di elaborazione di una legge quadro europea sul benessere animale e l'introduzione di una normativa finalizzata alla tutela degli animali d'affezione e la prevenzione del randagismo, che preveda, così come la legge n. 281 del 1991, il divieto di uccisione di cani randagi e gatti vaganti, il contrasto al traffico di cuccioli e ai combattimenti fra cani;

2) a promuovere l'istituzione di un Garante per i diritti degli animali, che operi in piena autonomia e con indipendenza di giudizio e di valutazione;

3) a promuovere l'integrazione del tema del benessere animale nel contenuto della Carta di Milano, che sarà sottoscritta il prossimo 4 giugno nel corso del Forum internazionale con i Ministri dell'Agricoltura dei Paesi partecipanti ad Expo 2015, includendo negli spazi dell'Expo le tematiche di un'alimentazione rispettosa degli animali. La Carta fisserà infatti una serie di obiettivi internazionali sui temi legati all'alimentazione e allo sviluppo sostenibile, e sarà consegnata al segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon il prossimo ottobre, in occasione della sua visita ad Expo 2015;

4) a rafforzare i controlli lungo tutta la filiera produttiva, in modo da prevenire inaccettabili abusi come le stragi dei bufalini, e promuovere una cultura di impresa e di filiera connotata da una forte valorizzazione della responsabilità sociale, intesa quale impegno a rispettare senza deroghe le previsioni delle Direttive europee in materia di benessere e tutela degli animali e a reinvestire in politiche e prassi, quali la riqualificazione degli allevamenti e l'adozione di sistemi di allevamento a minor impatto, che rispettino le caratteristiche etologiche delle varie specie, anche contando sulle opportune misure di sostegno europee specifiche per il benessere animale;

5) a prevedere misure che garantiscano la dovuta diligenza delle imprese italiane lungo tutta la filiera produttiva, promuovendo l'adeguamento della normativa nazionale in modo da prevenire abusi come, ad esempio, nel caso della spiumatura di volatili vivi. La spiumatura di volatili vivi è vietata in Italia, mentre non è vietata l'importazione di capi ottenuti con tali metodi. L'utilizzo di piume provenienti da volatili vivi da parte di imprese italiane non solo favorisce il mantenimento di questa pratica crudele, ma arreca anche grave pregiudizio all'immagine del settore produttivo coinvolto;

6) a sostenere l'elaborazione di normative che prevedano standard obbligatori minimi negli allevamenti che si applichino alle specie oggi prive di specifiche norme di tutela come mucche, conigli, tacchini e pesci, e di una legislazione che vieti la clonazione degli animali per la produzione di cibo;

7) a promuovere l'adozione di un sistema di etichettatura dei prodotti che renda facilmente e univocamente chiari al consumatore gli standard di benessere animale adottati lungo tutta la filiera;

8) a promuovere la realizzazione effettiva del diritto a conoscere dei consumatori, anche attraverso la promozione e realizzazione di campagne di informazione e sensibilizzazione sul tema del benessere animale;

9) ad attivare tempestivamente, nell'attuazione delle indicazioni dell'Unione europea, politiche pubbliche che promuovano la realizzazione di una rete europea di centri di riferimento per la protezione e il benessere degli animali, nonché l'armonizzazione dei requisiti comunitari al fine di favorire l'affermarsi nel più breve tempo possibile di forme più sostenibili di allevamento, rispettose delle caratteristiche etologiche, su tutto il territorio dell'Unione;

10) a promuovere la ricerca scientifica in materia di benessere animale, particolarmente per gli animali da reddito, e sviluppare un sistema di valutazione animal-based;

11) ad investire nella ricerca su metodi sostitutivi alla sperimentazione animale e promuoverne l'utilizzo, oltre ad estendere il divieto di test animali ai prodotti per la pulizia e ai loro ingredienti;

12) a valorizzare il ruolo cruciale del veterinario nel valutare le condizioni di vita degli animali e nel riconoscere i parametri del loro benessere, anche prevedendo una formazione bioetica specifica per il personale veterinario;

13) a promuovere la formazione del personale addetto alla cura e alla gestione degli animali e l'adozione di criteri per la selezione, l'acquisizione di specifiche competenze e la formazione del personale;

14) a promuovere l'adesione del nostro Paese alla dichiarazione d'intenti firmata a dicembre 2014 dai ministri dell'agricoltura di Germania, Paesi Bassi e Danimarca, che prevede, fra le altre cose, la promozione di una normativa europea specifica per la protezione di animali ancora non tutelati da nessuna norma e l'invito a promuovere il benessere degli animali nel quadro di accordi commerciali, sostenendo il principio che il benessere animale non è una barriera al libero commercio in sede di WTO;

15) a vietare l'attività di uccisione di animali selvatici, considerata la peculiarità di Rete natura 2000;

16) a vietare l'importazione e la commercializzazione delle "specie invasive aliene";

17) a promuovere e sostenere iniziative per la riconversione di zoo e acquari e allevamenti di animali da pelliccia in centri di recupero per animali sequestrati;

18) a promuovere una nuova legislazione in tema di spettacoli viaggianti, promuovendo altresì il superamento di circhi e spettacoli viaggianti che utilizzano animali, dando seguito a quanto previsto dall'ordine del giorno G9.205 presentato all'A.S. 1014, approvato dal Senato e accolto dal Governo in data 29 settembre 2013, in base al quale i contributi a valere sul Fondo unico per lo spettacolo erogati a questo tipo di spettacoli devono essere progressivamente ridotti fino al completo azzeramento nel 2018;

19) a promuovere il censimento e la messa in rete dei centri di ricovero e recupero degli animali maltrattati, sequestrati, confiscati, nonché azioni per la definizione di standard che ne permettano il finanziamento quando operino su casi disposti dall'autorità giudiziaria e dal Corpo forestale dello Stato;

20) a promuovere l'adeguamento del decreto legislativo n. 73 del 2005, relativo alla custodia degli animali selvatici nei giardini zoologici, includendo quanto stabilito con il decreto n. 469 del 2001 del Ministero dell'ambiente "Regolamento recante disposizioni in materia di mantenimento in cattività di esemplari di delfini appartenenti alla specie Tursiops Truncatus, in applicazione dell'articolo 17, comma 6 della legge 23 marzo 2001";

21) a valorizzare e promuovere buone pratiche come l'esperienza di reinserimento e recupero dei detenuti del carcere dell'isola di Gorgona (Livorno) attraverso attività con animali domestici;

22) ad assicurare autonomia di intervento all'unità operativa per la tutela degli animali e la lotta al randagismo del Ministero della salute, in diretta comunicazione con il direttore generale della sanità animale e dei farmaci veterinari e a promuovere la nomina di un responsabile senza alcun aggravio per la spesa pubblica;

23) a valutare l'opportunità di procedere ad un monitoraggio circa la concreta applicazione del nuovo articolo 131-bis del codice penale, relativo all'esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto, nei casi di reati contro gli animali, al fine di verificare che sia effettivamente esclusa la non punibilità quando l'autore abbia agito per motivi abietti o futili o con crudeltà nei confronti degli animali come previsto dal decreto legislativo n. 28 del 2015, e di procedere, in caso contrario, alle opportune modifiche normative.