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Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 3-01811


Atto n. 3-01811 (con carattere d'urgenza)

Pubblicato il 31 marzo 2015, nella seduta n. 420
Trasformato

STEFANO - Ai Ministri delle politiche agricole alimentari e forestali, della salute e dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. -

Premesso che:

lo studio "Carcinogenicity of tetrachlorvinphos, parathion, malathion, diazinon, and glyphosate", pubblicato il 20 marzo 2015 sulla rivista scientifica "The Lancet Oncology" e redatto dai ricercatori dell'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC) di Lione, classifica 5 pesticidi come probabili o possibili agenti cancerogeni per l'uomo;

le sostanze individuate dallo studio e sospettate anche di provocare danni sul dna sono: il glisofato, il diazinon, il malathion, il parathion e il tetraclorvinfos;

in particolare, il glifosato è una sostanza utilizzata in circa 750 prodotti per l'agricoltura, il giardinaggio, il trattamento degli spazi urbani ed è il principio attivo alla base di uno degli erbicidi più diffusi nel mondo, il "Round up", prodotto dalla multinazionale Monsanto, che tra l'altro commercializza soia, mais, cotone e colza "Roundup Ready", sottoposti alle applicazioni di tale erbicida;

occorre ricordare come le decisioni sulla sicurezza dei prodotti e l'approvazione dei pesticidi siano governate da agenzie con potere regolatorio, come l'americana Epa (Environmental protection agency) e la Commissione europea, così come da enti scientifici indipendenti come l'Efsa (European food safety authority). Pertanto, lo Iarc non ha autorità regolatoria e le sue decisioni non impattano con l'etichettatura, la registrazione e l'uso del glifosato;

la Monsanto ha espresso un giudizio sprezzante e irrispettoso sugli esiti di provenienti da tale studio, definendolo "junk science", scienza spazzatura, e ribadendo come gli studi prodotti da tale Istituto non abbiano valore vincolante;

di diverso avviso sono, invece, le considerazioni di Roberto Bertollini, direttore di ricerca dell'ufficio europeo dell'Organizzazione mondiale della sanità, di cui lo IARC è partner, e per il quale "le valutazioni dello Iarc sono valide perché elaborate con metodo rigoroso e perché valutano studi indipendenti e pubblicati nella letteratura scientifica: quindi vanno tenute nella massima considerazione dalle autorità regolatorie",

si chiede di sapere:

se i Ministri in indirizzo, ciascuno per la propria materia e competenza, dispongano attualmente di ulteriori studi o attestazioni scientifiche in grado di valutare la veridicità e sostenibilità delle conclusioni raggiunte dallo studio prodotto dallo IARC, o se, diversamente, non ritengano necessario provvedere a reperire altri dati scientifici, sia di livello comunitario che internazionale, in grado di costruire una valutazione il più possibile obiettiva ed esaustiva per escludere gli effetti nocivi derivanti dall'impiego e dall'utilizzo dei pesticidi citati;

se, considerato l'impiego previsto del glisofato nel piano di contrasto alla diffusione della "Xylella fastidiosa" presente oggi in Salento, siano in grado di escludere, in maniera chiara e assoluta, che la quantità e la modalità di impiego di tale pesticida risulta privo di effetti dannosi e per la salute umana e per la salubrità dei prodotti derivanti dalle piante interessate da tale trattamento.