ePub

Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-03612


Atto n. 4-03612

Pubblicato il 11 marzo 2015, nella seduta n. 408

STEFANO - Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro dell'economia e delle finanze. -

Premesso che:

dal 1° gennaio 2014 sono entrate in vigore le nuove regole per la determinazione dell'ISEE e tra le novità, relativamente alle persone con disabilità, è stata introdotta la voce "indicatore della situazione reddituale" (ISR), nella quale vanno computati, ai fini Irpef, anche trattamenti assistenziali, previdenziali e indennitari, a qualsiasi titolo erogati da amministrazioni pubbliche;

tale disposizione comporta che, oltre ai redditi, occorre sommare anche le altre indennità eventualmente percepite, e cioè tutte le provvidenze economiche concesse agli invalidi civili (pensioni, assegni, indennità, pensione sociale, contributi per prestazioni sociali, assegni di cura, contributi per l'abbattimento di barriere architettoniche o per l'acquisto di prodotti tecnologicamente avanzati o per il trasporto personale e ogni altro contributo pubblico);

il TAR del Lazio, intervenuto su iniziativa di associazioni per disabili, in particolare la Federazione italiana per il superamento dell'handicap (FISH), con 3 diverse sentenze (n. 2454/2015, n. 2458/2015 e n. 2459/2015) ha in parte rivisto l'impianto di calcolo dell'indicatore della situazione reddituale;

le sentenze determinano infatti l'esclusione dal computo ISR i "trattamenti assistenziali, previdenziali e indennitari, incluse carte di debito, a qualunque titolo percepiti da amministrazioni pubbliche", per cui le pensioni, assegni ed indennità concesse per minorazioni civili, assegni sociali, indennità per invalidità sul lavoro, assegni di cura, contributi per la vita indipendente, eccetera, non devono essere sommati ai redditi veri e propri imponibili Irpef;

sempre con sentenza, il TAR ha annullato il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri n. 159 del 2013 nella parte in cui prevede un incremento delle franchigie solo per i minorenni (art. 4, comma 4, lettera d), n. 1, 2, 3),

si chiede di sapere se il Governo intenda attivarsi per impugnare le citate sentenze pronunciate dal Tar Lazio, e quindi nelle more richiedere una sospensiva, o, diversamente, non ritenga necessario provvedere ad emanare, prima della prossima dichiarazione dei redditi, un decreto che ripristini il precedente impianto di calcolo dell'ISEE.