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Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-03533


Atto n. 4-03533

Pubblicato il 26 febbraio 2015, nella seduta n. 400

STEFANO - Ai Ministri delle politiche agricole alimentari e forestali e dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. -

Premesso che:

la Sicilia è stata flagellata da una settimana di intenso maltempo, specialmente nella parte centro meridionale, dopo il passaggio di una perturbazione che ha portato piogge anche sulla Penisola. I rovesci torrenziali, che nel weekend si sono abbattuti sull'isola, hanno fatto ingrossare ancor di più i fiumi portandoli a superare i livelli di guardia;

si contano milioni di euro di danni alle coltivazioni e alle strutture agricole con frane e smottamenti che hanno compromesso la viabilità interna. I danni provocati dal maltempo in Sicilia hanno compromesso drammaticamente le produzioni più tipiche come gli agrumeti della zona di Ribera che, nel pieno della produzione, sono stati allagati con la conseguente perdita del raccolto;

nei comuni di Menfi e Castelvetrano (Trapani) le forti piogge hanno fatto straripare i fiumi con detriti che hanno colpito le strutture dei vigneti e degli agrumeti, mentre i seminativi e le ortive sono sommersi dall'acqua;

nel palermitano si contano i danni gravissimi soprattutto nella zona di Chiusa Sclafani, Giuliana, Bisacquino e Contessa Entellina, dove l'acqua ha letteralmente trascinato via agrumeti, oliveti, ortaggi. I campi seminati sono completamente allagati e in futuro anche il grano potrebbe subire danni, così come si temono conseguenze devastanti anche per la coltivazione delle ciliege;

nell'agrigentino i danni causati dal maltempo hanno prodotto smottamenti con molte fogne danneggiate. A preoccupare maggiormente sono stati i fiumi in piena che hanno interrotto importanti arterie di comunicazione e causato gravi danni all'agricoltura, come nel caso del fiume Naro che, poco prima dell'altezza di Cannatello, ha letteralmente invaso la vallata circostante distruggendo ortaggi ed uliveti;

nell'agrigentino a rischio esondazione vi sono anche i fiumi Akragas ed il Sant'Anna;

sono stati numerosi gli smottamenti anche lungo la strada tra Gangi e San Mauro Castelverde e la statale tra Alimena e Resuttano: la zona più colpita è l'area sotto l'autostrada Palermo-Catania invasa dall'acqua e trasformata in un enorme lago;

nei comuni di Corleone, Bisacquino e Chiusa Sclafani si sono registrate frane, smottamenti, allagamenti e la circolazione stradale e ferroviaria è rimasta bloccata e 40 abitazioni sono state evacuate;

le violente precipitazioni hanno causato gravi danni sulle linee ferroviarie Palermo-Catania e Palermo-Agrigento;

sono andati distrutti anche interi tratti di manto stradale per cui, se non verranno ripristinati rapidamente, gli imprenditori non potranno nemmeno accedere ai propri fondi per salvare il salvabile;

a Mussomeli (Caltanissetta) un ampio movimento franoso sta portando a valle un'intera azienda agricola zootecnica;

risulta all'interrogante che negli ultimi 15 anni in Sicilia si sono verificate 78 frane o alluvioni che hanno provocato 58 vittime e danni stimati in almeno 3,3 miliardi di euro. E inoltre (secondo quanto si evince dal rapporto preliminare sul rischio idraulico in Sicilia redatto dalla Regione) "ci sono nella nostra regione quasi ottomila nodi", cioè luoghi in cui è presente una situazione di rischio idrogeologico dovuto a "interferenze" tra corsi d'acqua e insediamenti umani. Per mettere in sicurezza questi luoghi servirebbero almeno 4 miliardi di euro;

negli ultimi 15 anni, peraltro, i danni sia materiali sia di vite umane, sono stati mediamente maggiori rispetto al ventennio precedente (1980-1999) quando si sono verificate 70 episodi tra frane e alluvioni, con 69 vittime e danni per "soli" 681 milioni di euro. Una situazione di allarme già evidenziata nel rapporto "Ecorischio 2013" di Legambiente, secondo cui 7 Comuni su 10 in Sicilia sono a rischio idrogeologico,

si chiede di sapere:

quali interventi urgenti i Ministri in indirizzo intendano porre in essere per far fronte ai danni economici che hanno subìto gli agricoltori a seguito degli eventi climatici descritti in premessa;

se non si ritenga di attivare con urgenza le misure previste dal decreto legislativo n. 102 del 2004, relativo agli interventi finanziari a sostegno delle imprese agricole, a norma dell'articolo 1, comma 2, lettera i), della legge 7 marzo 2003, n. 38., al fine di dichiarare lo stato di calamità naturale nelle zone colpite.