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Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 3-01703


Atto n. 3-01703 (in Commissione)

Pubblicato il 25 febbraio 2015, nella seduta n. 398

PETRAGLIA , DE PETRIS , BAROZZINO , CERVELLINI , DE CRISTOFARO , STEFANO , URAS - Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca. -

Premesso che:

nella giornata del 18 febbraio 2015 si è appreso dell'ennesimo incidente presso la sede di via Sabini dell'Istituto professionale alberghiero "Filippo De Cecco" di Pescara. Nello specifico si è staccato dal solaio un pezzo di intonaco di circa un metro quadro ed alto un paio di centimetri e i detriti sono precipitati su alcuni ragazzi;

considerato che:

la situazione attuale, per grandi linee, dell'edilizia scolastica, per l'anno scolastico 2014/2015, risulta essere la seguente: gli edifici scolastici appaiono per lo più malandati e vetusti e soltanto un quarto ha poco meno di 30 anni: il 5,4 per cento è stato costruito prima del 1900; il 13,5 per cento è stato costruito tra il 1900 e il 1940; il 40,5 per cento è stato costruito tra il 1941 e il 1974; il 33,5 per cento è stato costruito tra il 1975 e il 1990; e solo il 7 per cento degli edifici è stato costruito tra il 1991 e il 2011;

il dossier 2014 di "Cittadinanzattiva" ha preso in esame 213 edifici scolastici di tutti gli ordini e gradi, monitorati in 14 regioni e 22 province, vagliando 26 fattori e utilizzando 350 indicatori legati allo stato degli edifici, a qualità delle scuole, alla sicurezza interna, alla prevenzione, certificazioni, igiene e pulizia e i "numeri", rispetto a quelli dello scorso anno, sono proporzionalmente peggiorati. La situazione, dunque, gravissima, a livello nazionale e nelle scuole monitorate secondo un'indagine del Censis e i più recenti rapporti di Cittadinanzattiva e di "Legambiente" risulta la seguente:

il 65 per cento degli edifici si trova in zona a rischio sismico; il 24 per cento degli edifici è stato costruito in terreni a rischio idrogeologico: soltanto nelle regioni del sud Italia (Calabria, Campania e Sicilia) si contano ben 12.964 istituti in contesti ambientali dove un terremoto potrebbe causare danni (secondo i dati dell'associazione nazionale costruttori edili);

il 73 per cento degli edifici presenta lesioni strutturali e sulla facciata esterna. Il Censis stima in oltre 3.600 le scuole a livello nazionale che necessitano di interventi sulle strutture portanti, 9.000 con gli intonaci da rifare e 7.220 ove occorre riparare tetti e coperture;

il 41 per cento degli edifici presenta uno stato di manutenzione mediocre o pessimo, e di fronte alla richiesta di piccoli lavori di manutenzione nel 15 per cento dei casi, l'ente proprietario non è mai intervenuto e nel 23 per cento è arrivato con molto ritardo. Sempre secondo il Censis sono 24.000 gli impianti (elettrici, idraulici, termici) che non funzionano, sono insufficienti o non sono a norma;

2.000 gli edifici a rischio amianto per 342.000 studenti;

la drammatica situazione dell'edilizia scolastica, a partire dagli interventi straordinari programmati dopo il terremoto nel Molise del 2002 e il tragico crollo della scuola di San Giuliano (Campobasso), è stata oggetto di stima per un fabbisogno calcolato allora dalla Protezione civile di 13 miliardi di euro ed è senz'altro aumentato negli anni,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quali risorse nel complesso siano riservate all'edilizia scolastica tra scuole belle, scuole sicure, nuovi edifici scolastici e quante scuole siano state coinvolte;

se gli interventi preventivati sul capitolo di spesa "Scuole belle" già ultimati siano stati realizzati solo su istituzioni scolastiche dichiarate sicure.