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Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 1-00380


Atto n. 1-00380

Pubblicato il 12 febbraio 2015, nella seduta n. 390

URAS , DE PETRIS , CERVELLINI , DE CRISTOFARO , BAROZZINO , PETRAGLIA , STEFANO , MUSSINI , CAMPANELLA , GAMBARO , BIGNAMI , ROMANI Maurizio , PEPE

Il Senato,

premesso che:

le isole minori rappresentano una ricchezza territoriale, naturalistica, paesaggistica, culturale ed economica di assoluto rilievo, in Italia e in Europa. Non solo perché attorno alle loro bellezze di assoluto pregio si è da tempo sviluppato un interessante movimento turistico ma, soprattutto, perché sono un tratto distintivo della storia nazionale ed europea, un ambito di utile sperimentazione e di ricerca di efficaci e nuove modalità di tutela ambientale, nell'attività produttiva e nella vita quotidiana della comunità;

in gran parte delle isole minori, le attività economiche e la vita sociale delle popolazioni residenti è fortemente condizionata dalla qualità degli interventi pubblici a garanzia dei servizi essenziali, tra i quali primeggiano quelli sanitari, quelli per l'istruzione e quelli connessi al trasporto di persone e merci;

il trasporto marittimo di collegamento delle isole minori alla terraferma è un "servizio pubblico essenziale" che deve essere garantito ai cittadini dallo Stato, o da altri enti pubblici allo scopo delegati dallo stesso Stato o individuati con legge, a prezzi socialmente sostenibili e, pertanto, tale servizio non può essere condizionato dall'esigenza delle società marittime di realizzare profitti;

l'organizzazione di tale servizio, per disposizioni di fonte comunitaria, è attribuito a soggetti di natura privatistica, così come per tutto il trasporto pubblico locale; appare, però, utile consentire che tali soggetti possano essere partecipati, anche con quote maggioritarie, dagli enti pubblici competenti ad assicurare il servizio essenziale a garanzia dei cittadini, residenti o non nelle isole minori;

tale situazione riguarda diverse regioni italiane ed europee, ma assume una particolare criticità in Sardegna, dove preoccupa la privatizzazione o cessione della società pubblica regionale Saremar a cui era stato assegnato il servizio;

la privatizzazione corrisponde agli orientamenti politici prevalenti in ambito comunitario e in relazione allo stato di pesante crisi finanziaria e gestionale nella quale la stessa società si trova, ma rischia di determinare una condizione di incertezza e gravi disfunzioni nel servizio, e soprattutto conseguenze negative sull'occupazione, ad iniziare dai lavoratori marittimi dipendenti della Saremar, e sull'economia delle isole minori delle coste sarde,

impegna il Governo:

1) a valutare percorsi idonei ad assicurare alle comunità isolane il "servizio pubblico essenziale" di collegamento marittimo con la terraferma;

2) ad intervenire, conseguentemente, anche nell'ambito dei provvedimenti normativi di propria competenza o a cui è delegato dal Parlamento, a consentire la partecipazione alle procedure di acquisizione della società Saremar e dei servizi assegnati anche ad un soggetto a partecipazione pubblica, anche maggioritaria;

3) a considerare in tali percorsi normativi e amministrativi forme di tutela rafforzata dell'occupazione dei lavoratori marittimi interessati alle privatizzazioni della società marittime pubbliche, anche attraverso il diretto coinvolgimento delle autonomie locali e in questo responsabilizzando pienamente le Regioni, e nel caso specifico della Saremar la Regione autonoma della Sardegna.