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Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n░ 4-03316


Atto n. 4-03316

Pubblicato il 23 gennaio 2015, nella seduta n. 383
Risposta pubblicata

STEFANO - Ai Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e della salute. -

Premesso che, per quanto risulta all'interrogante:

a Galatone (Lecce), in zona Castellino-Vignali, si colloca una discarica di rifiuti contenenti amianto, gestita dalla ditta R.E.I. e incrementata fino alla capacitÓ di 80.000 tonnellate attraverso la richiesta di ampliamento autorizzato dalla Provincia di Lecce e dal Comune nel 2011;

una perizia tecnica prodotta dal comitato permanente per la difesa della salute e dell'ambiente ha evidenziato che il progetto dell'ampliamento di questa discarica contrasta con la realtÓ dei luoghi e con gli atti urbanistico-cartografici comunali e regionali (PRG, PUTT, DPP/PUG, PPTR);

la tabella riguardante le presenze naturali e antropiche riportata nella relazione dell'AIA (autorizzazione integrata ambientale) riferisce che, entro il cerchio di distanza di un chilometro dalla discarica, risultano assenti zone agricole, case di civile abitazione e acquedotti, ma in tale ambito ricadono, in realtÓ, diffusi terreni agricolo-produttivi a prevalenza di vigneti e uliveti, edifici ad alta e bassa concentrazione a servizio dell'agricoltura, insediamenti produttivi in espansione e aree pianificate, una linea di acquedotto che passa a circa 150 metri dalla discarica e regimi di tutela naturale e culturale;

il progetto di ampliamento autorizzato per la discarica risulterebbe pertanto istruito e rilasciato sulla base di certificazioni progettuali non conformi allo stato dei luoghi;

il comitato per la tutela della salute, dell'ambiente e del territorio di Galatone, in data 20 ottobre 2014, ha presentato a tal riguardo un esposto alla Procura della Repubblica di Lecce;

sempre nell'ottobre 2014, nel perimetro della stessa discarica di amianto, sono stati trasferiti dal Comune di Cavallino alcune ecoballe di rifiuti con codice CER 19.12.12, senza che fossero stati sottoposti a trattamento ulteriore, secondo quanto stabilito dalla normativa europea e nazionale (direttiva 1999/31/CE) e dal decreto legislativo n. 36 del 2003;

sempre in agro di Galatone, sulla provinciale Galatone-Galatina al chilometro 2, sorge l'impianto della ditta Cave Marra ecologia Srl per la raccolta, il trasporto di rifiuti solidi urbani (RSU), urbani pericolosi e ingombranti, nonchÚ la messa in riserva (R13) e il deposito preliminare (D15) di rifiuti di raccolta differenziata, R.U.P. e speciali;

tale impianto risulta ricadere in zona agricola di interesse storico-archeologico come riportato anche nella tipizzazione degli elaborati del PUG;

insiste su un vasto fosso abusivo su cui pendono attualmente un'ordinanza di ripristino dell'Ufficio minerario e un contenzioso civile;

su questo lotto di terra sono stati effettuati, prima dell'autorizzazione, 2 sequestri per gestione illecita di rifiuti al suo interno;

l'autorizzazione unica in conferenza dei servizi aveva subordinato il rilascio dei titoli edilizi da parte del Comune di Galatone ad una variante urbanistica non ottemperata dal momento che si sono realizzate numerose costruzioni edilizie in violazione delle norme di distanze dai confini;

nel territorio insistono la condotta principale dell'acquedotto che collega Nard˛ a Galatone, numerosi pozzi di acqua per uso privato, un depuratore della fognatura di Galatone e dell'ospedale di Nard˛;

il Comune di Galatone da tempo non effettua alcun intervento di controllo e di monitoraggio della falda acquifera ivi presente,

si chiede di sapere:

se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dei fatti riportati;

se non ritengano opportuno, ognuno per quanto di competenza, in accordo e collaborazione con l'Agenzia regionale per la protezione ambientale e la Asl competente, avviare uno specifico controllo relativamente alla corretta applicazione e rispetto delle normative vigenti sia nella fase di rilascio dei permessi, sia nell'attuale fase della gestione delle discariche;

se non ritengano altresý necessario procedere, con ricorso ad un ente terzo, ad un ulteriore monitoraggio della falda in prossimitÓ dei luoghi segnalati (discarica Castellino, discarica Castellino-Vignali e Cave Marra ecologia), per rilevare la presenza di sostanze inquinanti.