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Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-03290


Atto n. 4-03290

Pubblicato il 21 gennaio 2015, nella seduta n. 381

STEFANO - Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali. -

Premesso che:

il 19 gennaio 2015 l'agenzia di stampa specializzata nel settore agricolo "Agra press" ha pubblicato una lunga intervista a Ettore Ianì, presidente della "Lega Pesca", associazione nazionale delle cooperative di pesca di Legacoop, sui temi dell'economia ittica italiana, filiera in forte difficoltà che rappresenta una delle principali vocazioni produttive nelle regioni meridionali del Paese;

nell'intervista sono riportati dati e denunce allarmanti in relazione ad uno stato di crisi gravissima, una "crisi a 3 punte", ambientale, economica e sociale, che perdura da tempo e che espone sempre più al tracollo migliaia di imprese e alla perdita di occupazione un numero consistente di membri degli equipaggi da pesca, non ultimo per effetto di una consistente riduzione dei fondi statali destinati al settore (con un calo dell'80 per cento a partire dal 2000);

in particolare nell'intervista, il presidente di Lega Pesca denuncia quanto segue;

nella legge di stabilità per il 2015 (legge n. 190 del 2014) non sono state soddisfatte le richieste avanzate in forma unitaria dalle associazioni del coordinamento pesca dell'Alleanza delle cooperative ("Agci Agrital", "Federcoopesca/Confcooperative", Lega Pesca) finalizzate ad un congruo aumento della dotazione del programma nazionale triennale della pesca e dell'acquacoltura 2013-2015, unico strumento di programmazione del settore, rimasto inattuato per assenza di copertura, ma che di fatto ha visto ridursi la dotazione per la pesca di circa il 50 per cento;

nelle tabelle e negli allegati della legge di stabilità la programmazione nazionale dell'intero sistema pesca e acquacoltura nazionale può usufruire, per il 2015, tenendo conto delle spese di funzionamento della Direzione generale pesca e acquacoltura del Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali, di 1,6 milioni di euro per le spese correnti, e di 0 euro di spese per investimenti, con il risultato che ogni singolo imprenditore della filiera ittica potrà contare su 16 euro per investire e recuperare gli effetti della drammatica crisi di redditività che investe le imprese;

sul fronte degli investimenti nel settore, è da ritenersi, d'altra parte, gravemente fallimentare il bilancio della capacità di spesa dei fondi europei del FEP (fondo europeo per la pesca), circostanza oltremodo allarmante in presenza di così consistenti riduzioni dei fondi statali, se è vero che, considerata anche la quota nazionale, il totale dei mancati investimenti e delle risorse andate in fumo ammonta alla cifra impressionante di 75,2 milioni di euro, di cui 55,2 milioni nell'anno 2014;

sul fronte della macchina amministrativa, la Direzione generale pesca e acquacoltura è in forte difficoltà e necessita di un'urgente e tempestiva azione di rafforzamento e valorizzazione per mettere operatori ed imprese in grado di adempiere agli inediti obblighi della nuova politica comune della pesca (PCP) e consentire alle imprese italiane di giocare sul mercato europeo senza svantaggi competitivi con le flotte di altri Paesi;

lo stato di malessere della filiera ittica italiana ha giustificato nel recente passato diverse iniziative parlamentari, tra cui non ultima la sottoscrizione all'unanimità da parte della XIII Commissione permanente (Agricoltura) della Camera dei deputati della risoluzione 7-00472 presentata il 26 settembre 2014 nella seduta n. 299, con primo firmatario l'on. Laura Venittelli, che impegna il Governo tra l'altro a prevedere nella legge di stabilità sufficienti dotazioni per procedere all'attivazione degli strumenti del programma nazionale e a rafforzare la struttura ministeriale,

si chiede di sapere:

quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda intraprendere per rispondere all'emergenza che rischia di ipotecare il futuro di un intero settore, vitale per le economie costiere del nostro Paese, avviando una concreta strategia di sostegno al settore della filiera ittica;

se e quali iniziative intenda intraprendere per rispondere all'esigenza di un urgente rafforzamento della Direzione generale pesca e acquacoltura;

se ed in quali modi intenda rilanciare il confronto con gli stakeholder su esigenze e bisogni di categoria ed imprese;

se e quali iniziative intenda assumere per dare seguito agli impegni sollecitati dalla citata risoluzione parlamentare.