ePub

Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-03287


Atto n. 4-03287

Pubblicato il 20 gennaio 2015, nella seduta n. 380

FISSORE , AMATI , BUEMI , D'ADDA , ESPOSITO Stefano , FASIOLO , FAVERO , FERRARA Elena , FILIPPIN , GIACOBBE , MANASSERO , PAGLIARI , PUPPATO , SANTINI , SILVESTRO , SOLLO , SONEGO , SPILABOTTE , VACCARI , VALDINOSI , VALENTINI , VATTUONE , ZANONI - Ai Ministri dell'interno e dell'economia e delle finanze. -

Premesso che:

l'attuale crisi economica e la restrizione dei prestiti bancari hanno prodotto un nuovo importante fenomeno, ovvero il proliferare di nuove società di consulenza che nascono come strumento di tutela del cittadino in difficoltà, con il fine presunto di soccorrerlo dalle cartelle esattoriali e dai pignoramenti delle banche;

sono cresciute così a dismisura agenzie di consulenza che impropriamente promettono la risoluzione dei problemi dei debitori, ingannandoli tuttavia con promesse che nella realtà sembrerebbero non mantenere. In particolare, tra queste, c'è "Agenzia debiti", indagata dalla Procura della Repubblica di Milano, a seguito delle ripetute denunce penali dell'Adusbef (Associazione difesa utenti servizi bancari e finanziari) e dei cittadini coinvolti;

l'inchiesta ha portato ad arresti per reati di bancarotta fraudolenta ed associazione a delinquere di diversi soggetti coinvolti in questa importante truffa, che sostenevano di essere in grado di far risparmiare ai propri clienti fino al 70 per cento dei debiti accumulati e soprattutto di opporsi alle riscossioni forzate da parte di banche, Equitalia e Esatri. L'Adusbef ha accusato la società "Agenzia debiti" di attività fraudolenta, in particolare puntando ad incassare un iniziale versamento di 390 euro da parte di ogni cliente, per poi concretamente far poco e nulla al fine della risoluzione dei problemi;

l'Adusbef ha denunciato anche l'agenzia "SDL Centrostudi" SpA ad alcune procure della Repubblica e all'Autorità garante della concorrenza e del mercato (AGCM), a causa del messaggio pubblicitario ingannevole rilevato sul suo sito, con cui la società presentava la propria attività di supporto alle aziende come atta a rilevare e tutelare il cliente da anomalie bancarie, finanziarie, irregolarità fiscali e problematiche di gestione aziendale;

la "SDL Centrostudi" si qualificava come onlus, operando come tale in una prima fase, attraverso la predisposizione di check-up gratuiti su tutti i suoi prodotti/servizi offerti, al fine di ripristinare la correttezza dei rapporti tra il sistema finanziario/bancario e imprese e famiglie, ma nella realtà si trattava di servizi a pagamento con costi minimi a partire da 1.575 euro, oltre al 25 per cento del valore che la società sarebbe riuscita ad ottenere dalle banche a seguito del recupero degli interessi passivi e delle spese bancarie ingiustamente addebitate dall'istituto di credito;

in data 9 dicembre 2014, l'Antitrust, con provvedimento n. 25195 pubblicato sul Bollettino AGCM n. 47, ha deliberato di irrogare alla "SDL Centrostudi" una sanzione amministrativa di 100.000 euro, in ragione del fatto che il messaggio pubblicitario costituiva una pubblicità ingannevole/comparativa illecita ai sensi degli artt. 1 e 3 del decreto legislativo n. 145 del 2007, che disciplina tale materia;

l'AGCM, negli ultimi 2 anni e mezzo, ha esaminato circa 29.000 conti correnti intestati ad aziende rivoltesi alla società inquisita, scoprendo che il 90 per cento di queste era afflitta da problemi di usura ed anatocismo, a cui veniva promesso puntualmente, tramite perizie di parte, la restituzione delle somme indebitamente sottratte;

in sintesi, l'Antitrust ha rilevato su larga scala la diffusione da parte della SDL di informazioni pubblicitarie ingannevoli ed incomplete, nonché l'utilizzo improprio della qualifica di "Onlus", adottata in maniera pretestuosa per attrarre la clientela laddove infine risultava lo svolgimento di attività lucrative, reclamizzando anche consulenze certificate che invero risulterebbero riconosciute da diversi enti, come lacunose, inattendibili e non spendibili nelle opportune sedi,

si chiede di sapere:

se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dei fatti riportati in premessa e quali siano le valutazioni e le iniziative di competenza che si intendano adottare;

se intendano, nei limiti delle proprie attribuzioni, porre in essere attività di prevenzione volte a scoraggiare il proliferare di società di consulenza poco professionali e che speculano su imprese già in gravi difficoltà economiche e finanziarie.