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Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 3-01471


Atto n. 3-01471 (in Commissione)

Pubblicato il 26 novembre 2014, nella seduta n. 360

PETRAGLIA , DE PETRIS , CERVELLINI , BAROZZINO , DE CRISTOFARO , STEFANO , URAS - Al Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo. -

Premesso che:

la Soprintendenza di Arezzo (attualmente denominata Soprintendenza per i beni architettonici, paesaggistici, storici, artistici, etnoantropologici di Arezzo) è nata nel 1967, staccandosi come ufficio autonomo da Firenze;

sin dall'inizio ha svolto il ruolo di soprintendenza mista, ovvero ha racchiuso sia le competenze sull'architettura e il paesaggio che quelle sui cosiddetti beni mobili, attuando uno dei primi esempi di quella tutela integrata cui si ispirerebbe, in base alle teorie amministrative più recenti e al senso dichiarato della riforma in atto, il rinnovamento del sistema dei beni culturali;

la Soprintendenza di Arezzo ha sede in via Ricasoli 1, in un edificio di proprietà demaniale;

segue un territorio vastissimo, coincidente con quello storico della provincia, dai confini appenninici con l'Emilia-Romagna e le Marche a quelli con l'Umbria e, a sud, con i territori senesi, e articolato attorno al capoluogo nelle quattro vallate: Valdarno, Casentino, Valtiberina, Valdichiana;

considerato che:

in base allo schema di riforma in atto, la Soprintendenza aretina è abolita;

i musei statali di competenza della Soprintendenza (museo nazionale d'arte medievale e moderna; museo di Casa Vasari; sito di San Francesco-cappella Bacci; palazzo Taglieschi ad Anghiari; badia di Soffena a Castelfranco di sopra) confluiranno in un polo con sede a Firenze, a sua volta dipendente direttamente dall'amministrazione centrale; le funzioni di tutela passeranno alla costituenda Soprintendenza di area vasta, comprendente i citati territori e quelli senesi e grossetani, con sede a Siena;

considerata l'oggettiva difficoltà di servire nella situazione su configurata un territorio vasto e spesso impervio, con vie di comunicazione disomogenee e disarticolate, che rende tale prospettiva estremamente critica;

valutato in ogni modo necessario mantenere in funzione l'istituto, conservando la sede dirigenziale o, qualora ciò non si rivelasse attuabile per questioni finanziarie, istituendo per lo meno un ufficio vice-dirigenziale, tale da conservare per quanto possibile una propria autonomia economica e amministrativa,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza della situazione e quali siano le sue valutazioni in merito;

se non ritenga, nei limiti delle proprie competenze, di intervenire con la massima urgenza per garantire il mantenimento in funzione della Soprintendenza di Arezzo o quantomeno di un ufficio vice-dirigenziale in loco.