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Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 3-01446


Atto n. 3-01446 (con carattere d'urgenza)

Pubblicato il 19 novembre 2014, nella seduta n. 355

PETRAGLIA , DE PETRIS , CERVELLINI , BAROZZINO , DE CRISTOFARO , BIGNAMI , BOCCHINO , ROMANI Maurizio , STEFANO , URAS , MASTRANGELI - Ai Ministri dei beni e delle attività culturali e del turismo e del lavoro e delle politiche sociali. -

Premesso che:

la fondazione "Maggio musicale fiorentino" ha annunciato, in applicazione del piano industriale che ha appena ottenuto il via libera della Corte dei conti, il licenziamento di 53 lavoratori dipendenti. Una scelta a giudizio degli interroganti inaccettabile;

il decreto-legge 8 agosto 2013, n. 91, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 ottobre 2013, n. 112, cosiddetta legge Bray, puntava a favorire il risanamento finanziario di tutte le fondazioni lirico-sinfoniche a patto che queste emanassero dei veri e propri piani industriali. Senza tale adempimento la legge stabilisce che al 31 dicembre 2016 si potrà procedere alla liquidazione coatta amministrativa, cioè al fallimento. Ad oggi, stando alla denuncia dei sindacati unitari, la stragrande maggioranza dei piani industriali negoziati, come previsto dalla legge Bray per il loro risanamento, è stato ufficialmente validato dagli organi competenti e all'interno di tali piani solo alcune fondazioni hanno reso noti gli accertamenti sulle proprie situazioni debitorie, peraltro non in modo esaustivo. I sindacati hanno rilevato la stessa indeterminatezza perfino nella relazione che il commissario straordinario Pier Francesco Pinelli ha consegnato alla 7ª Commissione permanente (Istruzione pubblica, beni culturali, ricerca scientifica, spettacolo e sport) del Senato nel corso dell'audizione del 21 ottobre 2014;

dopo l'approvazione del decreto "Art bonus" (decreto-legge 31 maggio 2014, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 luglio 2014, n. 106), la CGIL ha ritirato la firma dall'accordo sindacale perché mentre il decreto Bray prevedeva un passaggio diretto degli esuberi del personale delle fondazioni in Ales SpA, la nuova normativa prevede il licenziamento collettivo e la successiva riassunzione "in base alle proprie esigenze produttive nei limiti della sostenibilità finanziaria consentita dal proprio bilancio e senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, previa prova d'idoneità finalizzata all'individuazione dell'inquadramento nelle posizioni disponibili, applicando al personale assunto la disciplina anche sindacale in vigore presso Ales SpA" (lettera b) del comma 1 dell'articolo 5);

in una recente intervista Francesco Bianchi, sovrintendente del Maggio musicale e prima ancora commissario della fondazione, ha avvalorato i molti interrogativi sollevati dai sindacati e soprattutto dalla CGIL quando ha dichiarato testualmente: "Io spero che la procedura duri un giorno: la mattina firmo la mobilità, la sera passano ad Ales, se lo Stato fa il suo dovere (...) dal primo gennaio 2015 - così prevede il piano - quei 53 non devono essere più al Maggio. Lo dico subito: chi verrà a piangere per questi licenziamenti si presenti con un assegno in mano per il costo equivalente, se vuole soluzioni alternative";

l'avvio in modo rigido e senza alternative del piano industriale del Maggio musicale fiorentino con il licenziamento di 53 dipendenti, oltre a gettare pesanti interrogativi sul futuro del teatro, colpisce duramente i lavoratori e le loro famiglie;

l'idea di fondo della politica espressa ripetutamente negli ultimi 20 anni che "con la cultura non si mangia ed i soldi pubblici destinati allo spettacolo sono un colossale spreco" sembra non essere cambiata. Recentemente il Ministrodei beni e delle attività culturali e del turismo, a proposito delle fondazioni lirico-sinfoniche, ha dichiarato: "Queste fondazioni assorbono il 77 per cento degli interventi dello Stato a favore della musica, il 47 per cento del Fus e in più altri 125 milioni di euro per risanare quelle che stavano per fallire. Questo sistema italiano che salva chi ha gestito male le Fondazioni a scapito di quelle virtuose va chiuso";

alla luce di tali dichiarazioni e di quanto accaduto al teatro dell'Opera di Roma, che appare emblematico e una vera e propria avvisaglia di quello che potrebbe accadere nel breve futuro, è forte il sospetto che dietro le roboanti dichiarazioni dello stesso Ministro, si celi l'intenzione di proteggere gli interessi degli istituti bancari interessati a scapito della corretta gestione delle fondazioni lirico-sinfoniche e, specificatamente, dei lavoratori che vi operano,

si chiede di sapere:

come i Ministri in indirizzo intendano procedere perché sia fatta immediatamente chiarezza sulla correttezza complessiva nella gestione della vicenda del Maggio musicale fiorentino e si attivino tutte le procedure necessarie a conservare tutti i posti di lavoro, annullando da subito la procedura di licenziamento collettivo, ovvero procedendo immediatamente all'assunzione in Ales SpA di tutte le eventuali eccedenze di personale;

quali iniziative intendano assumere per garantire ai lavoratori che passeranno alla Ales SpA il mantenimento dell'anzianità pregressa, lo stesso tipo di contratto e soprattutto la garanzia dell'assunzione a tempo indeterminato e non legato alla durata dei progetti;

se non ritengano di attivarsi al fine di prevedere nella legge di stabilità ora in discussione in Parlamento adeguati stanziamenti di risorse aggiuntive per risolvere tutti i casi in cui sono in pericolo posti di lavoro.