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Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 3-01334


Atto n. 3-01334

Pubblicato il 22 ottobre 2014, nella seduta n. 337

STEFANO - Ai Ministri dello sviluppo economico e dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. -

Premesso che:

sui bollettini ufficiali degli idrocarburi e delle georisorse di gennaio e febbraio 2014, la società Global MED LLC ha presentato al Ministero dello sviluppo economico 6 istanze di permesso di ricerca idrocarburi offshore nel mar Ionio;

l'area coinvolta da queste 6 richieste andrebbe ad interessare la Puglia, la Basilicata e la Calabria per un totale di 4.457 chilometri quadrati. Nello specifico, le estensioni relative alle richieste risultano essere le seguenti: 737,5 chilometri quadrati a 13,7 miglia dalla costa di Capo Rizzuto, 748,4 chilometri quadrati a 12,7 miglia dalla costa tra Crotone e Cirò Marina, 744,6 chilometri quadrati a 13,9 miglia dalla costa di Santa Maria di Leuca, un'altra area di 748,6 chilometri quadrati a 24,6 miglia dalla costa di Crotone, altri 749,1 chilometri quadrati a 25,9 miglia dalla costa di Santa Maria di Leuca e un'ulteriore area di 729,2 chilometri quadrati a Sud di Santa Maria di Leuca (Lecce);

queste nuove istanze portano a 16 il numero totale di richieste di ricerca di idrocarburi esistenti ad oggi per il mar Ionio, alle quali sono da aggiungere 4 concessioni già attribuite lungo la costa calabrese;

tali istanze sono state presentate dalla società americana Global Med Llc, con sede a Littleton, in Colorado. Da quanto si apprende dalla scheda depositata presso il Ministero dello sviluppo economico, la Global Med è una appendice della Global group, società americana fondata e guidata da Randall C. Thompson e riconducibile, per come riportato da alcuni organi di stampa, alla potenza mineraria inglese Bhp Billiton;

risulta all'interrogante che nei giorni scorsi, la Global Med Llc ha presentato al Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare 5 istanze di valutazione di impatto ambientale che interessano un'area complessiva di 3.728 chilometri quadrati nel mar Ionio;

su queste aree è interesse della Global Med "l'individuazione di nuove riserve di giacimenti offshore, per una successiva fase di sfruttamento". Nello specifico, le ricerche che intende svolgere la Global Med saranno effettuate non attraverso la trivellazione dei fondali, bensì mediante il ricorso alla tecnica dell'"air gun", ossia un meccanismo che produce onde sismiche;

gli effetti derivanti da questo sistema di ricerca sono ritenuti, dalla comunità scientifica, esiziali per la fauna marina;

il recente decreto-legge n. 133 del 2014, definito "sblocca Italia", agli articoli 36, 37 e 38, oltre a promuovere la creazione di grandi infrastrutture per permettere il transito e l'accumulo di gas proveniente dall'estero, facilita e incoraggia le attività di estrazione di petrolio e gas in tutto il territorio nazionale, attribuendo un carattere strategico alle concessioni di ricerca e sfruttamento di idrocarburi e semplificando gli iter autorizzativi, a partire dalla sottrazione di potere alle Regioni e disponendo il prolungamento dei tempi delle concessioni;

l'8 ottobre 2014 in occasione della riunione a Bruxelles dell'EU Strategy for the Adriatic and Ionian region (Eusair), i presidenti delle Regioni Puglia, Molise, Abruzzo e Marche hanno ribadito la loro totale contrarietà alla trivellazione dell'Adriatico per la ricerca degli idrocarburi;

numerose sono le iniziative e le mobilitazioni da parte di cittadini, associazioni ambientaliste, rappresentanti degli enti locali e parlamentari che chiedono di rivedere totalmente la linea impressa dal Governo sulle trivellazioni in Adriatico e nello Ionio;

i dati forniti circa i giacimenti petroliferi presenti in Italia, riportati nella BP Statistical Review of world energy di giugno 2014, riferiscono che le riserve di combustibili fossili sfruttabili nel nostro Paese si attestano attorno ai 290 Mtep. Poiché il consumo di energia primaria annuale dell'Italia è stimato in circa 159 Megatep, queste supposte riserve corrispondono al consumo di meno di 2 anni;

l'inquinamento sistematico e il rischio di incidente proprio a queste attività di ricerca e di estrazione mettono a rischio aree di pregio naturalistico e paesaggistico, dove si svolgono attività economiche legate ai settori delle pesca e del turismo, attualmente non severamente colpite dai morsi della crisi economica;

la Regione Puglia, in particolar modo, negli ultimi 10 anni, ha fortemente investito nel settore della pesca rendendolo una delle componenti fondamentali della sua economia, nonché nel turismo che è diventato un vero e proprio settore trainante e strategico per l'intera economia regionale;

queste realtà economiche, che si basano sulla tutela della qualità del mare, della costa e dell'ambiente, sono incompatibili con la prospettiva di qualunque tipo di attività estrattiva, che potrebbe avere conseguenze catastrofiche a livello ambientale, economico e sociale;

si presenta pertanto a parere dell'interrogante come necessario e non eludibile il criterio della cautela e precauzione nell'assumere scelte riguardo alla ricerca degli idrocarburi in mare, al fine di evitare il ricorso a concessioni ed autorizzazioni per iniziative le cui conseguenze non sono totalmente chiare e i cui impatti, a breve e a lungo termine sull'ecosistema marino, non sono completamente disponibili;

la Regione Puglia, le amministrazioni locali interessate e numerosi comitati ed associazioni hanno già, in più occasioni, rigettato le richieste di ricerche di idrocarburi pervenute negli ultimi mesi, evidenziando la contrarietà ad una scelta di politica energetica ed economica, nettamente in contrasto con la direzione intrapresa a livello locale che punta alla sostenibilità ambientale,

si chiede di sapere:

se il Ministro dell'ambiente non ritenga preoccupante per l'intero sistema marino il ricorso alla tecnologia dell'air gun relativamente alla ricerca degli idrocarburi a largo delle coste ioniche;

se il Ministro dello sviluppo economico non ritenga opportuno promuovere, nell'ambito delle proprie attribuzioni, l'uso di fonti energetiche alternative considerato che attualmente le energie rinnovabili non sono più una fonte marginale ma producono il 22 per cento dell'energia elettrica su scala mondiale, e il 40 per cento in Italia, come riportato da un gruppo di docenti e ricercatori dell'università e dei centri di ricerca di Bologna;

se i Ministri in indirizzo non ritengano di dover seguire il principio di precauzione rivedendo, in senso restrittivo e contrariamente a quanto previsto nel decreto-legge n. 133 del 2014, le modalità per la concessione dei permessi alle ricerche di idrocarburi nella macroregione adriatico-ionica, considerate le peculiarità della maggior parte delle economie locali, basate su pesca e turismo, e il non convincente rapporto tra costi e benefici.