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Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 3-01256


Atto n. 3-01256

Pubblicato il 2 ottobre 2014, nella seduta n. 323

STEFANO - Ai Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, della salute e dell'interno. -

Premesso che:

il progetto denominato "Tempa rossa" riguarda un giacimento petrolifero, gestito dalla Total E&P, situato nell'alta valle del Sauro (Basilicata). A regime l'impianto avrà una capacità produttiva giornaliera di circa 50.000 barili di petrolio, 230.000 metri cubi di gas naturale, 240 tonnellate di GPL e 80 tonnellate di zolfo. Il progetto di sviluppo riguarda: la messa in produzione di 8 pozzi, di cui 6 già perforati e altri 2 da perforare; la costruzione di un centro di trattamento oli dove gli idrocarburi estratti, convogliati tramite una rete di condotte interrate (pipeline), verranno trattati e separati nei diversi sottoprodotti (petrolio grezzo, gas combustibile, zolfo e GPL) e, successivamente, immessi tramite canalizzazioni interrate; la costruzione di un centro di stoccaggio GPL (2 serbatoi interrati della capacità totale di 3.000 metri cubi) dotato di 4 punti di carico stradale, nonché la costruzione o la modifica di infrastrutture di servizio (adeguamento di strade comunali, realizzazione dei sistemi per l'alimentazione di acqua ed elettricità per il centro di trattamento, connessione alle reti esistenti per il trasporto e la distribuzione degli idrocarburi);

il greggio avrà quale terminale per lo stoccaggio e la movimentazione, proveniente dal giacimento "Tempa Rossa", l'impianto di raffinazione ENI di Taranto. Queste operazioni comporterebbero l'emissione di composti organici volatili fra cui anche gli idrocarburi policiclici aromatici, cosiddetti IPA, in una città come Taranto che subisce un'incidenza delle patologie tumorali allarmante;

nel 2011 la Giunta regionale della Puglia ha stabilito di prescrivere a carico dell'ENI la presentazione all'ARPA e all'ASL territorialmente competente la valutazione di incidenza sanitaria (VIS) per monitorare l'andamento sanitario connesso con l'attività di stabilimento al fine di tutelare la salute pubblica. Tale documento non è, a tutt'oggi, mai stato presentato o predisposto da parte di ENI;

il 24 luglio 2012 la Regione ha approvato la legge n. 21, recante "Norme a tutela della salute, dell'ambiente e del territorio sulle emissioni industriali per le aree pugliesi già dichiarate a elevato rischio ambientale", sulla valutazione del danno sanitario (VDS), che deve essere osservata anche se successiva alla procedura di VIA per le aree a rischio industriale;

nell'ottobre 2012 il Comune di Taranto ha approvato un ordine del giorno in cui si deliberava l'orientamento contrario alla realizzazione da parte dell'ENI SpA del nuovo impianto di stoccaggio e movimentazione del greggio denominato «Tempa Rossa», al fine di evitare un ulteriore rischio di inquinamento in un'area già fortemente compromessa dal punto di vista ambientale e socio-sanitario. Si chiedeva, inoltre, la riapertura immediata della procedura di autorizzazione integrata ambientale rilasciata all'ENI SpA per il progetto con l'inserimento, oltre alla valutazione del danno sanitario, anche quella relativa al rischio di incidenti rilevanti in materia di prevenzione dei grandi rischi industriali e, quindi, di assoggettamento alla direttiva "Seveso" (direttiva 82/501/CEE) rispetto all'autorizzazione di esercizio;

per ciò che attiene all'autorizzazione di esercizio la competenza è del comitato tecnico regionale per la prevenzione degli incendi, che è un organo dipendente direttamente dal Ministero dell'interno;

in data 25 settembre 2014 l'ARPA Puglia ha provveduto ad inviare al Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare un proprio report in cui si evidenzia l'incremento di emissioni IPA nella misura del 14 per cento;

l'assessore regionale per l'ambiente, in data 30 settembre, ha comunicato che è stata disposta la costituzione di una cabina di regia ARPA-ARES-ASL per la redazione della valutazione del danno sanitario;

l'esito della valutazione, ad opera della cabina di regia, sarebbe in grado di fornire un dato ulteriore ed essenziale per l'autorizzazione VIA-AIA da parte del Ministero,

si chiede di sapere:

se il Ministro dell'ambiente non ritenga necessario fermare l'iter di autorizzazione VIA-AIA in attesa di conoscere gli esiti della valutazione del danno sanitario, dal momento che sarebbe alquanto paradossale che un'eventuale valutazione negativa arrivasse a impianto costruito, producendo un ridimensionamento del "principio di precauzione" così come definito dalla normativa europea;

quali interventi i Ministri della salute e dell'interno intendano adottare in via precauzionale, nell'ambito delle rispettive competenze, al fine di avere un quadro socio-giuridico e amministrativo che tenga in debito conto delle ricadute delle esternalità negative che il processo di stoccaggio, e successiva raffinazione, produrrebbero sul territorio tarantino già fortemente segnato dal punto di vista sanitario, occupazionale, ambientale e paesaggistico.