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Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 3-01205


Atto n. 3-01205 (con carattere d'urgenza)

Pubblicato il 16 settembre 2014, nella seduta n. 311

DE PETRIS , BAROZZINO , CERVELLINI , DE CRISTOFARO , PETRAGLIA , STEFANO , URAS - Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. -

Premesso che:

il Corpo forestale dello Stato ha aperto un'indagine a seguito della morte dell'orsa Daniza che non è sopravvissuta alla narcosi disposta dalla Provincia autonoma di Trento;

il Corpo forestale dello Stato ipotizza il delitto di maltrattamento e uccisione di animale e all'uopo l'ispettorato generale su disposizione del capo del Corpo ha inviato una squadra altamente specializzata in questo tipo di indagini per supportare l'attività investigativa dei reparti territoriali;

già nel mese di agosto 2014 in seguito all'ordinanza emanata dalla Provincia autonoma di Trento che ordinava la cattura dell'orsa, il Corpo forestale dello Stato in una lettera indirizzata al direttore protezione natura del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e al presidente dell'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA) aveva espresso la "forte preoccupazione per la sopravvivenza dei cuccioli nati nell'anno se privati dell'assistenza della madre nella ricerca del cibo, nella scelta dei luoghi di rifugio, negli itinerari da percorrere e nella difesa da possibili minacce e da eventuali predatori";

stessa denuncia era stata inoltrata dal comandante regionale del Veneto del Corpo forestale dello Stato, Daniele Zovi, al presidente della Provincia autonoma di Trento, invitandolo a desistere dalla cattura;

una grande mobilitazione da parte delle associazioni ambientaliste è stata da tempo messa in campo al fine di sensibilizzare l'opinione pubblica e le autorità competenti sulla necessità di pervenire a soluzioni che non compromettessero la vita dei cuccioli e il programma europeo di reintroduzione dell'orso nell'arco alpino;

il 19 agosto 2014 l'ISPRA ha espresso un parere positivo alla cattura per captivazione permanente contraddicendo con tale decisione le premesse poste a base dello stesso parere che non rilevano "alcun comportamento anomalo dell'orsa" in quanto si precisa come "la reazione di difesa dei piccoli nei primi mesi di vita rientra tra i comportamenti parentali naturali della specie". Tale decisione appare ancora più incomprensibile in quanto lo stesso parere fa riferimento alla possibilità di attivare azioni alternative che non comportino la captivazione permanente nonché la necessità, in caso di "rimozione della madre", della previsione "di un attento monitoraggio dei due individui anche con tecniche radiotelemetriche al fine di assicurare la tempestiva registrazione di eventuali condizioni di denutrimento" ammettendo il probabile e quasi certo rischio di vita per i due cuccioli nell'imminenza della stagione del letargo;

la fretta e la segretezza con cui la Provincia, trincerandosi dietro la propria autonomia speciale, in questo caso male e colpevolmente utilizzata perché non vi è stato rispetto per la natura, l'ambiente e la fauna, ha svolto e così tragicamente concluso l'operazione, fa sorgere più di un sospetto sulle modalità e sulle motivazioni alla base dell'accaduto a dimostrazione dell'incapacità delle autorità locali di gestire il programma di reintroduzione dell'orso, e in particolare di tutelare e proteggere gli animali;

in base al progetto europeo "Life Ursus" il parco naturale Adamello-Brenta, gestito dalla Provincia autonoma di Trento, ha ottenuto negli anni scorsi ben 12 milioni di euro al fine di gestire al meglio la reintroduzione dell'orso in una zona dove il plantigrado è a rischio di estinzione;

gran parte del mondo scientifico ritiene fondato il legittimo e motivato timore che i due cuccioli di appena 7 mesi possano incontrare enormi difficoltà di sopravvivenza senza la guida della madre che avrebbe tenuto i piccoli con sé per almeno 2 anni;

in base alla legge n. 157 del 1992 la tutela della fauna selvatica è competenza del Ministero dell'ambiente,

si chiede di sapere:

se risponda al vero che il Ministero abbia dato l'autorizzazione per la cattura dell'orso Daniza, e su quali presupposti l'abbia data;

se, sulla base delle informazioni ricevute, l'azione del Ministero sia stata sufficientemente adeguata alla situazione che si è venuta a creare in Trentino-Alto Adige e se il Ministro in indirizzo non abbia provveduto ad un'adeguata verifica della corretta applicazione del programma di protezione degli orsi;

se non ritenga di adottare adeguate misure al fine di prevenire future fuorvianti e sbagliate decisioni da parte di organismi strumentali del Ministero, nel caso di specie l'ISPRA;

nonostante le denunce documentate delle associazioni ambientaliste e soprattutto del Corpo forestale dello Stato, per quale motivo non abbia adottato iniziative sensibili, decise e conoscibili per impedire la messa in opera del disegno a giudizio degli interroganti scellerato e irresponsabile della Provincia autonoma di Trento;

se non vi siano responsabilità nell'esecuzione materiale della cattura che appare a prima vista una vera e propria esecuzione mascherata, ritenendosi la cattura a mezzo di sedativi un'operazione che deve compiere personale esperto e qualificato, che non avrebbe sbagliato dosi, a meno di colpa o dolo;

quali iniziative di indagine e di sanzionamento delle varie responsabilità intenda porre immediatamente in essere;

se non ritenga di intervenire urgentemente, al fine di scongiurare il pericolo di morte per due cuccioli, affidando la gestione e la protezione dei due animali alle mani esperte del Corpo forestale dello Stato;

se non ritenga, per questioni inerenti alla natura, alla fauna e alla flora, utilizzare prioritariamente le competenze del Corpo forestale dello Stato;

se, approfittando dell'ancora aperto iter della riforma del Titolo V della Costituzione, non ritenga ormai più che maturo considerare e adoperarsi affinché la competenza esclusiva nella tutela della fauna selvatica sia affidata allo Stato, escludendo anche qualsiasi forma di autonomia.