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Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-02526


Atto n. 4-02526

Pubblicato il 22 luglio 2014, nella seduta n. 287

PETRAGLIA , CERVELLINI , DE PETRIS , STEFANO , URAS , BAROZZINO , DE CRISTOFARO - Ai Ministri delle infrastrutture e dei trasporti e dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. -

Premesso che:

nell'area Firenze, Pistoia, Lucca, Pisa e Livorno vive circa il 40 per cento della popolazione della Toscana (circa 2 milioni di abitanti a fronte di un numero complessivo di 3.679.000 abitanti) e si realizza quasi il 50 per cento della produzione economica toscana (con migliaia di imprese che usufruiscono anche dell'aeroporto di Pisa e del porto di Livorno, un lungo itinerario di città e periferie confinanti e comunicanti tra loro);

l'unica risposta che è stata data all'esigenza di mobilità delle persone e delle merci è, ad oggi, l'intenzione di realizzare la terza corsia sull'autostrada A11 Firenze-mare, che costerà oltre 2 miliardi di euro ed è motivo di ulteriore cementificazione della Toscana e che, bene che vada, andrà a regime nel 2025, con l'implicita assunzione che anche tra 10 o 15 anni la mobilità individuale su gomma, ereditata dal secolo scorso, sarà identica a quella di oggi, mentre in tutto il resto d'Europa si progettano soluzioni innovative capaci di garantire un'efficiente mobilità collettiva;

il servizio ferroviario toscano presenta delle criticità, con tempi di percorrenza indicibili, fuori dagli standard minimi europei;

la domanda di mobilità può essere soddisfatta anche attraverso la razionalizzazione degli orari e tempi dei servizi e promuovendo tutte le forme possibili di mobilità;

in Europa si realizzano tranvie elettriche, metropolitane, piste ciclabili, ovunque si sperimentano soluzioni alternative di mobilità rispetto all'uso del mezzo privato a motore, ci si prepara e si costruisce gradualmente l'alternativa;

la competitività del nostro Paese e la vivibilità delle nostre città dipenderanno molto dagli esiti di questa sfida giocata in campo europeo;

considerato che:

il 17 gennaio 2014 i sindaci di Pistoia e Lucca, Samuele Bertinelli e Alessandro Tambellini, hanno proposto un'iniziativa istituzionale congiunta alla Regione Toscana, ai sindaci e ai presidenti delle Province di Lucca, Pistoia, Prato e Firenze a favore del raddoppio e della velocizzazione della linea ferroviaria Viareggio-Firenze e volta ad accelerare gli interventi per la realizzazione di un efficiente collegamento metropolitano lungo la tratta Viareggio-Lucca-Pistoia-Prato-Firenze;

a parere dei sindaci si rende urgente la necessità di una svolta nell'attenzione e nell'impegno ad ogni livello, a partire dalle Ferrovie e dal Governo che devono avere l'obiettivo di rendere più efficienti le reti regionali, per produrre risultati concreti con adeguati finanziamenti per il raddoppio e la velocizzazione della linea;

il 21 gennaio 2014 il presidente della Regione Tocana Enrico Rossi ha espresso la necessità di un raddoppio di binario nella linea Pistoia-Viareggio per velocizzare i tempi di percorrenza, affermando che «per raddoppiare la Pistoia-Lucca servono solo 400 milioni» e che «non è una spesa eccessiva per una linea utilizzata da 40.000 pendolari al giorno», che «Governo e Ferrovie devono ora occuparsi prioritariamente del TPL e fare gli investimenti necessari», e che «la Regione è pronta a fare la sua parte», contribuendo all'investimento;

da più di 40 anni vari studi sottolineano la necessità di raddoppiare il binario nella linea Pistoia-Viareggio mostrandone le opportunità che ne scaturirebbero, a partire dallo studio (a cura di L. Boccia e G. Beneforti) pubblicato nel giugno 1973 nel quale si affermava che «nelle proposte di intervento della Regione Toscana sono previsti necessari raddoppi e ammodernamento della ferrovia Pistoia, Lucca, Pisa (nel primo quinquennio) e della tratta Lucca Viareggio (nel secondo quinquennio)», e che «il ruolo di Pistoia sarebbe stato nettamente riqualificato»; nella conferenza programmatica della provincia di Pistoia del 1974 era stata raccolta questa necessità; in un documento unitario del luglio 1977, firmato dal presidente della Provincia di Pistoia e da Pci, Dc, Psi, Psdi, Pri e indirizzato alla Regione, era scritto che «Le forze politiche pistoiesi ritengono che sia necessario il raddoppio della linea ferroviaria Pistoia-Lucca-Viareggio e il completamento della Lucca-Pisa-Livorno, per facilitare gli indispensabili collegamenti con l'aeroporto e il porto», che «quest'opera avrebbe rappresentato per Pistoia la priorità assoluta»; nel programma regionale di sviluppo 1979/1981 era stato confermato che era stata raggiunta un'intesa con l'azienda Ferrovie dello Stato per la progettazione del raddoppio della ferrovia Pistoia-Lucca-Viareggio; nello studio di fattibilità tecnica dell'ingegner Angelo Pezzati presente nel piano di indirizzo territoriale regionale del 1987 (collegio ingegneri ferroviari, ottobre 1987) era stato dimostrato che il raddoppio dei binari ferroviari ad ovest di Pistoia era tecnicamente possibile e che, con opportune e limitate variazioni di tracciato, si potevano raggiungere velocità assai elevate, fino a 140 chilometri/ora; in conseguenza di tale studio il Consiglio di amministrazione di Ferrovie dello Stato nel 1987 aveva deliberato il raddoppio della ferrovia Pistoia-Lucca (delibera n. 115 del 1987) e il Ministro dei trasporti pro tempore (con delibera n. 481-bis) aveva ratificato tale decisione prevedendo il relativo finanziamento (il progetto era caduto nel dimenticatoio come conseguenza di una successiva crisi di Governo); nel convegno del 9 giugno 2000, che si era svolto a Pistoia sul tema «La metropolitana per lo sviluppo», nella relazione di Tiziano Federighi, presidente del comitato tecnico scientifico di ricerca ferroviaria train, era stato affermato che «il raddoppio dei binari ad ovest di Pistoia va considerata una necessità anche per la funzionalità del Sistema Metropolitano tra Pistoia e Firenze, perché i treni provenienti da Lucca sono quelli che provocano ritardi che fanno un danno grave al SFM perché provocano la riduzione conseguente dei potenziali utenti»,

si chiede di sapere quali iniziative di competenza intenda intraprendere il Governo per risolvere i bisogni della mobilità delle persone e delle merci nell'area Firenze, Pistoia, Lucca, Pisa e Livorno, in modo da poter soddisfare l'esigenza dei collegamenti veloci tra le diverse città e il capoluogo regionale, principale centro attrattore di interessi e traffici con il minor impatto ambientale possibile, per poter cadenzare il flusso dei treni sui molti tratti a binario unico in termini molto più rapidi e frequenti di quanto si verifica ora, investendo in treni ed in sistemi di segnalazione più moderni per alleviare i disagi dei pendolari e favorire l'utilizzo della ferrovia per gli spostamenti di studenti e lavoratori in quest'area della Toscana.