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Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-02511


Atto n. 4-02511

Pubblicato il 21 luglio 2014, nella seduta n. 284

DE PETRIS , BAROZZINO , CERVELLINI , DE CRISTOFARO , PETRAGLIA , STEFANO , URAS , DE PIN , MUSSINI , CASALETTO , GAMBARO , ROMANI Maurizio , BENCINI - Al Ministro della giustizia. -

Premesso che:

con il decreto del Ministero della salute, adottato di concerto con i Ministeri delle politiche agricole alimentari e forestali e dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, di adozione delle misure d'urgenza ai sensi dell'art. 54 del regolamento (CE) n. 178/2002 concernenti la coltivazione di varietà di mais geneticamente modificato Mon 810 del 12 luglio 2013, si vieta nel territorio nazionale la coltivazione di varietà di mais Mon 810, entro il termine massimo di 18 mesi dalla sua adozione;

l'articolo 4, comma 8, del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 91, recante "Disposizioni urgenti per il settore agricolo, la tutela ambientale e l'efficientamento energetico dell'edilizia scolastica e universitaria, il rilancio e lo sviluppo delle imprese, il contenimento dei costi gravanti sulle tariffe elettriche, nonché per la definizione immediata di adempimenti derivanti dalla normativa europea", punisce con la reclusione da 6 mesi a 3 anni e con la multa da 10.000 a 30.000 euro chi viola i divieti di coltivazione, con atti adottati, anche in via cautelare, ai sensi degli artt. 53 e 54 del regolamento (CE) n. 178/2002;

la legge regionale del Friuli-Venezia Giulia del 28 marzo 2014, n. 5, che vieta la coltivazione di mais geneticamente modificato per un periodo non superiore a 12 mesi dalla sua entrata in vigore e dispone l'applicazione ai trasgressori della sanzione amministrativa pecuniaria da 5.000 a 50.000 euro irrogata dal servizio competente in materia di Corpo forestale regionale;

il Tar del Lazio il 24 aprile 2014 ha respinto il ricorso proposto da un imprenditore agricolo friulano per ottenere l'annullamento del decreto interministeriale del 12 luglio 2013;

è stata rigettata, da parte del Consiglio di Stato, la richiesta di sospensione in via cautelare degli effetti del decreto;

appreso dell'avvenuto sequestro del materiale vegetale transgenico con conseguente distruzione del campo coltivato presso Mereto di Tomba (Udine) da parte del Corpo forestale regionale;

il 25 giugno è stata presentata istanza per ottenere una misura cautelare di sequestro conservativo del materiale transgenico in altri campi coltivati a Ogm da parte della polizia giudiziaria presso la Procura della Repubblica di Udine;

tale richiesta, a quanto consta, risulta ancora disattesa nella continuità del reato,

si chiede di sapere:

quali azioni di competenza il Ministro in indirizzo intenda promuovere al fine di assicurare il rispetto delle leggi e garantire la prosecuzione delle attività di contrasto alle coltivazioni illegali;

se intenda procedere agli opportuni controlli attraverso il ricorso agli organi ispettivi del Ministero presso il Tribunale di Udine e gli uffici del procuratore aggiunto dottor Raffaele Tito per garantire la continuità dell'azione della Polizia giudiziaria.