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Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-02448


Atto n. 4-02448

Pubblicato il 9 luglio 2014, nella seduta n. 275

DI BIAGIO , BIGNAMI , MASTRANGELI , ORELLANA , SIMEONI , STEFANO , SOLLO - Al Ministro della giustizia. -

Premesso che:

nei giorni 25, 26 e 27 giugno 2014 si è svolto presso i padiglioni della fiera di Roma il concorso per la magistratura ordinaria;

stando a quanto segnalato all'interrogante da molteplici partecipanti, durante lo svolgimento delle prove concorsuali si sarebbero verificate delle irregolarità denunciate da numerosi candidati e, tra l'altro, riportate il giorno 4 luglio 2014 sugli organi di stampa, in particolare il "Corriere della Sera" ed "il Fatto Quotidiano";

in particolare, stando alle testimonianze evidenziate anche dagli articoli di stampa, il 26 giugno, presso il padiglione n. 3, alcuni candidati hanno rinvenuto sul banco di un altro candidato 3 codici annotati con la giurisprudenza, che sebbene vietati espressamente in sede concorsuale, erano stati paradossalmente timbrati e vidimati dalla commissione;

la commissione, a fronte delle rimostranze di alcuni candidati, non avrebbe preso dei provvedimenti in merito, ma avrebbe proceduto alla dettatura delle tracce da svolgere nonostante la contestazione dei candidati;

subito dopo la dettatura della traccia si è interrotta la fornitura di energia elettrica in tutti i padiglioni per circa mezz'ora, e al buio, senza che venisse data alcuna comunicazione circa la prosecuzione o la sospensione della prova concorsuale, la maggior parte dei candidati avrebbe liberamente comunicato sui contenuti della traccia falsando evidentemente gli esiti della prova e contravvenendo alle specifiche regole di corretto svolgimento delle prove;

la commissione, una volta ripristinata la regolare fornitura di energia elettrica, non si sarebbe preoccupata in alcun modo delle comunicazioni tra candidati fino a quel punto avvenute, limitandosi ad accordare tempo aggiuntivo per lo svolgimento della traccia;

in questo scenario particolarmente critico e soprattutto condizionato da molteplici eventi degni di approfondimento appare opportuno segnalare quello che è palesemente apparso il più deprecabile: il 27 giugno, verso le ore 10, nel padiglione n. 3, sarebbe stata scoperta una candidata che, ben prima della dettatura della traccia, avrebbe iniziato a scrivere sui fogli protocollati lo schema di un tema sul giudizio di ottemperanza, malgrado non fosse cominciata ufficialmente la prova e non fossero addirittura presenti i membri della commissione;

la candidata sarebbe stata presa in consegna da funzionari e dagli agenti della Polizia penitenziaria presenti e sottoposta a domande circa le ragioni per le quali aveva iniziato a scrivere di quel particolare tema a dettatura ancora non avvenuta, mentre il foglio protocollato con lo scritto sarebbe stato nel frattempo ritirato da un agente della Polizia penitenziaria;

ai candidati che chiedevano quali provvedimenti fossero stati presi nei suoi confronti il presidente della commissione avrebbe risposto al microfono frasi concitate contro coloro i quali chiedevano chiarimenti, minacciandoli altresì di denunciarli per interruzione di pubblico servizio e si sarebbe allontanato con la commissione senza dettare alcuna traccia da svolgere;

dopo un'ora la commissione sarebbe rientrata nel padiglione e avrebbe dato inizio alle operazioni concorsuali dettando le tracce mentre la candidata sorpresa a svolgere la traccia prima della dettatura sarebbe stata regolarmente fatta riaccomodare al suo posto; al riguardo non è dato sapere, all'interrogante e agli altri partecipanti, se alla stessa sarebbe stata data la possibilità di riappropriarsi dello scritto precedentemente segnalato e soprattutto la corrispondenza o meno della traccia con quella effettivamente svolta in anticipo dalla concorrente;

le operazioni concorsuali si sarebbero concluse alle ore 20, dopo 8 ore dalla dettatura;

in data 4 luglio 2014 il Ministero della giustizia, anche in risposta alle polemiche sorte a seguito delle denunce dei concorrenti e delle informazioni veicolate a mezzo stampa, diramava sul proprio sito istituzionale la seguente comunicazione: "In relazione a notizie di stampa su presunte irregolarità avvenute durante le prove scritte del concorso a 365 posti per magistrato ordinario del 26 giugno scorso, il Ministero della giustizia assicura sul regolare svolgimento delle suddette prove. Dai verbali delle operazioni risulta, in particolare, che nel corso delle prove scritte sono stati espulsi 19 candidati per le seguenti ragioni: 8 perché trovati in possesso di codici commentati, 9 perché trovati in possesso di appunti o altro materiale di supporto, 1 perché trovato in possesso di un dispositivo elettronico idoneo a fungere da data-base e 2 perché trovati in possesso di telefoni cellulari. Tutti i suddetti candidati sono stati immediatamente allontanati dall'aula senza poter continuare lo svolgimento delle prove. Quanto all'introduzione dei codici commentati, in particolare, si fa presente che i 29 Commissari nominati dal Consiglio superiore della magistratura, che ai sensi del R.D. 1860/1925, svolgono l'esclusivo compito di procedere alle preventive verifiche della durata di due giornate, hanno esaminato oltre 30.000 codici e testi di legge presentati dai 6781 candidati. E grazie alla continua opera di vigilanza svolta dal personale giudiziario nei padiglioni è stato possibile individuare la bassissima percentuale dello 0,3 per cento di testi vietati. I candidati espulsi sono stati allontanati dalla prova con specifico verbale firmato dal Presidente, dai componenti e dal segretario della commissione esaminatrice. Inoltre l'Ufficio concorsi del Ministero ha già attribuito loro l'inidoneità, nonché trasmesso al Consiglio superiore della magistratura i relativi verbali al fine di consentire al Consiglio stesso, ai sensi dell'art. 7, comma 4, del decreto legislativo 160/2006, di valutare l'esclusione dei candidati anche dai successivi concorsi";

nel comunicato nulla però si dice in merito all'episodio, forse più grave, dello svolgimento della traccia, prima della dettatura, da parte di una candidata come se la stessa ne fosse già a conoscenza;

a giudizio dell'interrogante, al di là del carattere deprecabile delle presunte o reali irregolarità segnalate in occasione di un evento concorsuale, ciò che emerge in maniera chiara e drammatica è senza dubbio l'aurea di disattenzione, confusione e pressappochismo che contraddistingue un momento tanto delicato e solenne quale quello dell'ufficiale selezione dei componenti della magistratura italiana, sui cui componenti, ai sensi degli articoli 101 e 104 della Carta costituzionale, dovrebbe vigere il principio di indipendenza, imparzialità e terzietà. Pertanto contaminare i meccanismi di selezione anche con il semplice dubbio di una mancata indipendenza o di una sanzionabile e incomprensibile agevolazione in capo ad un concorrente rischia di inficiare il ruolo, la missione e la configurazione del potere giudiziario in Italia, imponendo pertanto una presa di posizione e soprattutto di chiarimento da parte del Dicastero competente,

si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo, date le numerose irregolarità che si sarebbero verificate durante il concorso, non ritenga opportuno valutare l'annullamento delle prove, anche al fine di consentire la verifica e l'accertamento degli eventi "eccezionali" verificatisi ripetutamente nel corso della tornata concorsuale di tre giorni e quali provvedimenti ritenga di adottare al fine di fare chiarezza sulle motivazioni e le cause che avrebbero comportato il verificarsi dei numerosi casi di irregolarità.