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Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-02332


Atto n. 4-02332

Pubblicato il 17 giugno 2014, nella seduta n. 263

PETRAGLIA , DE PETRIS , BAROZZINO , CERVELLINI , DE CRISTOFARO , STEFANO , URAS - Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca. -

Premesso che:

è stato pubblicato dal sito internet del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca il testo definitivo del decreto interministeriale n. 28 del 5 giugno 2014 concernente il programma sperimentale per lo svolgimento di periodi di formazione in azienda per gli studenti degli ultimi 2 anni delle scuole secondarie di secondo grado per il triennio 2014-2016; il programma, previsto daldecreto-legge n. 104 del 2013 (art. 8-bis, comma 2), convertito, con modificazioni, dalla legge n. 128 del 2013, "contempla la stipulazione di contratti di apprendistato, con oneri a carico delle imprese interessate e senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica";

in base a quanto stabilito dalla legge, il decreto ministeriale, firmato dai Ministri dell'istruzione, del lavoro e delle politiche sociali e dell'economia e delle finanze, definisce: la tipologia delle imprese che possono partecipare al programma, nonché i loro requisiti, il contenuto delle convenzioni che devono essere concluse tra le istituzioni scolastiche e le imprese, i diritti degli studenti coinvolti, il numero minimo delle ore di didattica curriculare e i criteri per il riconoscimento dei crediti formativi;

considerato che, a quanto risulta agli interroganti:

il decreto ministeriale, che è stato oggetto di un solo incontro con le organizzazioni sindacali, il 2 aprile 2014, costituisce un documento da analizzare con grande attenzione, anche alla luce degli interventi normativi conseguenti sull'interazione tra sistema formativo e sistema produttivo; tali futuri interventi normativi dovranno collocarsi nella cornice della difesa dell'obbligo di istruzione e dell'elevamento dell'obbligo scolastico a 18 anni;

non risultano chiari i diritti e i doveri degli studenti in relazione al doppio status di alunni-apprendisti: in particolare il decreto ministeriale avrebbe dovuto indicare le coordinate del rapporto tra quanto previsto dallo "statuto delle studentesse e degli studenti" (decreto del Presidente della Repubblica n. 249 del 1998) e i contratti individuali di lavoro in apprendistato; tale omissione rischia di creare grosse conflittualità con gli studenti e anche le loro famiglie;

ad eccezione della parte sulla pregressa esperienza dei percorsi di alternanza scuola-lavoro, tirocini curricolari, stage e l'osservanza delle norme vigenti su tutela della salute nei luoghi di lavoro, tutti gli altri requisiti appaiono carenti;

non è definita "la capacità formativa interna anche a favore dei tutor e dei docenti delle scuole convenzionate"; in questo contesto non è condivisibile la mancata previsione di precisi elementi di qualificazione del tutor aziendale, a fronte del fatto che questa figura fornisce elementi per la valutazione degli studenti o che potrebbe coadiuvare la commissione per gli esami di Stato per la predisposizione della terza prova scritta;

singolare appare il fatto che, nell'individuazione della coerenza tra percorso formativo della scuola secondaria di secondo grado e tipologia di azienda, non si faccia alcun riferimento, ad esempio, alla "Tabella indicativa delle correlazioni tra l'offerta di istruzione e formazione tecnica e professionale e le aree economiche professionali, le filiere produttive, aree tecnologiche/ambiti degli ITS ed i cluster tecnologici" (l'allegato B del decreto interministeriale 7 febbraio 2013 sulle Linee guida per gli istituti tecnici superiori e i poli tecnici professionali);

la relazione tecnica chiarisce che gli studenti-apprendisti saranno raggruppati in un'unica classe e che comunque il programma sperimentale non comporterà modifiche al numero di classi autorizzate: in altre parole il programma potrà essere attivato solo dove sarà possibile avere un numero di studenti pari ad una classe. Questo potrebbe comportare una riorganizzazione anche delle classi quarte in relazione agli studenti "non apprendisti":

si presume che tale programma avrà, nell'immediato, un impatto modesto e una concreta applicazione solo nei casi di grandi aziende che hanno da tempo già impostato un lavoro con alcune scuole del territorio che dovranno, a loro volta, rivedere i loro interventi alla luce del presente decreto,

si chiede di sapere:

come il Ministro in indirizzo intenda porre rimedio alle conseguenze che si produrranno a causa del ritardo della pubblicazione del decreto ministeriale, dato che questa dilazione renderà quasi impraticabile qualsiasi serio tentativo di orientamento per gli studenti delle classi terze e la realizzazione della parte relativa alla "manifestazione di interesse" al programma, definito all'art. 1, comma 2;

in quale modo intenda garantire che siano stabilite regole di comportamento comuni nell'ambito della stipula dei protocolli d'intesa nazionali o regionali e non già una regolamentazione a livello di singola istituzione scolastica.