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Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 1-00133 Testo 2


Atto n. 1-00133 (Testo 2)

(Riformulazione del n. 1-00133)

Pubblicato il 17 giugno 2014, nella seduta n. 263
Esame concluso nella seduta n. 266 dell'Assemblea (19/06/2014)

DE PETRIS , BAROZZINO , CERVELLINI , DE CRISTOFARO , DE PIN , GAMBARO , MASTRANGELI , PETRAGLIA , STEFANO , URAS

Il Senato,

premesso che:

la città di Civitavecchia (Roma), fin dai primi anni '60, ha subito la realizzazione di 3 diverse centrali termoelettriche con una concentrazione di emissioni che ha portato un impatto dirompente sulla salute della cittadinanza e sulle condizioni generali dell'ambiente, pregiudicando, peraltro, uno sviluppo e un'economia alternativi;

il decreto VIA del 24 dicembre 2003 ha autorizzato Enel a riconvertire la centrale da olio combustibile a carbone impiegando tre gruppi da 660 Mw ciascuno;

i cittadini di Civitavecchia, Tarquinia, Allumiere, Tolfa, Santa Marinella, Cerveteri e Ladispoli già dal dicembre 2000, data in cui Enel cominciò a proporre l'idea della riconversione a carbone, si sono organizzati in molteplici comitati e associazioni volti ad impedirla;

i dati relativi alla salute pubblica nel comprensorio di Civitavecchia sono semplicemente allarmanti, tutti gli studi epidemiologici dai primi anni '90 ad oggi dimostrano la gravità della situazione: nel provvedimento di valutazione dell'impatto ambientale per l'impianto Torre Valdaliga Nord (Tvn) si legge: "in un'area dove non è possibile escludere che le emissioni avvenute nel passato abbiano comportato un impatto sulla salute umana che non si sia ancora completamente manifestato";

nel biennio 1990-1991 l'Osservatorio epidemiologico regionale (OER) ha rilevato a Civitavecchia un'incidenza di mortalità per tumore ai polmoni, bronchi e trachea superiore al 35 per cento della media regionale. In dettaglio, nel 1996 l'OER, nell'analizzare i dati relativi al triennio 1990-92 ha accertato che Civitavecchia (comprensiva di Tolfa, Allumiere e Santa Marinella) è al secondo posto nel Lazio per mortalità per tumori e al primo per quella relativa ai tumori ai polmoni;

nell'ottobre 1999 sempre l'OER ha riscontrato una mortalità delle donne nel territorio di Civitavecchia superiore del 12 per cento rispetto alla media del Lazio. Notevolissime le incidenze di mortalità per cancro alla trachea, ai bronchi e ai polmoni, nella misura del 23 per cento in più. Inoltre la rivista "Occupational environmental medicine" nel settembre 2004 ha pubblicato una ricerca che dimostra che nell'area di Civitavecchia il rischio di cancro al polmone sarebbe al 20-30 per cento rispetto alla media regionale;

uno studio commissionato dal National institute of environmental hearth sciences (NIEHS) ha chiaramente messo in relazione l'aumento del rischio di avere il cancro al polmone con l'esposizione cronica alle polveri provenienti dalla combustione dei combustibili fossili;

il centro pneumologico Conti Curzia di Civitavecchia, in una ricerca effettuata nel 2001 su ragazzi tra gli 11 e i 14 anni, ha riscontrato che il 56,3 per cento dei soggetti è affetto da asma, allergie e altre sindromi dell'apparato respiratorio, la percentuale più alta nella regione Lazio;

uno studio dell'ottobre 2006 pubblicato in "Epidemiologia e prevenzione", a cura di V. Fano, F. Forastiere, P. Papini, V. Tancioni, A. Di Napoli, C. A. Petrucci, ha evidenziato che: "l'analisi dei ricoveri ospedalieri aggiunge informazioni al quadro epidemiologico dell'area, con risultati coerenti con quelli di mortalità e che confermano i risultati di studi precedenti: tumore polmonare pleurico e asma bronchiale sono in eccesso. Una novità rispetto alle conoscenze già note è costituita dall'aumento di incidenza dell'insufficienza renale cronica, rilevato dal registro regionale dialisi";

il recente studio condotto dal Dipartimento di epidemiologia della Regione Lazio, relativo al periodo 2006-2010, fa emergere dei dati allarmanti. "A Civitavecchia il tasso di mortalità causato da tumori al polmone e alla pleura è il 30% più alto rispetto al resto della regione Lazio". A dirlo è il dottor Francesco Forastiere, che ha condotto la ricerca. "Insieme a questo vi è anche un aumento delle morti per malattie respiratorie croniche - continua Forastiere - queste due malattie hanno un'origine non solo nel fumo di sigaretta, ma anche nell'esposizione nei posti di lavoro e nell'impatto ambientale". I fattori che hanno portato a questa condizione sono però molteplici. "C'è da considerare l'amianto presente sulle navi, le emissioni delle centrali, l'inquinamento del porto e tutta una serie di circostanze che hanno colpito il territorio negli ultimi venti/trent'anni", precisa Forastiere. Allora, i dati a disposizione non riguardano solamente gli ultimi anni, ma l'esposizione a cui è andata incontro la popolazione di Civitavecchia, Allumiere, Tarquinia, Tolfa e Santa Marinella a partire dagli anni '80;

l'Azienda sanitaria locale Asl RmF ha, nel mese di maggio 2013, deliberato l'istituzione del registro dei tumori, strumento epidemiologico ormai irrinunciabile per Civitavecchia ed il suo comprensorio a fronte dell'incidenza delle patologie tumorali riscontrate;

rilevato che:

in data 12 marzo 2013 il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare ha rinnovato l'autorizzazione integrata ambientale (AIA) dell'impianto di Torre Valdaliga Nord aggravando ulteriormente la già precaria situazione ambientale e sanitaria. Ciò si evince dalla comparazione dei limiti emissivi, delle ore di funzionamento e della quantità di combustibile utilizzato nelle diverse autorizzazioni dal 2003 ad oggi (si vedano: decreto VIA n. 55/2003 del Ministero delle attività produttive, Limiti secondo le migliori tecnologie esistenti secondo le normative europee e nazionali, dati da report Enel 2011 e 2012, decreto AIA 2013);

dalla comparazione si evince chiaramente che dal 2003 al 2013 si è prodotto un complessivo peggioramento delle condizioni di esercizio della centrale con particolare riferimento alle ore di funzionamento che passano da 6.000 a 7.500 all'anno in più per ogni gruppo della centrale Tvn;

il consumo di carbone è passato da 3.600.000 a 4.500.000 tonnellate all'anno con un aumento di 900.000 tonnellate, pari al 25 per cento in più, rendendo nullo il parere della Regione Lazio in fase di valutazione di impatto ambientale all'interno della quale veniva richiesta la limitazione di produzione di energia con 3 gruppi e non 4, proprio per limitare l'uso di combustibile fossile;

un ulteriore aspetto critico (presente a pagina 109 del parere istruttorio conclusivo dell'AIA 2013) consiste nell'autorizzazione ad utilizzare carbone con tenore di zolfo inferiore all'1 per cento anziché inferiore allo 0,3 per cento come previsto dal piano di riqualificazione della qualità dell'aria della Regione Lazio;

rilevato inoltre che:

dai primi di aprile 2013 la discarica di Malagrotta in ottemperanza alle normative europee ha cessato il ricevimento dei rifiuti indifferenziati. L'immobilismo degli ultimi anni ha portato all'ennesima emergenza rifiuti e all'ennesimo commissariamento della sua gestione nelle mani del commissario Goffredo Sottile;

il 14 febbraio 2013 il Ministero dell'ambiente ha decretato la semplificazione della normativa che prevede la combustione del CDR (combustibile da rifiuti) o del CSS (combustibile solido secondario) e il declassamento del CSS da rifiuto a combustibile di qualità, all'interno di siti produttivi come cementifici o centrali termoelettriche;

il Consiglio di Stato, capovolgendo una precedente decisione del Tar del Lazio sullo stesso provvedimento, ha emesso un'ordinanza accogliendo la richiesta di cautelare formulata dalla Regione, sospendendo così l'esecutività della sentenza del Tar impugnata. Di fatto, con questo provvedimento, è ormai vigente il piano regionale dei rifiuti varato dalla Giunta Polverini, approvato con deliberazione del Consiglio regionale del Lazio del 18 gennaio 2012, n. 14;

il commissario straordinario per l'emergenza rifiuti del Lazio Goffredo Sottile, nell'espletamento delle sue funzioni, ha il pieno potere decisionale anche al fine di individuare siti per l'incenerimento di CDR o CSS;

a tal fine il commissario Sottile ha richiesto agli uffici regionali (Dipartimento programmazione economica e sociale, Direzione regionale attività produttive e rifiuti) l'elenco degli impianti esistenti utilizzabili fin da oggi (decreto del Ministero dell'ambiente 25 marzo 2013 prot. n. 100 - Riscontro nota prot. n. 242/2013/U del 27 marzo 2013). Nell'elenco prodotto dalla Regione (prot. 58344 DB/04/13 del 28 marzo 2013) risultano presenti, tra gli altri, gli impianti termoelettrici di Torre Valdaliga Nord e Torre Valdaliga Sud;

come detto, il Comune di Civitavecchia ha deliberato di istituire attraverso la Asl RmF il registro dei tumori, quale studio dell'incidenza e della prevalenza dei tumori;

il Comune, attraverso un'ordinanza del sindaco del 26 aprile 2013, ha disposto il divieto totale ed assoluto di combustione presso le centrali elettriche e presso gli altri opifici industriali presenti sul territorio, con qualsiasi modalità e con l'utilizzo di qualsiasi procedimento tecnico, di rifiuti e di materiale di risulta, siano essi di natura organica o inorganica e ha ordinato che le forze dell'ordine, il Corpo della Polizia locale, la Asl, 1'Arpa Lazio, l'Ispra ed il competente Servizio comunale ambiente curino l'attuazione ed il rispetto della disposizione;

i Comuni del territorio hanno approvato e stanno approvando un'identica mozione che impegna le amministrazioni di competenza a mettere in campo ogni azione necessaria a impedire che le centrali di Torre Valdaliga Nord e di Torre Valdaliga Sud siano utilizzate per l'incenerimento del combustibile da rifiuti e combustibile solido secondario;

la Provincia di Roma, nel pieno delle sue funzioni, si è più volte espressa, attraverso mozioni, approvate all'unanimità del Consiglio, contro ogni ipotesi di incenerimento di rifiuti negli impianti di Torre Valdaliga Nord e Torre Valdaliga Sud,

considerato infine che gli effetti nefasti dell'AIA firmata dall'ex sindaco Tidei a marzo 2013 si stanno già sviluppando in tutta la loro gravità: l'autorizzazione integrata ambientale (AIA) ha concesso ad Enel di aumentare la quantità di carbone da utilizzare e aumentare le ore di funzionamento degli impianti di Torre Valdaliga Nord ed ogni impianto, di qualsiasi tipo, e a maggior ragione una centrale dalla portata di 1.950 MegaWatt, ha necessariamente bisogno di periodi di "fermo" per la manutenzione e la sicurezza. Nell'anno 2013 Enel ha eseguito due fermate programmate di 2 delle 3 caldaie presenti a TVN. La prima è stata effettuata nel mese di maggio 2013 (per l'intero mese) mentre la seconda da ottobre a dicembre 2013 (per un totale di 9 settimane). Nell'anno 2014 sembra che Enel abbia messo in programma due fermi delle caldaie sez.4 e sez.2 sempre nei mesi di maggio ed ottobre. A differenza del 2013 però i tempi di intervento saranno drasticamente ridotti; la fermata di maggio sarà di sole 2 settimane e quella da ottobre di 7 settimane. Il solo spegnimento e raffreddamento della caldaia comporta 2 giorni. Il restringimento dei tempi di fermo produce inevitabilmente un peggioramento della qualità delle manutenzioni e, di conseguenza, dell'efficienza degli impianti, come nel caso dei filtri DESOX e GGH per l'abbattimento dei fumi; in aggiunta alla riduzione di efficienza dell'impianto, la riduzione dei tempi destinati alla manutenzione e alla qualità portano all'inevitabile diminuzione della sicurezza per i lavoratori, impegnati nel medesimo delicato lavoro ma con meno tempo a disposizione; anche sul piano occupazionale persistono molte criticità: dal 20 marzo Enel ha ridimensionato tutte le lavorazioni non indispensabili per il normale esercizio dell'impianto, ma di vitale importanza per l'imprenditoria locale. Le normali attività di manutenzione, se non supportate dalle "attività polmone" non sono sufficienti per la sopravvivenza delle imprese che vi operano, anche perché la maggior parte delle attività possono essere effettuate solo ad impianto spento proprio per tutelare la sicurezza degli operatori; la preoccupazione per l'ambiente, il lavoro e la sicurezza dovrebbero essere al centro dei programmi dell'Enel. Non può essere accettabile che da una parte l'ente elettrico acquisisca oggettivi vantaggi dall'AIA a firma Tidei e dall'altra disinvesta sulle politiche di qualità e sicurezza per i lavoratori e l'ambiente,

impegna il Governo:

1) a riaprire immediatamente la Conferenza dei servizi sull'AIA della centrale di Torre Valdaliga Nord al fine di un generale ridimensionamento delle condizioni di esercizio con una relativa diminuzione delle ore di lavorazione dell'impianto, delle quantità annue di carbone bruciabile e, in modo particolare, riguardo alla chiusura dell'impianto entro e non oltre il 2020 e, nel frattempo, a mettere in campo tutte le azioni necessarie a riconvertire le maestranze attualmente impiegate negli impianti termoelettrici;

2) a garantire il rispetto dei limiti imposti dal piano di riqualificazione dell'aria della Regione Lazio (per quanto riguarda il contenuto di zolfo minore dello 0,3 per cento) nei combustibili utilizzati da tutti gli opifici industriali presenti nel comprensorio di Civitavecchia, in particolar modo da parte delle due centrali termoelettriche esistenti, nonché delle navi mercantili e da crociera che transitano nel porto di Civitavecchia;

3) ad assicurare il rispetto di quanto espresso nell'AIA dell'impianto di Torre Valdaliga Sud rilasciata il 5 aprile 2011 che decreta lo smantellamento del quarto gruppo;

4) a far osservare tutte le prescrizioni e compensazioni previste nella VIA di TVN ai sensi del decreto n. 55 del 2003 e successive modificazioni, mai rispettate da Enel;

5) ad assicurare che nel territorio di Civitavecchia sia scartata ogni ipotesi di nuova realizzazione e /o utilizzo degli esistenti impianti per la produzione di energia elettrica di termovalorizzazione e ossidazione termica di qualsiasi sostanza, compresi il CDR (combustibile da rifiuti) e il CSS (combustibile solido secondario).

(In allegato alla presente mozione è stata presentata documentazione che resta acquisita agli atti del Senato).