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Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 1-00262 Testo 2


Atto n. 1-00262 (Testo 2) (procedura abbreviata)

(Riformulazione del n. 1-00262)

Pubblicato il 17 giugno 2014, nella seduta n. 263
Esame concluso nella seduta n. 264 dell'Assemblea (18/06/2014)

PIGNEDOLI , RUTA , ALBANO , BERTUZZI , GATTI , SAGGESE , SCALIA , VALENTINI , FEDELI , PADUA , DE BIASI , AMATI , ANGIONI , ASTORRE , BORIOLI , CALEO , CANTINI , CIRINNA' , COCIANCICH , CORSINI , CUCCA , CUOMO , D'ADDA , DEL BARBA , DE MONTE , DI GIORGI , ESPOSITO Stefano , FABBRI , FAVERO , FERRARA Elena , FORNARO , GHEDINI Rita , GIACOBBE , GINETTI , GOTOR , GRANAIOLA , GUERRA , GUERRIERI PALEOTTI , IDEM , LEPRI , LO GIUDICE , LUMIA , MANASSERO , MARGIOTTA , MARINO Mauro Maria , MARTINI , MATTESINI , MICHELONI , MIGLIAVACCA , MIRABELLI , MORGONI , MOSCARDELLI , ORRU' , PAGLIARI , PARENTE , PEGORER , PEZZOPANE , PUPPATO , RANUCCI , RICCHIUTI , ROSSI Gianluca , RUSSO , SANGALLI , SANTINI , SILVESTRO , SOLLO , SONEGO , TONINI , TURANO , VACCARI , VATTUONE , VERDUCCI , ZANONI , ZAVOLI , CARDINALI , FINOCCHIARO , MARCUCCI , MINEO , SPILABOTTE , TOMASELLI

Il Senato,

premesso che:

Expo 2015 costituisce una straordinaria occasione di confronto per i rappresentanti della comunità internazionale sui temi riguardanti l'agricoltura, l'alimentazione, l'ambiente e sulle principali sfide che l'umanità dovrà affrontare nei prossimi decenni per cercare di raggiungere un equilibrio tra la necessità di produrre cibo e il dovere di tutelare le risorse del pianeta per le generazioni future;

la forza dell'esposizione, dedicata al tema "Nutrire il pianeta, energia per la vita", si misurerà anche in relazione al messaggio culturale che saprà lanciare alla necessità di affrontare e risolvere i grandi paradossi su cibo e alimentazione che il mondo contemporaneo sta affrontando;

tra questi, emergono in particolare la devastante iniquità tra la scarsità di cibo da un lato e problemi di sovranutrizione dall'altro, la competizione nell'utilizzo di suolo agricolo e di acqua tra alimentazione umana, animale e produzione di biocarburanti, la drammatica coesistenza di povertà alimentare e spreco di cibo lungo la filiera;

una delle principali sfide per l'economia contemporanea sta nel garantire le condizioni per un uso sostenibile delle risorse naturali a livello globale, a partire da un'equa distribuzione delle risorse tra i popoli del pianeta che metta al primo posto il diritto di tutti e tutte ad una sana e corretta alimentazione;

la crescita dello squilibrio tra risorse esistenti e una popolazione mondiale in costante e forte aumento si intreccia con ulteriori criticità, connesse ai cambiamenti climatici, ad una gestione non oculata delle risorse idriche, al consumo di suolo agricolo sottratto alla produzione di cibo, ai problemi di approvvigionamento energetico, alla crescente occidentalizzazione delle diete che conduce a sostituire, in misura sempre maggiore, l'alimentazione a base di proteine vegetali con quella a base di proteine animali;

la sicurezza alimentare è al contempo conseguenza e precondizione dello sviluppo umano; come definito da Mario Campli del Comitato economico e sociale europeo "il benessere nutrizionale delle fasce povere di popolazione non è soltanto una conseguenza dello sviluppo ma anche un suo presupposto, è una situazione in cui si devono verificare quattro aspetti: disponibilità quantitativa di cibo; accesso fisico, economico; utilizzo corretto; stabilità nel tempo della disponibilità dell'accesso e dell'utilizzo";

considerato che:

secondo la FAO, circa un terzo della produzione mondiale di cibo destinato al consumo umano (pari a circa 1,3 miliardi di tonnellate all'anno) viene persa o sprecata lungo la filiera agro-alimentare, un quantitativo quadruplo rispetto alla necessità nutrizionale stimata di oltre 868 milioni di persone malnutrite nel mondo; sempre secondo la FAO, nonostante l'enorme diffusione della fame e della malnutrizione, più di un terzo delle terre emerse dell'intero pianeta ed il 70 per cento delle terre agricole sarebbe già utilizzato per la produzione di mangimi per animali, mentre le stime sulla domanda globale di biocarburanti prevedono un raddoppio al 2020 (172 miliardi di litri) rispetto ai livelli del 2008 (81 miliardi di litri);

oggi, paradossalmente, per ogni persona malnutrita nel mondo, ve ne sono 2 obese o in sovrappeso; d'altro canto, a fronte di 36 milioni di persone che ogni anno muoiono per mancanza di cibo, altre 29 milioni di persone ogni anno muoiono per malattie correlate ad un eccesso di cibo;

le speculazioni finanziarie sulle derrate alimentari determinano la volatilità nei mercati e l'aumento dei prezzi dei generi alimentari, costituendo una minaccia al diritto dell'uomo al cibo e provocando profondi danni sociali e ambientali;

considerato altresì che:

negli ultimi anni, società multinazionali e soggetti finanziari nonché Paesi dotati di molta liquidità ma di scarse estensioni coltivabili, stanno procedendo all'acquisto di milioni di ettari di terra in varie aree del mondo, dando luogo a quella che ormai viene considerata una vera e propria "nuova corsa all'oro", la "land grabbing". Un recente rapporto ("Down on the farm" del 2014) del californiano Oakland institute sostiene che tra il 2000 e il 2011 un'area che corrisponde a 8 volte quella del territorio britannico è stata comprata o presa in locazione in Paesi "poveri" e in "via di sviluppo", con implicazioni negative rilevanti sulla sicurezza e la sovranità alimentare delle popolazioni locali;

negli ultimi decenni, soprattutto nei Paesi a più antica antropizzazione, l'urbanizzazione ha conosciuto un'accelerazione senza precedenti. Il suolo è una risorsa limitata non rinnovabile, ed è elemento fondamentale per funzioni ecologiche relative a regolazione dei cicli naturali dell'acqua e delle sostanze minerali e organiche nell'ecosistema, per funzioni biologiche in quanto habitat di una vastissima gamma di esseri viventi, per funzioni economiche quale base delle produzioni agricole, per funzioni culturali in quanto elemento del paesaggio e memoria storica delle attività umane;

l'incremento delle rese produttive in Europa è arrivato al culmine con la rivoluzione verde del Novecento, grazie a migliori varietà vegetali e agli alti livelli di meccanizzazione, ma anche per un uso intensivo di fertilizzanti con il conseguente, rilevante, costo ambientale e la riduzione preoccupante del ricco patrimonio di biodiversità di cui l'Europa era dotata;

rilevato che:

il tema di Expo "Nutrire il pianeta, energia per la vita" sintetizza e rilancia in modo circolare i problemi dell'umanità del terzo millennio: cibo e sostenibilità, alimentazione, energia, pianeta, vita;

il documento strategico di Expo propone un dibattito sul tema dell'alimentazione in una "prospettiva comprensiva di tutti gli aspetti e di tutte le sfumature ideali e culturali del tema, che tenga conto delle molteplici interazioni in gioco, dalla lotta alla fame, alla sostenibilità, alla salute, al cibo come strumento di pace ed espressione culturale";

l'Esposizione universale italiana è un banco di prova per tutti i soggetti partecipanti che si interrogano sulle conseguenze delle proprie azioni per le generazioni presenti e future, e costituisce un'importante sfida per il nostro Paese, impegnato con il Bureau international des expositions a realizzarla;

l'evento è un'occasione non solo per rendere visibili la creatività e la capacità innovativa dei singoli sistemi alimentari ma, soprattutto, per far emergere le questioni più urgenti legate al tema della manifestazione, in un confronto che accresca conoscenza e consapevolezza dell'esigenza di un "patto globale per il cibo";

oltre alle istituzioni pubbliche e al comitato promotore, anche il mondo della ricerca e dell'imprenditoria privata (dal Consiglio nazionale delle ricerche e al museo Leonardo che propongono la "Carta costituzionale dell'agroalimentare", alla fondazione Barilla center for food & nutrition che propone il "protocollo di Milano") sta opportunamente avanzando proposte affinché Expo 2015 sia effettivamente l'occasione per giungere alla definizione di un accordo internazionale tra gli Stati partecipanti per stabilire politiche comuni che identifichino soluzioni per i grandi problemi oggi legati a cibo e alimentazione, al fine di giungere alla sottoscrizione da parte di ciascuno Stato di impegni su obiettivi concreti, raccolti in un protocollo globale del cibo;

rilevato altresì che grazie alla presenza nel territorio italiano di molte realtà in cui si è già realizzata una sintesi tra biodiversità, naturalità, eccellenza nelle produzioni agricole, tecniche e tecnologie agronomiche di precisione e aspetti salutistici legati alla dieta alimentare, Expo potrebbe rappresentare anche l'occasione per far conoscere al mondo le diverse aree del nostro Paese in cui tutti questi caratteri si realizzano in sinergia, attraverso l'attivazione di linee di indirizzo per la promozione di un "Expo dei territori",

impegna il Governo:

1) ad attivarsi affinché Expo 2015 veda protagonista gli Stati partecipanti, le istituzioni internazionali, gli enti pubblici e privati facenti parte del sistema Italia, in merito alle tematiche di seguito elencate, nonché in merito alle politiche pubbliche e alle buone pratiche che ne devono conseguire, con obiettivi puntuali che realizzino un vero e proprio "patto globale del cibo" secondo le seguenti linee-guida;

2) sull'agricoltura a fini alimentari e il contrasto alle speculazioni finanziarie, ad elaborare e incentivare nuove pratiche agronomiche al fine di ridurre l'impatto sociale e ambientale della produzione agricola responsabile, negli ultimi decenni, della perdita di interi ecosistemi attraverso un processo incessante di deforestazione, e protagonista più di recente di uno squilibrio nella destinazione delle produzioni agricole tra utilizzo alimentare ed energetico;

3) sull'agricoltura a fini alimentari e il contrasto alle speculazioni finanziarie, a promuovere iniziative in ambito internazionale che puntino a prevedere un limite di destinazione delle produzioni agricole tra cibo ed energia;

4) sull'agricoltura a fini alimentari e il contrasto alle speculazioni finanziarie, a definire anche un chiaro e certo quadro normativo, una regolamentazione uniforme a livello internazionale dei mercati finanziari, per evitare le elusioni delle regole dovute alla mancanza di normative internazionali, anche ripartendo dal piano di azione sulla volatilità dei prezzi alimentari e sull'agricoltura iniziata dai Ministri dell'agricoltura nel G20 del 2011 rimasto incompiuto;

5) sull'agricoltura sostenibile, ad elaborare politiche pubbliche per l'incremento produttivo nelle aree del mondo meno produttive, al fine di avvicinare la domanda di cibo in aumento alla capacità di offerta attraverso pratiche agricole ecosostenibili;

6) sull'agricoltura sostenibile, ad incentivare le politiche e i programmi di sviluppo rurale nelle aree agricole mondiali così da consentire agli Stati di valorizzare le produzioni e la materie prime locali e ai produttori di essere più protagonisti nel governo delle produzioni agricole e nelle dinamiche di commercializzazione, primi garanti della sicurezza e della salubrità delle produzioni;

7) sull'agricoltura sostenibile, a definire pratiche innovative che utilizzino alte tecnologie, metodi indicati dalle coltivazioni biologiche, sistemi agricoli di precisione, anche al fine di un utilizzo oculato delle risorse idriche, ad esempio il cosiddetto "more crop per drop" ovvero "più raccolto per ciascuna goccia";

8) sulla riduzione degli sprechi nella filiera alimentare, a contribuire ai lavori in corso, coordinati dal WRI (World resource institute) per la definizione di un protocollo mondiale ("Food waste protocol") per la quantificazione e il monitoraggio degli sprechi e delle perdite alimentari lungo la filiera; uniformare le modalità di quantificazione e monitoraggio degli sprechi e delle perdite alimentari adottate dai singoli Paesi alle specifiche che saranno definite dal protocollo;

9) sulla riduzione degli sprechi nella filiera alimentare, a valorizzare e diffondere il know how prodotto nell'ambito delle principali iniziative europee e internazionali sul tema, a partire dal progetto europeo "Fusions" (cui partecipano per l'Italia il Dipartimento di scienze e tecnologie agro-alimentari dell'università di Bologna e lo spin-off accademico "Last minute market") e dall'iniziativa "Save food" della FAO;

10) sulla riduzione degli sprechi nella filiera alimentare, a definire un target globale di riduzione degli sprechi e delle perdite alimentari e le relative strategie e misure da adottare tenendo conto delle differenze esistenti nelle diverse aree del mondo e nei diversi anelli della filiera;

11) sulla riduzione degli sprechi nella filiera alimentare, a predisporre strumenti atti a facilitare la collaborazione e lo scambio di know how tra Paesi sul tema degli sprechi alimentari, all'interno del contesto già avviato dalla FAO attraverso l'iniziativa Save food;

12) sulla riduzione degli sprechi nella filiera alimentare, a promuovere l'adozione da parte dei singoli Paesi di specifici piani nazionali di prevenzione degli sprechi alimentari, valorizzando il percorso già avviato in Italia con il piano nazionale di prevenzione degli sprechi alimentari (PINPAS) del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e la gerarchia di interventi proposti per la prevenzione, la riduzione e il recupero delle perdite e degli sprechi;

13) sull'eradicazione della fame e lotta all'obesità, attenendosi agli obiettivi di sviluppo del millennio fissati dalle Nazioni Unite, ad intraprendere adeguate azioni tese a fornire a tutte le fasce della popolazione l'accesso permanente al cibo, a porre fine alla malnutrizione, a rendere i sistemi di produzione alimentare più produttivi, efficienti, sostenibili e resilienti, ad assicurare l'accesso al mercato ai piccoli produttori alimentari;

14) sulla promozione del valore del cibo e di stili alimentari bilanciati, a definire un impegno comune della comunità internazionale e delle relative istituzioni rappresentative al fine di promuovere ed affermare un nuovo approccio al cibo che ne sottolinei il valore nella scala delle priorità dei consumi;

15) sulla promozione del valore del cibo e di stili alimentari bilanciati, a favorire la diffusione di modelli nutrizionali attenti all'impatto sulla salute e sull'ambiente, attraverso informazioni accessibili al consumatore volte alla promozione di scelte più consapevoli da parte dei cittadini;

16) a definire, in accordo con le Regioni e le realtà locali maggiormente rappresentative del sistema di eccellenze agroalimentari italiane, linee di indirizzo comuni che abbiano al centro la qualità del patrimonio agroalimentare, come volano centrale che integri in chiave multidisciplinare agricoltura di precisione, salute, innovazione e sostenibilità, sistemi locali di efficienza nella catena alimentare.