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Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 3-01019


Atto n. 3-01019

Pubblicato il 10 giugno 2014, nella seduta n. 258

STEFANO - Ai Ministri della salute, delle politiche agricole alimentari e forestali e degli affari esteri. -

Premesso che:

il 18 e 19 maggio 2014 la Repubblica Ceca, attraverso 2 notifiche inviate al "Sistema di allerta rapido europeo" (RASFF), ha reso noto che nei pomodorini di varietà "ciliegino" provenienti dal Marocco, e importati dalla Francia, è stato trovato il batterio della Escherichia coli;

prima dell'allerta lanciata dalla Repubblica Ceca anche la Francia aveva reso nota una tossinfezione alimentare legata ai pomodori marocchini. Il comunicato diffuso dall'Agenzia regionale della sanità ha informato l'opinione pubblica francese dei 26 casi di intossicazione manifestatisi con una grave sintomatologia, ("sintomi digestivi") ascrivibile al consumo di pomodori ciliegino nel periodo che va dal gennaio ad aprile 2014. A seguito di ciò il 30 aprile 2014 la Francia ha disposto il ritiro dal mercato;

il batterio della Escherichia coli viene trasmesso attraverso le feci dei ruminanti; è letale per anziani, bambini e per persone debilitate;

a tutt'oggi il Ministero della salute non ha ancora informato l'opinione pubblica italiana circa la commercializzazione anche i Italia dei pomodorini contaminati provenienti dal Marocco;

oltre che in Italia, Repubblica Ceca e Francia, i pomodorini del Marocco sono stati commercializzati in Germania, Slovacchia, Romania e Regno Unito;

il 1° ottobre 2012 è entrato in vigore l'accordo di libero scambio tra il Regno del Marocco e l'Unione europea in merito a misure di liberalizzazione reciproche per i prodotti agricoli, i prodotti agricoli trasformati, il pesce e i prodotti della pesca (Gazzetta Ufficiale dell'Unione europea serie L 241 del 7 settembre 2012),

si chiede di sapere:

quali interventi urgenti il Ministro della salute intenda promuovere per informare l'opinione pubblica riguardo ai fatti sopra descritti e quali interventi immediati di prevenzione sanitaria si ritengano necessari per evitare il rischio di tossinfezione così come è accaduto in Francia;

se il Governo, alla luce della vicenda narrata, non valuti opportuno, in sede europea, avviare una revisione dell'accordo di libero scambio con il Regno del Marocco al fine di garantire che gli standard qualitativi previsti dalla normativa europea abbiano un vero principio di reciprocità sia in ambito commerciale sia in merito alla qualità dei prodotti agroalimentari.