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Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 3-01018


Atto n. 3-01018

Pubblicato il 10 giugno 2014, nella seduta n. 258

STEFANO - Ai Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, delle politiche agricole alimentari e forestali e della salute. -

Premesso che:

il decreto interministeriale del 12 luglio 2013 recante "Adozione delle misure d'urgenza ai sensi dell'art. 54 del Regolamento (CE) n. 178/2002 concernenti la coltivazione di varietà di mais geneticamente modificato MON 810" (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 10 agosto 2013) vieta la coltivazione delle sementi di organismi geneticamente modificati (OGM) in Italia per un periodo di 18 mesi. Il decreto è stato emanato ai sensi del combinato disposto degli articoli 54 del regolamento (CE) n. 178/2002 e dell'articolo 34 del regolamento (CE) n. 1829/2003;

specificatamente, l'articolo 34 del regolamento (CE) n. 1829/2003 stabilisce l'adozione di misure d'urgenza, ai sensi degli articoli 53 e 54 del regolamento (CE) n. 178/2002, quando sia manifesto che prodotti autorizzati dal regolamento o conformemente allo stesso possono comportare un grave rischio per la salute umana, per la salute degli animali o per l'ambiente;

l'articolo 53 del regolamento (CE) n. 178/2002 stabilisce che, in situazioni di emergenza, uno Stato Membro possa chiedere alla Commissione europea di adottare misure cautelari, tra cui quella di sospendere l'autorizzazione, volte a sospendere l'immissione o l'importazione di un determinato prodotto OGM "in tutto il territorio dell'Unione europea" o a limitarne le condizioni;

l'articolo 54 del regolamento (CE) n. 178/2002 stabilisce però che, nelle more delle decisioni da parte della Commissione europea, lo Stato membro può provvisoriamente adottare le misure cautelari (tra cui la sospensione) limitatamente al territorio del proprio Stato sin tanto che la Commissione europea non decida; ed è quello che ha portato il Governo italiano ad adottare il decreto interministeriale del 12 luglio 2013;

in data 9 ottobre 2013 il ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Andrea Orlando ha inviato una nota alla presidente della Regione Friuli-Venezia Giulia Debora Serracchiani, al fine di conoscere le iniziative messe in atto dalla Regione per assicurare la piena attuazione del divieto di coltivazione del mais MON 810 imposto dal decreto interministeriale, stante l'eventualità di dover dar seguito all'applicazione alle sanzioni previste dagli articoli 35 e 36 del decreto legislativo n. 224 del 2003 e alla bonifica, al ripristino ambientale e al risarcimento ai sensi del decreto legislativo n. 152 del 2006, qualora sia accertato un effettivo danno ambientale conseguente alla coltivazione del mais MON 810;

in data 11 novembre 2013 il Ministro dell'ambiente con un'ulteriore nota, nel prendere atto che la Regione Friuli-Venezia Giulia aveva modificato la legge regionale n. 5 del 2011, recante "Disposizioni relative all'impiego di organismi geneticamente modificati (OGM) in agricoltura", chiedeva informazioni sull'esatta localizzazione delle coltivazioni di MON 810, prodromiche alla previsione di azioni di monitoraggio degli eventuali effetti OGM sull'ambiente o sulla salute pubblica, per valutare, se del caso, l'applicabilità delle sanzioni citate. Sempre nella stessa nota, il Ministro aveva altresì ribadito che la normativa nazionale in materia di OGM è garantita da un apparato sanzionatorio previsto, con riferimento a fattispecie diverse nei presupposti, dagli articoli 35 e 36 del decreto legislativo n. 224 del 2003 e dal decreto legislativo n. 70 del 2005. Le richiamate disposizioni prevedono specifiche sanzioni di carattere penale relativamente alla fattispecie di immissione in commercio di alimenti e mangimi geneticamente modificati, la cui applicabilità a casi concreti rientra nelle prerogative della magistratura;

recentemente, è intervenuta la legge regionale n. 5 del 28 marzo 2014, recante "Disposizioni urgenti in materia di OGM e modifiche alla legge regionale 23 aprile 2007, n. 9 (Norme in materia di risorse forestali)", della Regione Friuli-Venezia Giulia, che nel ribadire il divieto di coltivazione per 12 mesi degli OGM, ha previsto specifiche sanzioni amministrative in caso di inosservanza (una sanzione massima di 50.000 euro per i trasgressori) e autorizza il Corpo forestale regionale ad ordinare la rimozione delle condizioni che determinano l'inosservanza. La normativa regionale prevede all'articolo 1, comma 3, anche la segnalazione delle violazioni del divieto di coltivazione previsto dal decreto interministeriale del 12 luglio 2013 alle competenti autorità;

in data 23 aprile 2014 con sentenza n. 4410, il TAR del Lazio si è pronunciato a favore dell'impianto giuridico del decreto interministeriale del 12 luglio 2013, il quale vieta la coltivazione di OGM sul territorio nazionale;

la Regione Friuli-Venezia Giulia ha ufficialmente informato il Ministro delle politiche agricole che in data 7 maggio 2014 è pervenuta all'amministrazione regionale la notifica, trasmessa con raccomandata il 2 maggio 2014, di avvenuta semina di mais OGM DKC 666YG effettuata in data 17 aprile nel Comune di Vivaro (Pordenone),

si chiede di sapere quali interventi urgenti i Ministri in indirizzo, nelle rispettive competenze, intendano adottare al fine di ripristinare il principio di legalità che è stato violato nella Regione Friuli-Venezia Giulia, a seguito della semina di mais OGM DKC 666YG effettuata in data 17 aprile a Vivaro (Pordenone).