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Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 3-01011


Atto n. 3-01011

Pubblicato il 5 giugno 2014, nella seduta n. 256

PAGLIARI , PUGLISI , MIRABELLI , DI GIORGI , TRONTI , CUCCA , DE BIASI , BIANCO , SANTINI , AMATI , SANGALLI , PEZZOPANE , CIRINNA' , GATTI , FATTORINI , FORNARO , LO MORO , PETRAGLIA , GUERRA , CASSON , GINETTI , FILIPPI , ALBANO , CHITI , BORIOLI , BROGLIA , CANTINI , CALEO , CAPACCHIONE , COCIANCICH , FABBRI , MIGLIAVACCA , PEGORER , MORGONI , MOSCARDELLI , IDEM , MATTESINI , FAVERO , PUPPATO , DEL BARBA , ORRU' , PIGNEDOLI - Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca. -

Premesso che:

l'art. 6, comma 6-bis, del decreto-legge n. 150 del 2013, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 15 del 2014, il cosiddetto decreto milleproroghe ha sancito la proroga di due anni dell'idoneità a professore universitario conseguita nelle valutazioni comparative, previste dalla legislazione anteriore alla cosiddetta riforma Gelmini;

questa novella ha evitato la decadenza delle idoneità di coloro che, non chiamati dalla propria o da altre università, avrebbero visto altrimenti svanire nel nulla sacrifici e il successo più significativo della loro vita;

rimane ora attuale tutto il tema della loro concreta chiamata; infatti secondo la "vecchia" normativa, non essendo strutturati in nessun ateneo, non sono stati, soprattutto per questa ragione, chiamati da nessuna sede. Costoro, probabilmente ancora poche decine (da un calcolo effettuato nell'inverno 2013, circa 50 - fonte ROARS), pur avendo ottenuto un'idoneità superando un concorso assai impegnativo, per la loro particolare situazione di "esterni", per essere chiamati dovevano, e dovrebbero ancora, far impegnare agli atenei la cifra intera di uno o 0,70 punti POE, rispettivamente se in possesso dell'idoneità per professore ordinario o associato;

negli ultimi anni non ci sono più stati incentivi ministeriali, che aiutavano a trovare una sistemazione ai loro omologhi degli anni precedenti, incentivi che riequilibravano una situazione di effettiva e pesante imparità tra gli idonei. Gli atenei si sono infatti limitati, con pochissime eccezioni, a chiamare, negli ultimi anni, i cosiddetti idonei interni, e nemmeno tutti, perché, in presenza di più idonei del medesimo SSD, la chiamata ha riguardato solo uno di loro;

è evidente sia che il principio costituzionale del legittimo affidamento impone, anche alla luce degli artt. 34 e 35 della Costituzione, di dare un'opportunità di chiamata agli idonei, sia che, sotto altro angolo di visuale, il principio di imparzialità (art. 97 della Costituzione) porta, anch'esso, a rendere dovuta la creazione della stessa opportunità;

questo obiettivo può essere raggiunto almeno in due modi: da un lato, con la deroga al sistema dei punti organici per le chiamate degli idonei, e, dall'altro con qualche forma di incentivo per loro (un tempo consisteva nel 95 per cento del costo) da parte del Ministero. Soprattutto in vista dei cambiamenti che stanno per essere varati in merito alle "abilitazioni scientifiche nazionali". La somma necessaria, visto il basso numero degli interessati, dovrebbe essere quasi irrisoria;

la soluzione è urgente sia perché la proroga legislativa rischia di rivelarsi infruttifera degli effetti per la quale è stata voluta, sia perché va evitata l'esasperazione di conflitti tra idonei ed abilitati, mai dimenticando che la creazione di un'opportunità non significa automatica chiamata, ma, molto più semplicemente, creazione della opportunità, che non esclude, ma anzi rende decisivo, il giudizio di merito delle università,

si chiede di sapere se e quali misure in proposito il Ministro in indirizzo intenda assumere e in quali tempi.