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Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 1-00267


Atto n. 1-00267

Pubblicato il 4 giugno 2014, nella seduta n. 255
Esame concluso nella seduta n. 442 dell'Assemblea (05/05/2015)

CIRINNA' , FEDELI , AMATI , GIACOBBE , DE PETRIS , CALEO , GRANAIOLA , CHITI , DI GIORGI , COCIANCICH , FABBRI , LUCHERINI , D'ADDA , CUCCA , SPILABOTTE , LO GIUDICE

Il Senato,

premesso che:

ogni anno 3 milioni di animali europei vengono esportati vivi per essere destinati alla macellazione verso destinazioni extraeuropee, in particolare verso il Medio oriente. Le modalità di trasporto, in viaggi lunghi ed estenuanti, nonché il successivo trattamento, prima e durante la macellazione, si traducono in sofferenze inimmaginabili per gli animali, che non possono non risultare intollerabili ad un'opinione pubblica minimamente avvertita;

in particolare, recenti indagini svolte da parte di organizzazioni per la protezione degli animali hanno documentato le condizioni estreme in cui gli animali si ritrovano ad essere macellati in alcune aree del Medio oriente, provocando loro grandissime sofferenze. Gli animali, dopo aver già sopportato lunghi viaggi per terra e per mare, approdano a macelli dove molto spesso vengono trascinati per gli arti, costretti a terra da gruppi di uomini, battuti con verghe di metallo, sospesi a testa in giù per lunghi periodi di tempo, e infine macellati in modi crudeli che li lasciano coscienti per molti minuti dopo essere stati sgozzati. Molto di ciò che è stato documentato, tra l'altro, viola le linee guida dell'Organizzazione mondiale per la salute animale (OIE);

il regolamento (CE) n. 1/2005 del Consiglio del 22 dicembre 2004 "Sulla protezione degli animali durante il trasporto e le operazioni correlate che modifica le direttive 64/432/CEE e 93/119/CE e il regolamento (CE) n. 1255/97", all'articolo 3 disciplina le condizioni generali per il trasporto di animali, stabilendo che:"Nessuno è autorizzato a trasportare o a far trasportare animali in condizioni tali da esporli a lesioni o a sofferenze inutili";

il Parlamento europeo, a seguito della relazione della Commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale e i pareri della Commissione per l'ambiente la sanità pubblica e la sicurezza alimentare e della Commissione per i trasporti e il turismo sull'impatto del predetto regolamento, ha approvato la risoluzione (2012/2031 (INI) sulla protezione degli animali durante il trasporto, rilevando come gli animali debbano essere macellati il più vicino possibile al loro luogo di allevamento, limitando la durata del trasporto, che non dovrebbe superare le 8 ore, compresi i tempi di carico;

tali tutele, a garanzia del benessere degli animali in Italia e nei Paesi dell'Unione europea, vengono meno quando questi animali raggiungono Paesi terzi che non possiedono normative o pratiche che permettano una seppur minima protezione degli animali; in alcuni casi, inchieste effettuate da associazioni a tutela degli animali hanno portato a scoprire pratiche feroci ed efferatezze non immaginabili, senza che sia possibile tuttavia per il nostro Paese intervenire al fine di ridurre o sradicare queste pratiche;

le politiche adottate dall'Unione europea nel corso degli ultimi decenni hanno portato, come già illustrato, all'adozione di una serie di normative volte ad assicurare il benessere degli animali. Le linee strategiche dell'impianto normativo hanno portato nel tempo al coinvolgimento strutturale di tutti i soggetti, dagli allevatori fino a veterinari, trasportatori, ricercatori, rivenditori, educatori, classi politiche e cittadini, egualmente responsabili nell'assicurare un trattamento etico degli animali;

rilevato che:

nel corso del 2014, sono state avviate alcune iniziative affinché di tali problematiche si interessino le istituzioni europee, per porre fine all'esportazione di animali vivi verso Paesi extraeuropei, le cui normative non garantiscano gli standard richiesti dall'Unione europea entro i suoi confini, sostituendo, in caso, l'esportazione di animali vivi con il commercio di carni congelate;

tali iniziative muovono dall'assunto che, così come è necessario non importare prodotti di animali allevati secondo standard inferiori a quelli previsti nella UE, allo stesso modo non si dovrebbero esportare i nostri animali in Paesi dove non siano rispettati gli standard europei di abbattimento, per garantire da ogni abuso il principio del trattamento dignitoso degli animali;

di analogo rilievo sarebbe l'impegno, da parte delle istituzioni europee e italiane, di attuare ogni iniziativa che possa favorire l'adozione nei Paesi importatori di animali vivi dalla UE, di standard di trattamento equivalenti a quelli usati nella stessa Unione, anche fornendo un sostegno concreto al fine di migliorare i trasporti, i metodi di macellazione, la gestione e la formazione del personale;

in particolare sarebbe necessario favorire programmi di formazione in Europa rivolti ai direttori e ai veterinari dei macelli situati nei Paesi nei quali l'Italia e gli altri Stati membri esportano, al fine di far comprendere come migliorare gli standard di benessere durante l'abbattimento così da replicarli nei Paesi d'origine,

impegna il Governo a porre in essere tutte le iniziative necessarie nelle competenti sedi comunitarie al fine di:

1) vietare l'esportazione di animali vivi verso Paesi terzi la cui normativa a tutela del benessere degli animali non garantisca gli standard richiesti dall'Unione europee entro i suoi confini;

2) favorire l'adozione nei Paesi importatori di standard di trattamento equivalenti a quelli usati nella UE, fornendo adeguato sostegno ai Paesi che importano animali vivi per migliorare i trasporti, i metodi di macellazione, la gestione e la formazione del personale;

3) predisporre programmi di formazione per direttori di macelli e veterinari dei Paesi terzi, al fine di incentivare l'assunzione da parte dei medesimi di modelli che garantiscano i necessari standard di benessere durante l'abbattimento.