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Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 1-00266


Atto n. 1-00266

Pubblicato il 4 giugno 2014, nella seduta n. 255

CIRINNA' , FEDELI , AMATI , GIACOBBE , DE PETRIS , CALEO , GRANAIOLA , CHITI , DI GIORGI , COCIANCICH , FABBRI , LUCHERINI , D'ADDA , CUCCA , SPILABOTTE , LO GIUDICE

Il Senato,

premesso che:

la "canned hunting" è un'attività venatoria di particolare efferatezza, praticata in Sudafrica. Tale pratica consiste nell'allevamento in cattività di migliaia di leoni, che una volta pervenuta la prenotazione, vengono liberati nella savana, dove solitamente vengono abbattuti nelle successive 96 ore. Tali esemplari, infatti, una volta liberi, sono disorientati, sazi e tendono a non allontanarsi molto dal sito di rilascio, divenendo, pertanto, facile preda dei cacciatori;

nel 1997 i leoni prigionieri della canned hunting ammontavano a 300 esemplari, attualmente stime ufficiali parlano di 6.000 unità allevate per scopi venatori a fronte di 2.000 leoni allo stato selvatico in riserve come il Kruger national park. Tale pratica, ritenuta legale, richiama ogni anno diverse migliaia di turisti cacciatori da tutto il mondo, in particolare Stati Uniti, Spagna, Germania, Francia e Regno Unito;

una volta impagliata la testa, il leone è, inoltre, oggetto di un commercio internazionale; infatti; la carne è venduta negli Stati Uniti, mentre le ossa polverizzate vengono vendute in Asia, dove sono largamente usate dalla medicina tradizionale cinese, che dal 2008 sta incentivando il ricorso a tale pratica, nonostante l'assenza di qualunque forma di evidenza scientifica;

considerato che:

il leone è incluso da tempo nella lista rossa della International union for conservation of nature (IUCN). Ad oggi, infatti, si stima che rimangano nell'Africa subsahariana circa 39.000 esemplari che, secondo comprovati modelli di genetica di popolazione, per conservare la diversità genetica della specie dovrebbero vivere in branchi di almeno 50-100 esemplari. Attualmente, invece, risultano solo 17 popolazioni ritenute sane e, nonostante nazioni come la Tanzania, concedano il prelievo venatorio per i soli maschi e oltre i 6 anni di età, la situazione politica spesso instabile, l'elevato livello di corruzione, nonché l'alto numero di armi da fuoco rendono di fatto impossibile evitare che a tale pratica legalizzata si affianchi il bracconaggio, con ulteriore incremento delle perdite degli esemplari a rischio;

la caccia ai leoni da trofeo nello Stato Sudafricano è stata spesso "giustificata" in termini economici; uno studio recente, realizzato da "Born free USA" con "Human society international" (HSI) e il Fondo internazionale per il benessere degli animali ha dimostrato, invece, come l'industria dei trofei venatori apporti un contributo minimo ed irrilevante al reddito nazionale;

rilevato inoltre che:

la risoluzione dell'aprile 2013 della Commissione delle Nazioni Unite per la prevenzione della criminalità e giustizia penale, sostenuta dal Consiglio economico delle Nazioni Unite nel luglio dello stesso anno, incoraggia gli Stati membri delle Nazioni Unite a considerare il traffico illecito di fauna e flora selvatiche un reato grave quando siano coinvolti gruppi di criminalità organizzata, ponendolo sullo stesso piano della tratta degli esseri umani e del traffico di droga;

la vendita e l'utilizzo di prodotti illegali delle specie selvatiche e dei loro derivati costituiscono un fatturato annuo pari ad almeno 19 miliardi di dollari. Anche l'Unione europea costituisce un mercato significativo, nonché una rotta di transito per tali forme di commercio. Secondo stime dell'Europol, infatti, i ricavi generati da tali traffici ammonterebbero tra i 18 e i 26 miliardi di euro annui;

la risoluzione del Parlamento europeo approvata il 15 gennaio 2014 (2013/2017(RSP)) sottolinea come "la caccia del trofeo praticata in modo non sostenibile e non etico è all'origine di una riduzione su larga scala delle specie minacciate" e "esorta gli Stati membri a sostenere un'eventuale revisione delle disposizioni giuridiche dell'Unione che disciplinano l'importazione di trofei di caccia negli Stati membri"; invita gli Stati membri, a tal fine, a istituire una task force per la sicurezza ambientale nazionale, conformemente a quanto raccomandato da Interpol e a partecipare a operazioni coordinate in tal senso, per contrastare i reati contro le specie selvatiche;

il primo ministro inglese, David Cameron, il 7 aprile 2014, ha ufficialmente espresso il suo sostegno alle azioni a tutela dei leoni africani, nonché garantito l'impegno del Regno Unito, in accordo con i principali partner europei, per disincentivare il ricorso alla pratica della canned hunting,

impegna il Governo a porre in essere tutte le iniziative necessarie nelle competenti sedi comunitarie al fine di:

1) dare piena applicazione alla citata risoluzione del Parlamento europeo;

2) garantire, anche alla luce della prossima Presidenza italiana del Consiglio dell'Unione europea, il pieno impegno nel disincentivare il ricorso al turismo venatorio avente ad oggetto la pratica del canned hunting, agendo a tal fine di concerto con i primi ministri degli altri Stati membri dell'Unione europea, così come già affermato dal primo ministro inglese.