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Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 1-00263


Atto n. 1-00263 (procedura abbreviata)

Pubblicato il 29 maggio 2014, nella seduta n. 251

PIGNEDOLI , RUTA , ALBANO , BERTUZZI , GATTI , SAGGESE , SCALIA , VALENTINI , FEDELI , PADUA , DE BIASI , AMATI , ANGIONI , ASTORRE , BORIOLI , CALEO , CANTINI , CIRINNA' , COCIANCICH , CORSINI , CUCCA , CUOMO , D'ADDA , DEL BARBA , DE MONTE , DI GIORGI , ESPOSITO Stefano , FABBRI , FAVERO , FERRARA Elena , FORNARO , GHEDINI Rita , GIACOBBE , GINETTI , GOTOR , GRANAIOLA , GUERRA , GUERRIERI PALEOTTI , IDEM , LEPRI , LO GIUDICE , LUMIA , MANASSERO , MARGIOTTA , MARINO Mauro Maria , MARTINI , MATTESINI , MICHELONI , MIGLIAVACCA , MIRABELLI , MORGONI , MOSCARDELLI , ORRU' , PAGLIARI , PARENTE , PEGORER , PEZZOPANE , PUPPATO , RANUCCI , RICCHIUTI , ROSSI Gianluca , RUSSO , SANGALLI , SANTINI , SILVESTRO , SOLLO , SONEGO , TONINI , TURANO , VACCARI , VATTUONE , VERDUCCI , ZANONI , ZAVOLI , CARDINALI , FINOCCHIARO , MARCUCCI , MINEO , SPILABOTTE , TOMASELLI

Il Senato,

premesso che:

l'Esposizione universale Milano 2015 rappresenta un'occasione di eccezionale importanza per lo sviluppo e il rilancio economico del nostro Paese e un'opportunità unica per la promozione internazionale dell'intero sistema Italia;

il tema di Expo "Nutrire il pianeta, energia per la vita" si sviluppa in 7 sottotemi: scienza e tecnologia per la sicurezza alimentare, scienza e tecnologia per l'agricoltura e la biodiversità, innovazione della filiera alimentare, educazione alimentare, alimentazione e stili di vita, cibo e cultura e cooperazione e sviluppo nell'alimentazione. Esperienze e attività economiche ispirate ai temi sono ben presenti e distribuite lungo tutto il territorio nazionale;

l'evento sarà fonte di attrazione per l'intero Paese dal momento che sono attesi oltre 20 milioni di visitatori di cui una parte consistente proveniente da Paesi extraeuropei che, prevedibilmente, coglierà l'occasione per conoscere e visitare diverse aree del nostro Paese e non solo la città Milano e le aree limitrofe;

l'Expo rappresenta la porta d'ingresso verso l'Italia, una straordinaria opportunità di sviluppo per tutto il territorio nazionale che potrà essere colta soltanto se vi sarà piena consapevolezza del "capitale territoriale" presente in ogni area e se si sapranno attivare tutte le risorse presenti e caratterizzanti delle diverse aree del nostro Paese attraverso la creazione di un'offerta articolata e flessibile che sappia valorizzare e far conoscere al mondo intero le innumerevoli, uniche ed imparagonabili attrazioni del nostro Paese;

è necessario saper creare offerte adeguate e contesti favorevoli capaci di attirare l'attenzione e l'interesse delle tante e diverse realtà internazionali che parteciperanno all'evento e per stimolare ed attrarre potenziali investitori in Italia;

le Regioni hanno un ruolo determinante nell'impostare strategie di promozione e costruzione dell'offerta, per sviluppare e presentare in un "Expo dei territori" il tema del cibo, dell'agroalimentare, della ricchezza di eccellenze di cui è ricco il nostro Paese. L'agroalimentare come elemento centrale e di traino per offerte integrate di carattere culturale, artigianale, industriale che possano rappresentare l'incrocio fra tradizione e forte innovazione tecnologica, sostenibilità ambientale e alta capacità creativa, la forza del made in Italy;

l'Italia ha il primato in Europa per numero di prodotti ad Indicazioni geografiche con 814 prodotti su un totale di 3.202 a livello europeo ed è al primo posto con 254 prodotti certificati tra DOP, IGP e STG, dato emblematico di una consistente ricchezza di biodiversità;

l'Italia è il paese della dieta mediterranea inserita nel 2010 nella lista dell'Unesco del patrimonio immateriale dell'umanità in quanto modello nutrizionale che ha effetti positivi sulla salute anche in chiave di prevenzione delle malattie, ma anche modello culturale fondato su un insieme di competenze, pratiche e tradizioni legate al cibo e alla sua valenza sociale e allo stretto contatto con l'ambiente;

considerato che:

le diffuse identità territoriali, le vocazioni dei distretti produttivi, l'unicità delle produzioni agricole sono una ricchezza e un fattore competitivo importante nell'omologazione crescente dell'economia globale, ma nel contempo presentano una maggiore difficoltà di promozione e visibilità in un contesto di dimensione internazionale;

la frammentazione e la diffusione delle numerose risorse che l'Italia possiede è indispensabile, per rendere efficace un "Expo dei territori", una regia a livello regionale rigorosa, che converga su un piano nazionale unitario volto alla valorizzazione e alla promozione sopratutto di quelle attività e di quelle imprese con forte carattere innovativo ed imprenditoriale, che hanno come filo conduttore i temi della sostenibilità ambientale, del connubio tradizione e tecnologia, della valorizzazione i sani stili alimentari, di un'inversione di tendenza contro l'enorme spreco alimentare;

inoltre, sarebbe riduttivo prevedere un'offerta turistica limitata esclusivamente alla durata dell'evento: è necessario invece che i diversi soggetti pubblici e privati coinvolti, sfruttando a pieno il semestre Expo, elaborino nuove strategie per la crescita e lo sviluppo dei diversi territori in cui operano, che tengano conto del patrimonio e dalle risorse attrattive, delle condizioni infrastrutturali di accesso e mobilità e della ricettività;

l'Expo dei territori potrà essere un'occasione unica sia per dimensionare i distretti agroalimentari e i sistemi territoriali ad un livello internazionale sia per strutturare politiche territoriali integrate, creando le condizioni per un reale rilancio economico delle diverse aree del nostro Paese;

nonostante diverse Regioni abbiano lavorato per censire gli asset strategici in ambito regionale e per creare percorsi di condivisione con diversi attori territoriali, a meno di un anno dall'inizio di Expo emerge una diffusa difficoltà di sintesi e di costruzione di progetti capaci di un'attrattività di dimensione internazionale nonché una difficoltà a costruire, attraverso le diverse proposte territoriali, un'immagine uniforme di sistema Paese del settore dell'agroalimentare;

diversi sono i soggetti che stanno promuovendo parallelamente ai percorsi regionali dalle Province, all'ANCI, ai singoli Comuni, alle Camere di commercio, alle organizzazioni dei produttori, ai club di prodotto, alle aziende di promozione turistica, spesso senza una regia che sintetizzi e unisca le diverse proposte;

i tempi sono ormai molto stretti per pensare di attrarre flussi internazionali guardando genericamente a tutti i 140 Paesi attesi all'Expo, mentre è ragionevole pensare ad una selezione di obiettivi, di Paesi, di interlocutori su cui indirizzare le proposte territoriali anche in ragione dell'interesse crescente di alcuni Paesi verso le produzioni e il cibo italiano,

impegna il Governo:

1) a definire linee di indirizzo comuni su cui far convergere nella fase di elaborazione finale le diverse proposte territoriali che abbiano al centro la qualità del patrimonio agroalimentare, come volano per integrare in chiave multidisciplinare i diversi settori: cultura e turismo, artigianato e industria con comuni finalità innovazione e sostenibilità;

2) ad individuare in accordo con le Regioni, le possibili ricadute positive, dall'evento centrale di Milano a quello diffuso nei territori: dall'incremento di attività turistica, allo sviluppo di nuovi contatti per le imprese, che possono scaturire dall'esperienza e dalla conoscenza diretta dei visitatori delle diverse realtà produttive e paesaggistiche;

3) ad assumere un'azione di coordinamento e di condivisione con le Regioni per uniformare, nonostante le tematiche eterogenee, metodi e modelli di approccio nella costruzione delle proposte finali;

4) a sollecitare gli enti locali a rimuovere, attraverso interventi infrastrutturali di qualificazione, gli ostacoli per l'accesso ai territori soprattutto della dieta mediterranea, oggi difficilmente accessibili per le condizioni critiche della rete viaria e telematica;

5) a sviluppare collegamenti già in essere del nostro Paese con Paesi europei ed extraeuropei: i Paesi europei con cui sono già in corso accordi bilaterali sul libero scambio delle produzioni agroalimentari e i Paesi emergenti con cui sono già in corso relazioni economiche prevalenti nel campo agricolo e della meccanica agricola, per permettere di selezionare obiettivi e interlocutori per un'offerta mirata, efficace e non generica.