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Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 3-00962


Atto n. 3-00962

Pubblicato il 14 maggio 2014, nella seduta n. 246

STEFANO - Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, dello sviluppo economico e dell'economia e delle finanze. -

Premesso che:

la situazione del polo siderurgico di Taranto ha causato un forte contraccolpo sui delicati equilibri produttivi ed occupazionali dell'area ionica che aggiunge ulteriore pressione ad un sistema economico e sociale che già paga un pesante prezzo alla crisi internazionale;

solo recentemente e in ritardo rispetto al cronoprogramma definito dal decreto-legge n. 61 del 2013, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 89 del 2013, si è conclusa la prima fase relativa all'approvazione del piano del Governo delle misure di tutela ambientale e sanitaria per lo stabilimento dell'Ilva di Taranto;

dopo la registrazione effettuata il 5 maggio dalla Corte dei conti e con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 14 marzo 2014, decorrono i nuovi termini (fissati in 30 giorni) per la predisposizione del piano industriale di conformazione delle attività produttive;

gli adempimenti previsti per l'approvazione definitiva di quest'ultimo sposteranno ulteriormente nel futuro la data in cui potranno essere avviati i complessi lavori di risanamento ambientale e di ammodernamento dello stabilimento;

considerato che:

sono forti le preoccupazioni di imprese e lavoratori collegati all'Ilva che non possono più attendere oltre, vista la gravità delle emergenze che devono fronteggiare;

nelle more del definitivo avvio degli interventi programmati, i ritardi fin qui accumulati in ordine alla predisposizione dei due piani hanno già inciso drammaticamente sulla produttività dello stabilimento, causando pesanti ripercussioni sull'intero sistema economico-sociale del territorio;

in tale contesto è proseguito senza sosta il massiccio ricorso agli ammortizzatori sociali e si è registrata una drammatica crisi di liquidità delle imprese impegnate nell'indotto a causa del ritardo (in media oltre 60 giorni rispetto ai termini contrattuali) con cui l'azienda provvede ad effettuare il pagamento dei lavori e delle forniture;

le aziende, già stremate dalla crisi del settore e di un sistema creditizio che non ha saputo offrire il necessario sostegno in questo momento di grave difficoltà, sempre più spesso sono costrette a disattendere gli obblighi di natura contributiva per far fronte ai propri impegni verso i dipendenti ed i fornitori, precludendosi in tal modo anche la possibilità di acquisire nuove commesse;

la situazione è aggravata dalle incertezze sulla data in cui il piano industriale diventerà effettivamente operativo atteso che ancora non è chiaro quale sia l'orientamento della proprietà in ordine al previsto aumento di capitale, su eventuali soggetti terzi disposti ad investire nello stabilimento e sulla possibilità di svincolare ed impiegare per l'ambientalizzazione del polo siderurgico le risorse finanziarie poste sotto sequestro dalla magistratura;

tenuto conto che, a parere dell'interrogante:

è necessario intervenire con urgenza con la prospettiva di una continuità produttiva che, nel rispetto delle norme poste a tutela dell'ambiente, restituisca al Paese uno stabilimento siderurgico moderno e competitivo attorno al quale è cresciuto, e nel tempo si è consolidato, un complesso sistema di imprese e lavoratori;

sono necessarie ed urgenti iniziative che abbiano l'obiettivo di superare questa situazione di impasse e, dunque, scongiurare drammatiche ricadute economico-sociali per un territorio già duramente provato dalla crisi,

si chiede di sapere:

quali siano le modalità ed i tempi con cui il Governo intende intervenire nell'ambito delle proprie competenze per far sì che l'Ilva rispetti gli impegni assunti in ordine agli investimenti per l'ambientalizzazione e l'ammodernamento dello stabilimento, indispensabili a consolidare una ripresa dell'intero sistema;

attraverso quali strumenti il Governo intenda far rispettare gli impegni assunti dall'azienda verso i propri fornitori, per evitare l'ulteriore aggravarsi di una situazione che già oggi sembra offrire poche vie d'uscita.