ePub

Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 1-00251


Atto n. 1-00251

Pubblicato il 7 maggio 2014, nella seduta n. 242
Esame concluso nella seduta n. 251 dell'Assemblea (29/05/2014)

URAS , DE PETRIS , BAROZZINO , CERVELLINI , DE CRISTOFARO , PETRAGLIA , STEFANO , ANITORI , GAMBARO

Il Senato,

premesso che:

risulta dai dati diffusi da fonti ufficiali ISTAT e dall'Osservatorio del mercato del lavoro della Regione Sardegna, nonché da informazioni provenienti dalle organizzazioni sociali, un progressivo, preoccupante e sostanziale crollo dell'occupazione in Sardegna, che al IV trimestre del 2013 registra il 18,1 di tasso di disoccupazione e 34.000 occupati in meno rispetto allo stesso trimestre del 2012, e il permanere di una forte incidenza di lavoratori precari e di lavoro irregolare;

tale situazione è particolarmente grave in alcuni territori dell'isola, da oltre 20 anni ripetutamente colpiti da processi di destrutturazione produttiva e deindustrializzazione, con pesanti e disgreganti conseguenze sulle condizioni di vita delle popolazioni;

tra i territori spicca per la gravità della situazione il Sulcis-Iglesiente, dove si sta acuendo la legittima e più che motivata azione di protesta dei lavoratori Alcoa, che versano in condizioni di mortificante "non lavoro" e rischiano di perdere adeguate protezioni di ammortizzatori sociali che consentano, per puntualità di pagamenti ed entità dell'assegno, condizioni di vita dignitose a tutti i lavoratori interessati dalla crisi del settore dell'alluminio in Sardegna;

in relazione all'aggravarsi dello stato di crisi dell'intera economia del Sulcis-Iglesiente, e soprattutto dell'apparato produttivo industriale (hanno subito tragiche vicende di destrutturazione diversi impianti privati e a partecipazione e controllo pubblico come EurAllumina SpA, Otefal Sail SpA, Portovesme Srl, Alcoa, Rockwool Italia SpA, Carbosulcis SpA), è da tempo in corso lo stato di agitazione dei lavoratori che si manifesta anche con forme estreme di protesta, come quella in corso nella ex miniera di Monteponi (Carbonia-Iglesias) da parte di 13 lavoratori ex Rockwool, esclusi dalla positiva conclusione della relativa vertenza attraverso le forme di reimpiego attivate nell'ambito dei lavori di bonifica in capo all'associazione temporanea di imprese Ifras;

diverse decine di lavoratori interinali, a suo tempo impiegati in attività collaterali e di supporto alle più importanti realtà industriali del territorio (occupati dell'indotto), sono stati esclusi da qualsiasi forma di ammortizzatore sociale e in questo momento si trovano in una condizione drammaticamente precaria;

considerato che in Sardegna vivono questa situazione migliaia di lavoratori interinali, i quali hanno perso il posto di lavoro e non hanno nessuno strumento di integrazione al reddito e nessuna forma di ammortizzatore sociale;

considerati inoltre i gravi ritardi e l'inadeguata dotazione finanziaria attribuita alla Regione Sardegna per gli ammortizzatori sociali in deroga e il grave rischio di perdita o forte riduzione dei trattamenti di cassa integrazione guadagni ai lavoratori del settore industriale del Sulcis-Iglesiente, ad iniziare da quelli dell'Alcoa,

impegna il Governo:

1) ad assumere le necessarie iniziative finalizzate al definitivo rilancio delle attività economiche del territorio sardo e del Sulcis-Iglesiente, verificando la possibilità di attivare ogni iniziativa che interrompa il definitivo abbandono di ogni attività produttiva industriale eco sostenibile avanzata nella quale la Sardegna ha maturato importanti esperienze e qualità professionali;

2) ad attuare pienamente ogni piano e progetto a finanziamento pubblico, attualmente in fase avanzata di istruttoria e di iter approvativo, senza ulteriore indugio, ricomprendendo anche gli interventi di riattivazione delle attività industriali e di ricerca sull'ecosostenibilità dei cicli produttivi, delle azioni di risanamento e bonifica ambientale dei territori compromessi da inquinamento, e quelli di produzione energetica, a partire dalle forme di energia rinnovabile e pulita o a basso impatto ambientale;

3) a convocare celermente le organizzazioni sindacali per aprire tavoli di discussione e di concertazione, con l'obiettivo di trovare soluzioni per tutti quei lavoratori interinali espulsi dal sistema produttivo-industriale e dalla conseguente chiusura degli stabilimenti;

4) a costruire strumenti che assicurino ai lavoratori anche gli eventuali necessari periodi di ammortizzatori sociali e il puntuale pagamento dei sussidi dovuti, nonché adeguati percorsi formativi di aggiornamento, qualificazione e riconversione professionale proiettati verso la ripresa produttiva e lavorativa;

5) ad affrontare con tutta urgenza la situazione critica nella quale si trovano oggi i lavoratori Alcoa e le loro famiglie, confinati ad essere spettatori di un inaccettabile processo di deindustrializzazione del proprio territorio.