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Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 1-00247


Atto n. 1-00247

Pubblicato il 24 aprile 2014, nella seduta n. 237

DE CRISTOFARO , DE PETRIS , BAROZZINO , BENCINI , BIGNAMI , CASALETTO , CERVELLINI , DE PIN , GAMBARO , MASTRANGELI , ORELLANA , PETRAGLIA , ROMANI Maurizio , STEFANO , URAS

Il Senato,

premesso che:

la legge finanziaria regionale 2004 della Campania, legge regionale 12 novembre 2004, n. 8, all'articolo 5, comma 5, ha stabilito che, nelle more della legge che deve definire i compiti e le funzioni in via ordinaria e permanente dell'Agenzia regionale per la difesa del suolo (ARCADIS), e tenuto conto che il 31 dicembre 2004 cessano le attribuzioni in capo al presidente della Regione Campania, commissario delegato ex ordinanza del Ministero dell'interno n. 2994/99 e successive modificazioni, i compiti e le funzioni e le strutture di cui alle ordinanze n. 2994/99 e n. 2789/98 in capo alla struttura commissariale sono attribuiti all'ARCADIS a tal fine istituita;

con decreto n. 98 del 2 maggio 2011, il presidente della Giunta regionale, su proposta dell'assessore per la difesa del suolo, ha nominato Flavio Cioffi commissario dell'ARCADIS;

la legge finanziaria regionale 2008, legge regionale 30 gennaio 2008, n. 1, all'articolo 33, rubricato "Cessazione dello stato di emergenza idrogeologica e bonifica delle acque: misure organizzative", ha stabilito che: "In relazione alla cessazione dello stato di emergenza, alla scadenza dei regimi commissariali per l'emergenza idrogeologica e per l'emergenza bonifiche e tutela delle acque e del fiume Sarno, al fine di garantire la continuità dell'azione amministrativa ed il coordinato e unitario esercizio delle funzioni ordinarie di competenza della Regione in materia idrogeologica e di bonifiche e tutela delle acque, le stesse funzioni sono esercitate dall'(...) ARCADIS, istituita con legge regionale 12 novembre 2004, n. 8 (legge finanziaria regionale 2004)";

la legge finanziaria regionale 2011, legge regionale 15 marzo 2011, n. 4, all'articolo 1, comma 254, ha altresì stabilito che: "Con decreto del Presidente della Giunta Regionale, su proposta dell'assessore delegato alla difesa del suolo, entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, è nominato un commissario per la direzione e gestione dell'Agenzia, nelle more della costituzione degli organi"; la Regione Campania continua a mantenere il commissariato e quindi continua ad essere in stato di emergenza;

il fiume Sarno è stato oggetto dell'ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri n. 3270 del 2003 atta a fronteggiare l'"emergenza socio-economico-ambientale bacino fiume Sarno" e nell'ambito dei grandi progetti con i finanziamenti di fondi POR e FERS 2007-2013 Asse 1, attività culturali turistica ed ecosostenibilità ambientale, sono stati stanziati 217.472.302,30 milioni di euro di cui 16.695.204 a carico della Regione e il restante sui fondi FESR (Fondo europeo sviluppo regionale) per il grande progetto completamento della riqualificazione e recupero del fiume Sarno (delibera della Giunta regionale n.119 del 20 marzo 2012);

questo progetto prevede la costruzione di vasche di laminazione per contenere le esondazioni del Sarno proprio a ridosso delle aree coltivate e coltivabili, creando problemi di fortissimo inquinamento dovuto a metalli pesanti (come arsenico, tellurio, cromo esavalente, piombo), alla falda ed al suolo fertile del comprensorio. Sono stati riscontrati veri e propri veleni nelle agricolture delle zone a ridosso del fiume, elementi che arrivano sulle tavole dei cittadini provocando latenti intossicazioni;

il progetto non è condiviso dai proprietari dei terreni che verrebbero espropriati, poiché si dovrebbero installare delle vasche per un totale di 60 ettari che la Regione pagherebbe solo 4 euro al metro quadro mentre il loro valore, essendo terreni agricoli, è almeno 40 euro al metro quadro, con il risultato di togliere terreno fertile all'agricoltura e creare le basi di contenziosi in materia di esproprio;

è prevedibile che il materiale che esonderebbe dalle vasche di laminazione non verrà trattato e che, una volta esondate, le acque inquinate resteranno a ristagnare nelle vasche a ridosso di terreni agricoli ed abitati con la conseguenza di un'emergenza sanitaria continua;

inoltre, il canale Conte Sarno costituisce un'ulteriore fonte di rischio ecologico, essendo ormai solo uno scolo fognario e deposito di sostanze tossiche senza sbocco e chiuso da un tappo di cemento: tale blocco crea allagamenti di acque con effetti nocivi per la salute dei cittadini dei territori di Pompei, Poggiomarino, Boscoreale, Striano (tutti in provincia di Napoli) e Scafati (Salerno);

considerato che:

il problema del fiume Sarno è legato al sistema del reticolo fognario, che dovrebbe essere ripulito e costantemente manutenuto;

la complessità degli interventi sul fiume richiede un coordinamento imprescindibile sul disinquinamento del fiume (considerato uno dei fiumi più inquinati d'Europa) e solamente dopo possono essere previsti interventi di riqualificazione e recupero ambientale;

per dare una soluzione al problema si è scelto il progetto più invasivo e pericoloso;

l'ultimazione del canale Conte Sarno risolverebbe i problemi di esondazioni nelle zone attraversate e risolverebbe anche i problemi dovuti ai crolli presso gli scavi di Pompei,

impegna il Governo:

1) a subordinare ogni e qualsiasi ulteriore decisione sul grande progetto Sarno al completamento dei sistemi fognari dei Comuni ricadenti nel bacino idrografico del Sarno, della rete di collettori subcomprensoriali e dei relativi impianti di depurazione, nonché eseguire la manutenzione ordinaria e straordinaria del reticolo idrografico esistente mediante il dragaggio e la sistemazione idraulica degli stessi;

2) a chiedere, tramite il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, a fronte delle gravi carenze evidenziate relativamente al progetto grande fiume Sarno, il congelamento dei finanziamenti dovuti limitatamente alla costruzione delle vasche di laminazione che avrebbero, dato lo stato di inquinamento del fiume, effetti drammatici sulla salute dei cittadini;

3) a chiedere la revisione completa di tutta la progettazione e la rinnovazione integrale della procedura di valutazione di impatto ambientale, a partire dalle vasche di laminazione, in maniera diversa rispetto al progetto preliminare e rendendo così il progetto definitivo un elaborato sostanzialmente diverso dal progetto a suo tempo autorizzato;

4) a subordinare ogni e qualsiasi ulteriore decisione in materia ad un piano nazionale contro il dissesto idrogeologico;

5) a predisporre in tempi ristretti l'ultimazione della bonifica dei fiumi Cavaiola, Solofrana, Sarno e affinché tutto il progetto grande fiume Sarno sia adeguato alle esigenze del Paese ed armonizzato con le esigenze della collettività;

6) a predisporre disposizioni normative che vincolino i funzionari preposti alle procedure di valutazione di impatto ambientale ai principi dell'etica della sicurezza, stabilendo i parametri di quale debba essere il rischio accettabile per un insediamento antropico sul territorio in funzione del modello di sviluppo sociale, economico ed ambientale che gli enti preposti al controllo amministrativo del territorio si saranno dati.