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Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-02073


Atto n. 4-02073

Pubblicato il 15 aprile 2014, nella seduta n. 230
Risposta pubblicata

PETRAGLIA , DE PETRIS , BAROZZINO , CERVELLINI , DE CRISTOFARO , STEFANO , URAS - Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. -

Premesso che:

il contrasto alla violenza maschile contro le donne deve essere una priorità per il nostro Paese che va affrontata partendo dalle radici su cui si fonda la violenza stessa e cioè l'incapacità di riconoscere ed accettare la libertà delle donne. È necessario dunque partire dalla scuola e dall'educazione, dalla destrutturazione degli stereotipi, dal rafforzamento dell'autonomia e della libertà delle donne e dal sostegno ai centri antiviolenza;

con l'insediamento del Governo è stata chiesta a gran voce da associazioni e movimenti la nomina di un Ministro per le pari opportunità, che fosse il punto di riferimento per coordinare tutti gli interventi e le strategie necessarie per contrastare il fenomeno e le discriminazioni che alimentano la violenza;

il precedente Governo aveva avviato i tavoli di lavoro della task force interministeriale con un confronto tra istituzioni, associazioni e centri antiviolenza per elaborare il nuovo piano nazionale antiviolenza, individuando misure volte sia alla prevenzione del fenomeno che al sostegno e al rafforzamento delle vittime. Il Dipartimento per le pari opportunità della Presidenza del Consiglio dei ministri stava svolgendo il suo ruolo istituzionale di coordinamento fra tutte le amministrazioni, centrali e decentrate;

le associazioni di donne che da anni lavorano sui territori per il contrasto alla violenza in quella sede hanno chiesto la realizzazione di tutte quelle misure e azioni previste dalla Convenzione di Istanbul e dalle direttive internazionali ancora inapplicate in Italia;

il precedente Governo aveva deciso di distribuire ai centri antiviolenza e alle case rifugio 17 milioni di euro per il biennio 2013-2014 come previsto dal decreto-legge n. 93 del 2013, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 119 del 2013. Le associazioni che coordinano i centri antiviolenza fra cui "D.i.re" auspicano che al più presto vengano assegnati i finanziamenti stanziati, in un'unica soluzione, al fine di consentire continuità ai progetti di sostegno e aiuto alle donne che intraprendono percorsi di uscita dalla violenza;

ad oggi il piano nazionale antiviolenza non è stato ancora rinnovato e i 17 milioni di euro per il biennio 2013-2014 previsti non sono stati ancora assegnati ai centri antiviolenza e alle case rifugio, mettendone seriamente a repentaglio la sopravvivenza,

si chiede di sapere:

quali iniziative il Governo intenda prendere per mettere il contrasto alla violenza maschile contro le donne come priorità nell'agenda politica del Governo;

quali iniziative intenda prendere affinché si concluda il confronto avviato tra le istituzioni e le associazioni nell'ambito della task force interministeriale, istituita dal precedente Governo e coordinata dal Dipartimento per le pari opportunità;

se non ritenga urgente che sia rinnovato il piano nazionale antiviolenza;

se non ritenga necessario che siano assegnati i fondi previsti dal decreto-legge n. 93 del 2013, individuando chiari criteri di distribuzione;

se non ritenga necessario assumersi l'impegno affinché i centri antiviolenza e le case rifugio siano finanziati in maniera certa e costante, sottraendoli all'incertezza o al rischio di chiusura.