ePub

Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-01923


Atto n. 4-01923

Pubblicato il 25 marzo 2014, nella seduta n. 216

FUCKSIA , VACCIANO , MORRA , BUCCARELLA , CAPPELLETTI , FATTORI , GAETTI , PUGLIA , SIMEONI , BENCINI , BLUNDO - Al Ministro dell'interno. -

Premesso che, a quanto risulta agli interroganti:

il 3 aprile 2014 è prevista l'apertura del centro commerciale "Adriatico", che sorgerà in via Quintino Sella, nell'area ora nota come "Civita Park", a Civitanova Marche (Macerata). Il complesso, estendendosi su un'area di oltre 27.000 metri quadrati, sarà il secondo centro commerciale più grande dell'Italia centrale;

la lottizzazione della zona tecnico-distributiva, che origina da una convenzione di lottizzazione sottoscritta il 29 marzo 2007 tra il Comune di Civitanova Marche e la Civita Park Srl, ha conosciuto vicende particolarmente complicate, che coinvolgono rilevanti interessi pubblici e di imprese private, nonché di istituti di credito finanziatori e di operatori economici privati e loro dipendenti. La prima di queste riguarda il fatto che l'amministrazione comunale, a fronte della richiesta di proroga dell'autorizzazione commerciale e dei termini di ultimazione e consegna di alcune opere di urbanizzazione, tra cui il nuovo centro fieristico (che avrebbero dovuto essere ultimate entro due anni dal ritiro del permesso di costruire e comunque prima dell'apertura del nuovo centro commerciale), prorogava più volte l'autorizzazione commerciale già rilasciata nel 2010, fino a giungere alla data del 31 dicembre 2013, quando scadeva la licenza commerciale della Civita Park, ditta che peraltro aveva presentato una nuova richiesta di rinnovo. Tuttavia con lettera di protocollo n. 1754 del 15 gennaio 2014 è stata comunicata alla Civita Park "l'interruzione dei termini del procedimento promosso dalla stessa Civita Park per l'ulteriore proroga dell'autorizzazione commerciale n. 126/2010, specificando che l'interruzione resta fino alla conclusione del procedimento relativo alla variante urbanistica ed alla trasmissione alla scrivente della nuova convenzione urbanistica";

nel frattempo si sviluppava una scabrosa vicenda dell'accertata falsità delle polizze fideiussorie a garanzia delle opere di urbanizzazione e del nuovo centro fiere, la cui realizzazione era posta a carico della ditta lottizzante. Su quest'ultimo aspetto risultano in corso i giudizi penali da parte della competente autorità giudiziaria, che vedono sia il Comune sia la ditta lottizzante come "parti lese" nella truffa perpetrata dalla società assicurativa. Nello specifico gli investigatori della Guardia di finanza di Macerata specializzati in antiriciclaggio hanno ricostruito l'intera "filiera" di un'attività truffaldina posta in essere, fin dal 2009, da due società di intermediazione finanziaria di Napoli e di Roma che, aggirando le norme del testo unico bancario, di cui al decreto legislativo n. 385 del 1993, avevano posto in essere una truffa da 51.000.000 euro nei confronti del Comune di Civitanova Marche, attraverso la promozione e la stipula con alcune imprese edili di circa 40 polizze fideiussorie false o prive di reale copertura patrimoniale;

alla travagliata situazione si aggiunge un ulteriore elemento: con la delibera del Consiglio comunale n. 83 del 15 ottobre 2013 ribadita poi dalla delibera di Giunta comunale n. 374 del 18 ottobre, dalla delibera del Consiglio comunale n. 96 del 28 novembre e per ultima dalla delibera di Giunta comunale n. 44 del 17 febbraio 2014, l'amministrazione ha inteso finanziare la Civita Park per una cifra il cui ammontare eccedeva la soglia di valore comunitaria. Pertanto l'amministrazione era obbligata, ai sensi del codice delle leggi antimafia, di cui al decreto legislativo n. 159 del 2011, a richiedere ed allegare agli atti l'informativa antimafia sugli organi societari delle società finanziate, a maggior ragione se c'erano state delle variazioni societarie. Ebbene, quando mancava solo un mese dalla presunta apertura, alla richiesta del MoVimento 5 Stelle di Civitanova Marche relativa a tale documentazione, la risposta era stata che essa era in corso di acquisizione;

le problematiche descritte non si esauriscono: ai sensi dell'art. 182-bis della legge fallimentare, di cui al regio decreto n. 267 del 1942 e successive modificazioni, la Civita Park in data 1° marzo 2014 ha depositato un accordo di ristrutturazione dei debiti presso il Tribunale di Macerata. Dalla visura camerale della Civita Park (atto pubblico del 5 marzo 2014) si rileva che fin dal 12 febbraio 2014 i suoi amministratori avevano deliberato di procedere ai sensi dell'art. 182-bis della legge fallimentare, mentre erano in corso trattative con l'amministrazione sia per il contributo a carico del Comune sia per rinviare il pagamento dei 954.000 euro di oneri di costruzione, in contenzioso col TAR. Questi oneri non sono mai stati versati al 31 dicembre 2013 come previsto dalla delibera di Giunta comunale n. 374 del 2013. Ora, senza mai aver avuto in mano la fideiussione obbligatoria imposta dal TAR con nota n. 306/2012 a garanzia dei 954.000 euro, il Comune, alla luce di questi nuovi accadimenti, con ogni probabilità non riuscirà ad ottenere tali somme, con evidente danno per l'intera collettività;

dall'esame del piano di ristrutturazione dei debiti chiesto dalla Civita Park, ai sensi dell'art 182-bis della legge fallimentare, composto di una relazione aziendale e di una a pagamento di un advisor, si evince come l'opera sia stata finanziata complessivamente per 68.500.000 euro con un leasing della Mediolaesing SpA (100 per cento banca delle Marche), firmato in via definitiva il 14 febbraio 2014 (il giorno dopo il commissariamento), e per altri 5.300.000 direttamente erogati da banca delle Marche (pagina 3 e pagina 8 della relazione aziendale);

gli interroganti sollevano il dubbio sulla correttezza dell'azione del Comune: Infatti, per calcolare gli oneri connessi ai costi di costruzione del centro commerciale, il Comune ha accettato una perizia di parte Civita Park per un valore di 16.000.000 euro, solo in seguito poi contestata a 25.000.000 euro. Infatti si afferma che la differenza di 954.000 euro di oneri verrà pagata dalla Civita Park al Comune, ma in realtà tale importo diventa di fatto, nelle varie ipotesi presentate finora, solo una partita di giro, cioè un importo che il Comune restituisce sempre totalmente alla Civita Park. È certamente da rilevare la notevole differenza tra il valore stimato dell'opera (16 milioni di euro) se confrontato ai finanziamenti concessi da banca delle Marche, che sono quasi di 75 milioni di euro;

l'analisi della relazione aziendale mostra poi ulteriori profili di problematicità, quali anzitutto il mancato pagamento a tutt'oggi di 112.368 euro di ICI (pagina 11 della relazione), ma soprattutto le perizie tecniche citate per la quantificazione dei costi necessari all'ultimazione delle opere. Si parla infatti a pagina 12 della relazione dell'advisor di 2.782.481,53 euro per "Ente fiera totale opere per definizione" e di 4.219.385,50 euro per "Palazzetto sport opere per definizione". La loro somma di quasi 7 milioni di euro è tuttavia ben diversa dal computo metrico presentato a settembre 2013 di circa 11 milioni di euro. La sostenibilità dell'intero piano di ristrutturazione è comunque basata sull'apertura del centro commerciale e sulla previsione di incasso di canoni di affitto a regime dal 2015 pari a 4 milioni di euro annui per il centro commerciale Adriatico più 540.000 euro annui per le altre strutture. Questo vuol dire che la "mezza fiera" ed il Palas, che ad oggi l'autorizzazione del Coni dichiara utilizzabile di fatto per la pallavolo, renderebbero in un'eventuale gestione trentennale ben 16.200.000 euro (540.000 per 30 anni). Tuttavia la stessa nuova convenzione allegata alla delibera n. 62/2014, non ancora firmata, prevede proprio la cessione della gestione per 30 anni delle strutture per evitare al Comune di sborsare subito la cifra di 3.000.000 euro;

l'ultimo tassello di tale travagliata vicenda risale al 13 marzo 2013, giorno in cui la Guardia di finanza ha effettuato una serie di perquisizioni in società riconducibili direttamente o indirettamente alla Mattucci di Montesilvano, il gruppo imprenditoriale che a Civitanova sta costruendo il centro commerciale, la fiera e il palazzetto dello sport. I reati ipotizzati sono di tipo tributario, societario e fallimentare: false fatturazioni, dichiarazioni infedeli e omesso versamento delle imposte. Le perquisizioni hanno interessato diverse sedi del gruppo: i finanzieri di Pescara sono arrivati anche a Civitanova, negli uffici della Civita Park, dai quali hanno prelevato documenti di natura contabile e fiscale. L'inchiesta, coordinata dalla Procura della Repubblica di Pescara, svela che sono circa 40 gli indagati, tra cui Mauro Mattucci (l'imprenditore abruzzese che sta conducendo l'operazione Civita Park) e il figlio Marco. Gli altri indagati sono per la maggior parte dei legali rappresentanti delle società direttamente o indirettamente riconducibili al gruppo,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti;

se non ritenga opportuno, alla luce di quanto evidenziato, acquisire elementi sulle vicende e operare gli interventi di propria competenza, anche al fine di verificare la correttezza e la trasparenza delle procedure seguite e le eventuali responsabilità degli attori coinvolti.