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Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 2-00138


Atto n. 2-00138

Pubblicato il 20 marzo 2014, nella seduta n. 214

PUPPATO , CASSON , SANTINI , DE MONTE , CIRINNA' , LO GIUDICE , SCIASCIA , PEZZOPANE , GRANAIOLA , MANASSERO , ROMANO , CERVELLINI , GAMBARO , RICCHIUTI , MORGONI , SOLLO , DE PIN , CARIDI , VALENTINI , PUGLISI - Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e delle infrastrutture e dei trasporti. -

Premesso che:

il Tribunale amministrativo regionale per il Veneto ha accolto, con due ordinanze, i ricorsi proposti da Venezia terminal passeggeri (VTP), Bassani SpA e Rimorchiatori riuniti Panfido, con l'intervento del comitato Cruise Venice e di alcune imprese portuali, per l'annullamento, previa sospensione dell'efficacia, dell'ordinanza della Capitaneria di porto di Venezia che limita nel 2014 il transito nel canale della Giudecca di navi passeggeri di stazza lorda superiore a 40.000 tonnellate e vieta nel 2015 il transito nel canale di San Marco e nel canale della Giudecca di navi passeggeri di stazza lorda superiore a 96.000 tonnellate;

con tali provvedimenti il TAR ha sospeso anche i limiti per l'anno 2015, sempre contenuti nello stesso provvedimento dell'autorità marittima, che vietavano l'ingresso dalla bocca di porto del Lido alle navi superiori alle 96.000 tonnellate di stazza;

nello specifico, il TAR stabilisce la sospensione dei limiti stabiliti dalla Capitaneria di porto di Venezia, in attuazione del decreto Clini-Passera del 5 novembre 2013 e in vigore dal gennaio 2014, fino alle udienze per la trattazione di merito dei ricorsi fissate per il 12 giugno 2014;

secondo i giudici del TAR tali limitazioni (ordinate dalla Capitaneria anche sulla base delle direttive del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, Maurizio Lupi) "benché formalmente previste per dare seguito a quanto disposto dal Decreto Interministeriale n. 79/2012, risultano stabilite in assenza dello specifico presupposto richiesto per la relativa adozione", ovvero l'indicazione di praticabili vie di navigazione alternative a quelle vietate; a parere degli stessi giudici, le limitazioni si pongono conseguentemente in contrasto con lo specifico principio di gradualità enunciato dal decreto ministeriale n. 79 del 2012, in base al quale l'interdizione del transito può essere consentita solo a partire dal momento dell'effettiva disponibilità di una via alternativa;

lo stesso TAR, inoltre, sostiene che l'ordinanza "non appare sostenuta da una adeguata attività istruttoria preliminare, volta all'identificazione dei rischi connessi ai traffici nei canali in questione e ai transiti delle navi con stazza superiore a 40.000 tonnellate (...) non potendosi evincere dal provvedimento un'esauriente ponderazione né dei presupposti di fatto, né delle specifiche valutazioni dei rischi, assunti a fondamento delle misure mitigatorie in esame e che anche le direttive del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti alla Capitaneria di porto appaiono viziate dai medesimi difetti di genericità e indeterminatezza";

considerato che:

la decisione assunta dal TAR di Venezia lascia, se non altro, interdetti e molto preoccupati per le conseguenze che ne possono derivare e per i rischi a cui espone una città unica al mondo come Venezia;

il 6 febbraio 2014, l'assemblea del Senato, a conclusione della discussione di mozioni sul transito delle grandi navi della laguna di Venezia, ha approvato l'ordine del giorno G1, sottoscritto da tutti i gruppi, che, in relazione al traffico crocieristico di Venezia e in particolare al divieto di transito delle navi traghetto nei canali di San Marco e della Giudecca e all'ipotesi di ampliamento del canale Contorta, impegna il Governo ad assicurare che tutte le soluzioni siano comparate e considerate in sede di valutazione ambientale a prescindere dallo stato di avanzamento progettuale, attraverso un processo trasparente e partecipato e sentita la commissione per la salvaguardia di Venezia, a porre al centro della valutazione comparativa alcuni parametri, tra cui la compatibilità ambientale, la reversibilità, l'impatto economico e la sostenibilità nel lungo periodo e a concludere la valutazione entro tre mesi e ad effettuare nel più breve tempo possibile, utilizzando la normativa vigente, i lavori conseguenti;

inoltre, giova ricordare che anche l'UNESCO, all'indomani del tragico incidente della Costa "Concordia" del 13 gennaio 2013, ha ribadito le sue preoccupazioni sui rischi posti da navi di grandi dimensioni ai siti iscritti nella lista del patrimonio mondiale, chiedendo al Governo italiano limitazioni al transito delle navi da crociera nella laguna di Venezia e nel bacino di San Marco,

si chiede di sapere se il Governo, alla luce dei fatti esposti, anche nel rispetto degli impegni assunti il 6 febbraio, non ritenga di dover intervenire con la massima sollecitudine per fissare i limiti per l'accesso delle navi da crociera alla laguna di Venezia, tutelando e salvaguardando in tal modo una città unica al mondo, patrimonio inestimabile ed irripetibile per tutti gli italiani e per l'umanità intera.