ePub

Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-01855


Atto n. 4-01855

Pubblicato il 13 marzo 2014, nella seduta n. 209

STEFANO - Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri dello sviluppo economico, delle politiche agricole alimentari e forestali, della salute e degli affari esteri. -

Premesso che:

in data 14 gennaio 2014 la Camera dei deputati ha approvato all'unanimità (487 voti favorevoli su 487 votanti) la mozione 1-00311 sull'etichettatura dei prodotti agroalimentari;

la mozione ha come scopo l'attuazione di un maggior rigore nel campo delle etichette dei prodotti alimentari in termini di chiarezza e trasparenza nella tracciabilità da parte dei consumatori dell'origine dei prodotti e per un più efficace contrasto delle frodi e delle contraffazioni;

l'Italia è impegnata a mantenere elevata la tutela della qualità delle proprie produzioni agroalimentari. Si pensi che il nostro Paese ha il maggior numero di prodotti a marchio registrato come la denominazione d'origine protetta, l'indicazione geografica protetta e la specialità tradizionale garantita che sono oggetto di numerosi e sofisticati tentativi di contraffazione;

considerato che, a quanto risulta all'interrogante:

l'ufficio legislativo del Ministero dello sviluppo economico il 19 febbraio 2014 ha trasmesso alla Presidenza del Consiglio dei ministri (Dipartimento per le politiche europee, struttura di missione per le procedure di infrazione e Dipartimento per gli affari giuridici e legislativi), al Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, al Ministero della salute, al Ministero degli affari esteri, alla rappresentanza permanente d'Italia presso l'Unione europea, la nota 0004028, il cui oggetto è "Progetto pilota sulla corretta applicazione del diritto comunitario (caso EU Pilot 5938/13/SNCO). Indicazione del paese di origine sull'etichettatura degli alimenti. Ulteriore richiesta di elementi informativi";

in questo documento si fa presente che la Commissione europea con nota del 7 febbraio 2014 ha rappresentato la necessità di ricevere informazioni a seguito dell'approvazione della mozione: le autorità comunitarie manifesterebbero la preoccupazione per il parere favorevole espresso in aula dal rappresentante del Governo in merito all'intenzione del Governo italiano di applicare ulteriori norme in merito all'origine dei prodotti alimentari e la Commissione chiederebbe di essere informata circa le intenzioni delle autorità italiane di attivare la procedura di notifica prevista dalla direttiva 98/34/CE in relazione agli atti di attuazione della normativa d'origine, che il Governo si è impegnato ad emanare conformemente a quanto richiesto dai sottoscrittori della mozione;

nella nota si sottolinea che in merito all'accoglimento degli impegni contenuti nella mozione, l'ufficio legislativo medesimo condivide le preoccupazioni espresse dalla Commissione europea e nonostante indichi la necessità di un approfondimento fra tutti i Ministeri competenti in materia, conclude asserendo che qualora il Governo intendesse dare seguito agli impegni assunti con la mozione approvata all'unanimità dal Parlamento, "nessun buon esito potrà fondatamente prevedersi dalla procedura di notifica alla quale detti atti saranno sottoposti";

considerato che:

recentemente l'Unione europea ha apportato, in tema di indicazioni in etichetta, delle modifiche al regime di etichettatura dei prodotti agroalimentari. In particolare, il regolamento (UE) n. 1169/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, relativo alla fornitura di informazioni sugli alimenti ai consumatori ha modificato la precedente normativa, al fine di semplificarla e migliorare il livello di informazione e di protezione dei consumatori europei;

le nuove disposizioni, che entreranno in vigore dal 13 dicembre 2014 (ad eccezione delle disposizioni relative all'etichettatura nutrizionale che entreranno in vigore a partire dal 13 dicembre 2016) rispondono alla necessità di aumentare la chiarezza e la leggibilità delle etichette;

il regolamento si applica agli operatori del settore alimentare in tutte le fasi della catena e a tutti gli alimenti destinati al consumo finale, compresi quelli forniti dalle collettività (ristoranti, mense, catering) e quelli destinati alla fornitura delle collettività;

esso introduce alcune novità di rilievo, quali l'obbligo di indicare la provenienza e l'origine dei prodotti, la leggibilità dell'etichetta, e consente agli Stati membri di adottare "disposizioni ulteriori" (art. 39 del regolamento) per specifici motivi: protezione della salute pubblica e dei consumatori, prevenzione delle frodi, repressione della concorrenza sleale, protezione dei diritti di proprietà industriale e commerciale e tutela delle indicazioni di provenienza e denominazioni di origine controllata;

lo Stato membro che voglia introdurre un provvedimento nazionale dovrà notificare il progetto alla Commissione europea e attendere 3 mesi per approvarlo, salvo parere negativo della stessa;

a giudizio dell'interrogante il mandato unanime che il Governo ha ricevuto dal Parlamento non può essere scavalcato dall'interpretazione data da un singolo ufficio ministeriale, seppur competente, senza i necessari approfondimenti;

ad opinione dell'interrogante sconcerta apprendere l'Ufficio definisca le posizioni del Governo italiano, espresse dal Ministero delle politiche agricole, come "in palese contrasto con il diritto comunitario";

a giudizio dell'interrogante desta preoccupazione che delle strutture ministeriali non siano parimenti impegnate tra loro a difendere gli interessi di un comparto produttivo strategico per il nostro Paese, come quello agroalimentare,

si chiede di sapere:

quali misure il Governo intenda adottare per dare attuazione agli impegni indicati nella mozione 1-00311 relativa all'etichettatura dei prodotti agroalimentari;

con quali azioni il Governo ritenga di far valere la posizione italiana presso le autorità europee;

nell'ambito dell'oramai prossima presidenza italiana del semestre europeo, quali strategie il Governo preveda di adottare in materia e per la salvaguardia dei diritti dei consumatori dell'Unione.