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Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n░ 3-00811


Atto n. 3-00811

Pubblicato il 13 marzo 2014, nella seduta n. 209
Svolto nella seduta n. 252 dell'Assemblea (29/05/2014)

LO GIUDICE , CHITI , COMPAGNONE , CUCCA , CUOMO , D'ADDA , DI GIACOMO , FEDELI , FERRARA Elena , LEPRI , LIUZZI , MARINO Mauro Maria , MASTRANGELI , MANASSERO , MATTESINI , MORGONI , PAGLIARI , PEZZOPANE , PUGLISI , RICCHIUTI , ROMANO , SCALIA , SOLLO , SPILABOTTE - Al Ministro dell'istruzione, dell'universitÓ e della ricerca. -

Premesso che:

nelle settimane scorse molti docenti di filosofia hanno sottoscritto un documento, promosso da Roberto Esposito, Adriano Fabris e Giovanni Reale, dal titolo "Un appello per la filosofia" che annovera fra i primi firmatari Dario Antiseri, Luisella Battaglia, Remo Bodei, Maurizio Ferraris, Giacomo Marramao, Pier Aldo Rovatti, Emanuele Severino, Gianni Vattimo e molti altri fra i principali filosofi italiani;

nell'appello si lancia un allarme sul fenomeno in atto di eliminazione della filosofia teoretica da molti corsi universitari di Pedagogia e Scienze dell'educazione e sul progetto di ridurre da 3 a 2 anni lo studio della filosofia nei licei a seguito dell'abbreviazione del corso di studi della scuola secondaria superiore da 5 a 4 anni, che sarÓ oggetto di sperimentazione in alcune scuole a partire dall'anno scolastico 2014/2015 dietro autorizzazione del Ministero dell'istruzione, dell'universitÓ e della ricerca;

i firmatari dell'appello segnalano inoltre come, nonostante negli scorsi decenni vi sia stata una diffusione delle etiche applicate (bioetica, etica ambientale, etica economica, etica della comunicazione), la bioetica venga inserita nelle declaratorie del Ministero fra i settori disciplinari della medicina e del diritto piuttosto che della filosofia, privilegiandone cosý l'aspetto procedurale piuttosto che quello formativo, volto a chiarire le motivazioni di determinate azioni umane al fine di aiutare ad assumere posizioni fondate sulla responsabilitÓ;

il rischio che la cultura italiana sta vivendo, secondo i firmatari del manifesto, Ŕ che prevalga "un'ideologia tecnocratica, per la quale ogni conoscenza dev'essere finalizzata a una prestazione, le scienze di base sono subordinate alle discipline applicative e tutto, alla fine, dev'essere orientato all'utile. Lo stesso sapere si riduce a una procedura, e procedurali ed organizzative rischiano di essere anche le modalitÓ della sua costruzione e valutazione. Un conoscere Ŕ valido solo se raggiunge specifici risultati. Efficacia ed efficienza sono ci˛ che viene chiesto agli studiosi: anche nell'ambito delle discipline umanistiche",

si chiede di sapere:

quanti e quali siano ad oggi le sperimentazioni di scuola secondaria superiore di durata quadriennale e quante e quali di queste abbiano comportato una riduzione dell'orario e della durata pluriennale di insegnamento della filosofia;

se il Ministro in indirizzo abbia ad oggi fra i suoi obiettivi o se rientri fra le possibilitÓ al suo studio (e, in tal caso, in quali forme e modi) una riduzione da 3 a 2 anni dell'insegnamento della filosofia nelle scuole secondarie superiori o in parte di esse in conseguenza di una riduzione da 5 a 4 anni della durata del ciclo di scuola secondaria superiore;

se non ritenga che, qualora si volesse imboccare la strada di una riduzione complessiva della durata del ciclo scolastico, questa dovrebbe necessariamente essere legata a una complessiva ridefinizione dell'intero percorso e a una generale riorganizzazione degli apprendimenti, evitando le facili scorciatoie di una riduzione del percorso finale che priverebbe la scuola secondaria superiore di quella coerenza e organicitÓ giÓ messa alla prova dal recente riordino del 2010;

se risulti che sia in atto un processo di eliminazione della filosofia teoretica dai corsi universitari di Pedagogia e Scienze dell'educazione, quale portata abbia oggi questo fenomeno e quale sia la sua valutazione al riguardo;

se condivida l'idea che il rilancio e il consolidamento nel nostro Paese di una cultura scientifica e tecnologica, necessaria per il suo valore intellettuale e di contributo alla crescita culturale della nazione, oltre che come sostegno allo sviluppo tecnologico dell'Italia in un contesto di competitivitÓ globale, debba essere necessariamente affiancata e sostenuta da una cultura umanistica e in particolare dallo studio della filosofia intesa come riflessione critica sulle procedure, sugli obiettivi e sulle implicazioni etiche delle azioni e dei processi scientifici e tecnologici e come strumento di analisi necessario a sottoporre a valutazione critica la realtÓ dei fatti, anche per suggerire strade nuove e prospettive diverse da quelle date.